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F-35B, tutte le novità sulla guerra tra Aeronautica e Marina

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F 35 faco cameri

Ecco come prosegue la diatriba tra Aeronautica e Marina in Italia all’indomani dell’assegnazione del prossimo (il quarto) F-35B

 

Si riaccende lo scontro tra Aeronautica Militare e Marina italiana per l’assegnazione del quarto F-35B destinato all’Italia.

L’F-35B è la versione Stovl (a decollo corto e atterraggio verticale) del caccia di quinta generazione Joint Strike Fighter prodotto da Lockheed Martin. Il programma Jsf Lightining II è realizzato in cooperazione dagli Stati Uniti e l’Italia è partner di secondo livello.

La Marina ha ordinato un totale di 15 caccia F-35B. Anche l’Aeronautica militare ha ordinato lo stesso quantitativo del modello B, oltre a 60 F-35A Ctol (a decollo convenzionale).

Il nodo da sciogliere è la distribuzione tra le due forze armate e poi la gestione e l’impiego dei 30 esemplari (15 a testa) della versione Stovl del caccia F-35. Una diatriba che rischia di ritardare il raggiungimento della Capacità Operativa Iniziale (Ioc) per quel sistema d’arma.

“Dopo che i primi due F-35B italiani sono andati alla Marina e il terzo all’Aeronautica, è prevista una decisione, forse entro poche settimane, su chi otterrà il quarto l’anno prossimo mentre i due rami militari si contendono il primato nel programma”, ha riportato Tom Kington su Defense News.

Gli F-35 italiani escono dalla linea di assemblaggio della Faco di Cameri, lo stabilimento gestito da Leonardo e utilizzato per assemblare F-35 per Italia e Paesi Bassi.

Tornati in Italia, oltre a decidere chi avrà il quarto velivolo, i funzionari continuano anche a discutere se tutti gli F-35B italiani, compresi i jet dell’Aeronautica Militare e della Marina, debbano essere raggruppati in una base per risparmiare sulla logistica, e in tal caso , chi dovrebbe eseguirlo.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DELLA MARINA ITALIANA

I velivoli a decollo verticale Stovl sono gli unici aerei che possono essere impegnati dalla Marina militare sulle navi italiane, in sostituzione degli attuali AV8B. Gli F-35B rappresentano il sistema d’arma principale della portaerei Cavour, fiore all’occhiello della Mm, costruito nel cantiere navale Fincantieri Riva Trigoso e messo in funzione nel 2008.

“C’è stato un tiro alla fune tra la Marina e l’Aeronautica Militare su chi ottiene per primo i caccia, ma da un punto di vista pratico la Marina potrebbe avere diritto a quello successivo”. Ha dichiarato Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa dello Iai a Defense News.

“Una volta che la Marina lo riceverà, avrà tre F35-B e potrà iniziare le operazioni dal Cavour, il che aumenterà immediatamente le sue capacità e farà la differenza per le capacità militari italiane”. Ha aggiunto Marrone.

PERCHÉ IL MODELLO STOVL INTERESSA ANCHE ALL’AM

L’Aeronautica militare schiererà invece l’F-35B in missioni di spedizione all’estero dove possa essere portato su brevi piste. Come ha sottolineato un addetto ai lavori che preferisce l’anonimato a Start “l’F35-B nasce non tanto per volare dalle portaerei. Il modello da portaerei é l’F35-C (per portaerei dotate di catapulta) e se il problema fosse far decollare aerei da portaerei, il modello C sarebbe pienamente rispondente alle esigenze di US Navy e US Marines. Il pregio dell’F35-B é invece quello di poter operare da piste corte (requisito espresso proprio dai Marines, oltre che per poter usare navi minori). Moltiplicando significativamente gli aeroporti disponibili a terra e quindi la rischierabilità iniziale dell’aeroplano”.

Per questo motivo l’F35-B interessa all’Am. Per riacquisire cioè “una capacità persa con la radiazione del G91-R, che poteva operare anche da piste improvvisate, e che si sarebbe rivelata necessaria in più occasioni negli ultimi 20 anni, evitando costi e rischi aggiuntivi patiti in varie operazioni”.

LA PORTAEREI CAVOUR PER GLI F-35B

Nel frattempo è iniziata la fase di upgrade di Cavour, un mese dopo che il secondo F35B della Marina italiana — il B-02 — è decollato dalla Faco di Leonardo a Cameri verso gli Stati Uniti. La destinazione era la Marine Corps Air Station di Beaufort, nella Carolina del Sud, dove il velivolo si è unito al primo F-35B (B-01) per supportare l’addestramento dei piloti e dei tecnici italiani. La Marina italiana ha ricevuto i suoi primi due caccia Stovl nel 2018 e nel 2019.

Con l’ingresso nella flotta dei nuovi velivoli, la Marina Militare italiana, insieme alla US Navy e la Royal Navy britannica con la Queen Elizabeth, saranno le uniche marine al mondo a disporre di portaerei in grado di operare con i velivoli F-35.

LE SFIDE IN CORSO

Ma Nave Cavour è lontana dall’imbarcare una minima componente operativa a causa della querelle tra marina e aeronautica per l’assegnazione degli F-35B.

“Il Cavour deve già affrontare sfide durante il dispiegamento con gli AV-8 e dovrebbero terminare la loro vita operativa nel 2025”, ha rivelato a Defense News una fonte della difesa che ha appoggiato la Marina.

A novembre il Cavour avrebbe dovuto raggiungere la Naval Air Station Patuxent River, nel Maryland, negli Stati Uniti per ottenere la certificazione per ospitare l’F35-B. Ma la pandemia di coronavirus ha rimandato la visita alla primavera del prossimo anno, ha riferito la fonte a Defense News.

Queste attività rappresenteranno i primi passi importanti per raggiungere la capacità operativa iniziale della portaerei con la sua rinnovata capacità di aviazione navale italiana.

L’F-35B sostituirà l’AV-8B Plus Harrier II della Marina e sarà imbarcato sulla portaerei Cavour e sulla nuova LHD(Landing Helicopter Dock) Trieste. Non è del tutto chiaro, tuttavia, dove gli F-35B dell’Aeronautica saranno schierati.

DOVE SARANNO BASATI GLI F-35B: A GROTTAGLIE

I due F35-B della Marina ora Beaufort torneranno in Italia alla fine del 2021, secondo la fonte della difesa.

Come ha rimarcato Tom Kington, “una volta tornati in Italia, oltre a decidere chi avrà il quarto velivolo, i funzionari continuano anche a discutere se tutti gli F-35B italiani debbano essere raggruppati in una base per risparmiare sulla logistica, e in tal caso, quale”.

La scelta è tra la base della Marina di Grottaglie in Puglia, dove sono basati gli AV-8, o quella del 32° Stormo di Amendola, sempre in Puglia, a cui sono già assegnati gli F-35A.

Per Alessandro Marrone se la Mm si aggiudicasse il prossimo F-35B, avrebbe un argomento in più per portare tutti i suoi caccia a Grottaglie. “Se dai la priorità alla consegna degli aerei per salire a bordo del Cavour, automaticamente dai la priorità a Grottaglie”, ha detto a Defense News.

“La Marina dispone di personale limitato, che continuerà a essere necessario per mantenere per un po’ gli AV-8 a Grottaglie. Non può inviare altro personale alla base aeronautica di Amendola per occuparsi degli F35-B ”, ha notato la fonte della difesa.

O AD AMENDOLA

Anche le argomentazioni per basare tutti gli F-35B italiani ad Amendola per sfruttare l’infrastruttura F-35 dell’Aeronautica militare sono convincenti.

Già un anno fa un addetto ai lavori che preferisce l’anonimato riferiva a Start: “Quello che è certo è che nel programma sono finanziati e previsti i lavori di adattamento delle basi di Amendola, già fatti in buona parte e di Ghedi. Di Grottaglie, attuale base degli Harrier non c’è traccia in alcun documento ufficiale. Quello che si sa è che girano sempre più frequenti le voci di una Joint Strike Force italiana per gli F-35B dell’Aeronautica e della Marina. E dovrebbero avere un’unica base (si parla proprio di Amendola), con unica linea logistica ed addestrativa (a terra)”.

IN VANTAGGIO QUEST’ULTIMA?

“Amendola è la scelta logica poiché la base vanta un alto grado di capacità professionale sull’F-35”, ha detto il generale in pensione Leonardo Tricarico, ex capo di Sma e ora presidente del think tank Icsa.

Come riporta Defense News, “un ulteriore punto di forza di Amendola è che il primo F35-B dell’Am non è volato negli Stati Uniti per l’addestramento dei piloti come previsto, ma ha trascorso mesi alla base pugliese permettendo al personale dell’Aeronautica militare di abituarsi. “L’F35-B doveva volare negli Stati Uniti a febbraio, ma ci è stato chiesto di ritardare l’invio a causa del coronavirus” ha riferito una fonte dell’Aeronautica.

“Da allora abbiamo dimostrato di essere in grado di ospitare e gestire la versione B. Avere gli F-35A ci ha permesso non solo di testare l’F-35B, ma anche di testare una flotta mista. Rivendicando la nostra decisione di avere entrambi gli aerei “, ha aggiunto la fonte.

A fine luglio, l’Aeronautica militare ha testato la propria capacità expeditionary sull’isola di Pantelleria con protagonista il velivolo F-35B. Nell’esercitazione il caccia ha dimostrato di poter atterrare anche su una vecchia e corta pista costruita negli anni ’30.

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