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Folgiero Fincantieri

Fincantieri, tutti i piani di Folgiero nella difesa con Leonardo e Marina militare

Cosa ha detto l'amministratore delegato del gruppo Fincantieri, Pierroberto Folgiero, nel corso di un'audizione alla commissione Difesa della Camera

 

“Fincantieri nel suo business è l’azienda più grande del mondo se leviamo cinesi e coreani”.

È quanto ha evidenziato l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, in audizione presso la Commissione Difesa della Camera sulle tematiche relative alla produzione di beni e servizi di interesse per la dotazione di mezzi del settore della difesa.

7,5 miliardi di ricavi, 34 miliardi in portafoglio e una presenza in 18 cantieri in giro per il mondo, 20mila dipendenti, sono i numeri snocciolati dall’ad Folgiero: “Parliamo di un’azienda italiana che ha un ruolo di leader nella cantieristica”.

Oggi Fincantieri è l’unica azienda cantieristica al mondo, sottolinea Folgiero, a fare le navi da crociera (unica attività cantieristica rimasta in Europa), militari e offshore (le attività in Norvegia attraverso la controllata Vard). Il terzo mercato è quello delle navi da lavoro offshore, sta crescendo molto perché le nuove rinnovabili saranno a mare, sia in acque basse sia in acque alte.

“Il mercato militare, nel post-Ucraina, è un mercato che cresce, la spesa navale per la difesa porta con sé concetto di difesa e sicurezza. Stiamo sperimentando un incremento dell’appetibilità dei prodotti Fincantieri anche per l’export” ha osservato il numero uno di Fincantieri. “Si tratta di servire la Marina militare italiana ma anche come il sistema Paese sulla piattaforma geopolitica italiana può andare anche all’export”.

Tutti i dettagli.

IL PIANO INDUSTRIALE DI FINCANTIERI RIASSUNTO DA FOLGIERO

Innanzitutto, ai parlamentari della Commissione Difesa Folgiero ha ricordato le cinque macroazioni previste nel piano: focalizzazione del business cantieristica, (“vogliamo concentrarci nel rafforzamento degli 8 cantieri in Italia, modernizzazione dei cantieri”); non solo essere costruttori di navi, ma come facciamo già nel business militare essere vicini ai clienti fornendo supporto e assistenza; continuare a integrare sempre più sistemi a bordo, essere avanti e leader nell’installazione a bordo di tutti i sistemi (anche digitali); attenzione alla disciplina finanziaria (contenere l’indebitamento); interpretare la domanda di sostenibilità in termini industriali.

“Essere pionieri della nave digitale e della nave a basse emissioni” è l’obiettivo del gruppo di Trieste, afferma in audizione Folgiero. “Contemporaneamente dobbiamo fronteggiare una grande volatilità dei costi, costi dell’energia, materie prime e anche denaro molto costoso” ha evidenziato il numero uno di Fincantieri.

IL RAPPORTO CON LA MARINA MILITARE

È fondamentale il rapporto con la Marina Militare: riguardo i programmi in essere Folgiero cita le Fremm, le Lss, la nave porta-elicotteri, la Ppa, il mondo dei sommergibili e la Niom, una nuova unità Navale Idro-Oceanografica maggiore destinata all’Istituto Idrografico della Marina.

Riguardo i programmi in itinere:” i due nuovi sommergibili Nfs (in via di contrattualizzazione), il mondo delle Ppx (nuovo programma che sta partendo), Clara (la nave spia) i rifornitori e la fregate Fremm 13 e 14, attesa nel prossimo Dpp anche alla luce dei requisiti crescenti esposti in commissione dall’ammiraglio Credendino. L’elenco non considera i programmi che sono a metà, tra quelli già acquisiti e quelli in via di partenza: i due incrociatori Ddx, le due navi anfibie e i programmi mid-life updatecome quello in corso per i cacciatorpediniere della classe Orizzonte.

MUTATO SCENARIO GEOPOLITICO

Come già evidenziato dal Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Credendino “il nuovo scenario geopolitico prevede un passo avanti per la Marina militare italiana nel Mediterraneo allargato anche a fronte di un’intensificazione degli attori e di un alleggerimento del presidio americano dal Mediterraneo all’Indo-pacifico. In qualche maniera l’Italia dovrà farsi carico anche di questo” ha puntualizzato Folgiero.

IL MOTORE EXPORT

Riguardo all’aumento della spesa militare navale, “lo stiamo sperimentando nel Sud-Est asiatico” ha illustrato Folgiero. “Dopo la missione in Malesia abbiamo registrato un grandissimo interesse, l’Indonesia è un mercato molto importante e poi ci sono il Bangladesh, Filippine e Vietnam. Il teatro del sud-est asiatico e Indo-pacifico è un settore che sta esprimento grandissima domanda. C’è il Mediterraneo allargato, c’è Abu Dhabi (capitalizzando anche quanto stiamo già facendo in Qatar) e c’è l’Arabia Saudita”.

L’IMPORTANZA DI ORIZZONTE SISTEMI NAVALI (JV LEONARDO-FINCANTIERI) SECONDO FOLGIERO

“Fincantieri rispetto ai concorrenti per coprire tutte le componenti della nave deve fare affidamento alla partnership con Leonardo. Per essere prime contractor, Fincantieri ha bisogno di accedere alle competenze di Leonardo su tutta la parte che si mette sopra la piattaforma. Orizzonte Sistemi Navali, che è la jv tra Fincantieri e Leonardo, diventa nel nuovo ciclo industriale molto importante” ha messo in luce Pierroberto Folgiero.

“Con il rafforzamento di Orizzonte Sistemi Navali andremo a concentrare le competenze di integrazione del sistema nave” ha aggiunto Folgiero.

L’ESEMPIO DEL QATAR

Dopodiché, Folgiero ha citato il Qatar “quale esempio di sistema-paese in cui siamo andati come Fincantieri con Leonardo ed Elettronica”.

Nel 2016 il ministero della Difesa del Qatar ha commissionato a Fincantieri il programma di acquisizione navale nazionale che prevede la fornitura di sette navi di superficie, interamente costruite nei cantieri italiani del gruppo, assicurando fino al 2024 la continuità di lavoro. La commessa per il gruppo di Trieste è del valore di più di 3 miliardi e mezzo.

“Se non fossimo andati come sistema-paese e senza la Marina militare italiana che ha fornito training tutto ciò non sarebbe stato possibile” ha evidenziato l’ad di Fincantieri ribadendo che “il Qatar ci indica la strada come Fincantieri può ambire alla crescita”.

LA PRESENZA NEGLI STATI UNITI

“In Italia serviamo la Marina militare, negli Usa Fincantieri è presente nella storicamente serve la Us Navy sia con LCS (con prime contractor Lockheed Martin) sia con le fregate Constellation class in cui Fincantieri è prime contractor” ha ricordato Folgiero. L’esperienza americana “diventa un acceleratore della credibilità di Fincantieri nell’export”.

FOCUS SUL DOMINIO UNDERWATER

Infine, non solo navi di superficie, corvette e fregate per Fincantieri. Il gruppo di Trieste intende cimentarsi infatti nel nuovo dominio underwater, ha puntualizzato Folgiero. Riguardo il subacqueo, i mezzi si suddividono in sommergibili tradizionali e nucleari, “in quelli tradizionali Fincantieri è produttore numero uno al mondo” ha precisato Folgiero.

Quindi il gruppo di Trieste “rappresenta il naturale soggetto aggregatore del dominio underwater per il segmento difesa, tra l’altro Fincantieri è prime contractor del programma U212NFS”.

In partenza c’è il Polo nazionale della dimensione subacquea, in cui “Fincantieri parteciperà attivamente essendo interpreti del ruolo duale della subacquea che parte come sempre dal militare per validazione di soluzioni e tecnologie con l’idea di seguire esigenze operative del civile” ha concluso Folgiero. “È molto importante che questo polo sia supportato finanziariamente, pensando al ruolo della Marina militare come abilitatore, per poi arrivare a prodotti industriali utili [nel civile] come nel presidio di cavi o fondali, attività legate non solo alla difesa, ma sicurezza e sotto il profilo economico”.

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