Mobilità

Fca-Psa, come sarà la nuova Casa (olandese) secondo Tavares ed Elkann

di

Stellantis cda

Tutti i dettagli sul nuovo gruppo automobilistico frutto della fusione tra Fca e Psa. E la maxi cedola per Exor di Elkann. Fatti, nomi, numeri, commenti e analisi nello speciale di Start

Il nuovo gruppo che nasce dalla fusione tra Fca e Psa avrà “una solida struttura di governance”, con John Elkann alla presidenza e Carlos Tavares ceo. Avrà forte supporto da parte degli azionisti di lunga data (Exor, famiglia Peugeot, Stato francese) che avranno una rappresentanza nel consiglio. E’ quello che hanno detto oggi le due Case auto che daranno vita al nuovo gruppo.

I NUMERI DEL CDA

Il cda avrà 11 membri, con una maggioranza di consiglieri indipendenti. Sarà consigliere anche Tavares che avrà un mandato iniziale di cinque anni. Il consiglio di amministrazione sarà formato da cinque membri di espressione francese e cinque di espressione italo americana. Il socio cinese Dongfeng non avrà alcun rappresentante nel board

I DIRITTI DI VOTO

In base allo statuto proposto per la società che nascerà dalla fusione nessun azionista avrà diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea. Si prevede inoltre che non ci sarà alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale matureranno dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione.

LA SEDE E LE PIAZZE

Il gruppo che nascerà dalla fusione Fca-Psa avrà sede in Olanda e sarà quotato su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e “beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti”. In base allo statuto proposto per la società risultante dalla fusione – si legge nella nota che ufficializza l’operazione – “nessun azionista avrà diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea.

I SOCI

La costituzione della holding olandese ridisegnerà dunque il peso degli attuali soci dei due gruppi. La famiglia Agnelli attraverso Exor e la famiglia Pegeout vedono il loro peso dimezzarsi: Exor dal 29% al 14,5% e la dinastia transalpina dal 12% al 6%, con possibilità di salire ancora fino all’8,5%. Dongfeng – scrive il Sole – si sarebbe impegnato a scendere al 4,5% del nuovo aggregato nel giro di un anno. Dunque venderà circa il 2% dell’attuale pacchetto del 12% detenuto in Psa.

I NUMERI DEL FUTURO GRUPPO

La nuova società sarà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell’operazione e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno.

CHE COSA DICE LA NOTA DI FCA E PSA

“La solida struttura patrimoniale congiunta – sottolinea la nota di Fca e Psa – offre significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo”. Il nuovo gruppo avrà una presenza bilanciata e attività redditizie a livello globale, con un portafoglio di brand iconici e altamente complementari a copertura di tutti i principali segmenti dal luxury al premium, dai veicoli passeggeri mainstream fino ai suv, ai truck e ai veicoli commerciali leggeri. Questo grazie alla forza di Fca in Nord America e in America Latina e alla solidità di Psa in Europa. Il nuovo gruppo avrà una presenza geografica molto più bilanciata, con il 46% dei ricavi generati in Europa e il 43% in Nord America, sulla base dell’aggregazione dei dati 2018 delle due società. L’aggregazione fornirà anche al nuovo gruppo l’opportunità di ridefinire la strategia in altre regioni.

LA MAXI CEDOLA PER GLI AZIONISTI FCA

Agli azionisti di Fca va – scrive oggi il Sole 24 Ore – “la maxi cedola preannunciata oltre al maggior valore che Psa riconosce al gruppo automobilistico nell’ambito della fusione. Un premio consistente che si ricostruisce partendo dal valore di Borsa di Fca pre annuncio, pari a 18,5 miliardi di euro. A questo numero bisogna poi sottrarre i dividendi di 5,5 miliardi e si arriva a un valore dell’equity pari a 13 miliardi tondi. Fca, però, viene valutata non 13 miliardi, ma quanto Psa. E il gruppo francese post spin off della componentistica esprime una valutazione di 20 miliardi di euro circa. Dunque Psa riconosce a Fca 7 miliardi in più della Borsa, ovvero un valore di 20 miliardi di euro. Per i grandi soci di Fca dunque, il pacchetto cedola-premio vale qualcosa come 12,5 miliardi di euro”. Secondo ulteriori calcoli, la fusione per i soci Fca frutterà nel complesso 6,6 miliardi di euro (qui l’approfondimento).

IL REPORT DI MOODY’S

“Una combinazione dei due gruppi sarebbe positiva in termini di credito in quanto creerebbe un produttore automobilistico più grande e diversificato con sostanziali sinergie e potenziale di efficienza, che contribuirà a mitigare le molteplici sfide nel settore automobilistico globale”. E’ il commento degli analisti del Moody’s Investors Service all’operazione di fusione tra Fca e Psa. “Per Psa, una combinazione riuscita con FCA posizionerebbe l’azienda in modo più forte nella categoria di rating Baa3, principalmente a causa del miglioramento della diversificazione regionale e delle sinergie proposte”, si legge nel report di Moody’s. “Le prospettive positive sui rating di Fca riflettono il potenziale per un profilo di credito più forte dell’entità combinata Fiat e PSA nel caso in cui la fusione proposta venga eseguita con successo”.

I CONFRONTI CON GLI ALTRI GRUPPI

Il gruppo che nasce dalla fusione tra Fca e Psa si colloca al quarto posto della classifica dei dieci maggiori produttori mondiali di auto. Questa classifica, che tiene conto delle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali, vede al primo posto il gruppo Volkswagen, seguito da Toyota al secondo posto e Renault-Nissan-Mitsubishi al terzo. Quarta la nuova Fca Psa, che si lascia alle spalle al quinto posto General Motors. Sesto il Gruppo Hyundai Kia, seguito al settimo posto da Ford e all’ottavo da Honda. Fca e Psa avranno 8,7 milioni di immatricolazioni, appena sopra alla General Motors che ha raggiunto gli 8,6 milioni, ma alle spalle di Renault-Nissan-Mitsubishi, con un distacco di 1,6 milioni di unità rispetto all’alleanza franco-nipponica che comprende anche i brand Dacia, Lada, Infiniti, Datsun e Samsung e che ha chiuso lo scorso anno a quota 10,3 milioni.

La classifica vede ai primi due posti del podio i due tradizionali competitor nella top ten dell’industria automobilistica: il gruppo Toyota, che è arrivato nel 2018 a 10,4 milioni di veicoli immatricolati, e il Gruppo Volkswagen che – sommando i brand Vw, Audi, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Seat, Skoda e Vw Veicoli Commerciali – ha guadagnato lo scorso anno la medaglia d’oro con 10,8 milioni di unità vendute.

Bisognerà attendere qualche mese per sapere con precisione la posizione del conglomerato Fca-Psa alla fine del 2019 e, poi, nel 2020. La decrescita del mercato cinese, le difficoltà che stanno interessando l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi e altri elementi turbativi dei mercati mondiali, potrebbero trasformarsi in vantaggi per il nuovo Gruppo, soprattutto in funzione del conteggio dei veicoli commerciali.

GLI APPROFONDIMENTI DI START SU FCA-PSA:

NOVITA’, OBIETTIVI E SFIDE DEL NUOVO GRUPPO. L’INTERVENTO DI BENTIVOGLI (CISL)

VI SPIEGO COME E PERCHE’ PEUGEOT HA COMPRATO FCA. L’ANALISI DI RUGGERI (EX MANAGER FIAT)

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EFFETTI E SCENARI PER GLI STABILIMENTI FIAT. IL LIBRO DI BENTIVOGLI E PIRONE

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