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Che cosa sta succedendo in Alitalia sul catering di bordo?

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Catering di bordo in Alitalia. Fatti e indiscrezioni

Quando martedì i sindacati e i guardiani di Alitalia si sono incontrati, a Roma, per analizzare i numeri di bilancio della compagna tornata di bandiera, la questione è rimasta in secondo piano. Eppure non è affatto secondaria perché in ballo ci sono alcuni milioni di euro, quelli legati ai pasti dei passeggeri.

Tutto potrebbe essere coperto dal fatto che i conti vanno meglio. E forse questo è l’auspicio dei commissari straordinari. I dati che Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo hanno messo sul tavolo, in effetti, mostrano un miglioramento dei conti: il rosso nel 2018 è stato dimezzato rispetto al 2017 (154 milioni di euro contro 312 milioni).

Ma c’è un aspetto che non convince le organizzazioni dei lavoratori. Si tratta dal contratto per il catering di bordo che per parecchi anni è stato gestito da una società del gruppo Lufthansa (Lsg Sky Chef) e nel 2018 è stato affidato a Gate Gourmet, azienda con sede in Svizzera.

Ad agosto, i commissari avevano stracciato il contratto con Lufthansa per passare agli svizzeri. Un affare, hanno pensato in tanti durante la trattativa. La decisione era arrivata dopo un braccio di ferro sulle cifre che non avevano portato Alitalia a ottenere il prezzo sperato. Non solo. Il vantaggio era stato individuato anche nella tipologia del servizio poiché Gate Gorumet si era impegnata a garantire alcuni piatti tipici della tradizione italiana.

Il primo obiettivo della compagnia, in ogni caso, era il risparmio. Sulla carta, il cambio di fornitore avrebbe dovuto assicurare una riduzione di costi di circa il 30% sull’intera commessa (attorno ai 45 milioni), ma – secondo indiscrezioni raccolte da Start Magazine – il contratto si starebbe rivelando più oneroso del previsto.

Un rapporto riservato contenente l’andamento dei pagamenti ai fornitori mostrerebbe un trend negativo: su base annuale, secondo le proiezioni fatte dai sindacati, che si preparano a sbattere il documento in faccia ai commissari, il contratto con Gate Gourmet potrebbe diventare addirittura più oneroso.

A pesare, osservano in gran segreto gli esperti delle sigle, sono alcune clausole e cavilli normativi relativi agli extra. I classici codicilli contrattuali che celano, a volte, delle sorprese.

I rappresentanti delle sigle stanno approfondendo la faccenda. Stanno indagando dentro Alitalia, ma alcuni manager che si occupavano della commessa si sono dimessi. E allora potrebbero andare a chiedere spiegazioni anche al quartier generale di Gate Gourmet e in particolare alla persona-perno dell’operazione che ha avuto un lunga esperienza in Lsg Sky Chef.

Seguiremo le evoluzioni della vicenda.

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