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Perché Pfizer quadruplicherà il prezzo del suo vaccino anti Covid?

Pfizer Omicron 5

Dai 20-30 euro a cui è stato venduto a Ue e Stati Uniti, passando per una stima del costo di produzione di poco più di un euro, fino all’annuncio di voler far pagare 110-130 dollari a dose. Fatti, ipotesi e previsioni sull’aumento del prezzo del vaccino anti Covid di Pfizer

 

In vista della scarsa domanda di vaccini anti Covid che si prospetta in futuro, la casa farmaceutica statunitense Pfizer prevede di quadruplicare il prezzo del suo Comirnaty. L’annuncio, riportato da Reuters, è stato dato da Angela Lukin, dirigente dell’azienda.

TUTTI I MISTERI SUI PREZZI DEL VACCINO DI PFIZER

Sebbene la questione dei prezzi dei vaccini sia sempre rimasta un po’ oscura, tra contratti super segreti e le poche informazioni che sono state fatte trapelare, uno studio – già riportato da Start – dell’Osservatorio conti pubblici italiani dell’università Cattolica, presieduto da Carlo Cottarelli, aveva stimato che per gli acquisti effettuati dall’Unione europea i prezzi per dose del vaccino Pfizer fossero stati in media pari a 15,5 euro (18,9 dollari) nella prima fase degli acquisti, per poi aumentare a 19,5 euro (23,15 dollari) per le forniture successive.

Negli Stati Uniti, scrive Quartz, il governo ha pagato circa 20 dollari a dose per i primi 100 milioni di dosi – “grazie a un precedente accordo in cui il governo statunitense ha investito 1,95 miliardi di dollari nella produzione del vaccino” – per poi sborsare circa 30 dollari a dose per le altre 400 milioni acquistate.

IL REALE COSTO DI PRODUZIONE

Anche sui costi di produzione non è dato conoscere i dettagli ma secondo Tom Frieden, ex direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) sotto Barack Obama, citato dall’inchiesta Dispatches di Channel 4, Pfizer avrebbe approfittato della pandemia per meri interessi economici.

In quell’occasione, infatti, un esperto di ingegneria biologica ha sostenuto che il costo di produzione per una dose di vaccino Pfizer è circa 0,90 centesimi, senza però contare ricerca, distribuzione e altri costi.

E per People’s Vaccine Alliance, una coalizione di oltre 100 organizzazioni che lavorano per porre fine all’iniquità dei vaccini, Pfizer spende meno di 1,20 dollari per produrre una dose di vaccino. La stima è stata ricavata da un’analisi condotta dall’organizzazione internazionale no-profit Oxfam, sulla base dei dati forniti dall’associazione di difesa dei consumatori Public Citizen e dall’Imperial College di Londra.

QUANTO AUMENTERÀ

Ora però che la situazione sanitaria non è più quella di marzo 2020, nonostante continuino a persistere forti disuguaglianze a livello globale, e la scadenza dell’attuale programma di acquisto stipulato con il governo degli Stati Uniti è prossima, Pfizer ha annunciato l’intenzione di voler vendere il suo vaccino tra i 110 e 130 dollari per dose.

Tradotto significa quattro volte l’attuale prezzo di vendita e 100 volte il costo stimato di produzione.

LE RAGIONI DELL’AUMENTO

Questa però è una notizia che in realtà non ha stupito molto Wall Street, dove – scrive Reuters – ci si aspettava un simile aumento “a causa della debolezza della domanda di vaccini anti Covid”. Per soddisfare le previsioni di entrate per il 2023 e oltre, i produttori di vaccini infatti avrebbero dovuto aumentare i prezzi.

“Ci sono differenze fondamentali tra il modello di emergenza e quello tradizionale che aumentano i costi di produzione e distribuzione del vaccino anti Covid”, ha commentato Pfizer in una e-mail a Quartz. Questi costi, secondo l’azienda, includono la distribuzione attraverso più canali e pagatori anziché uno solo, nonché la produzione di dosi in fiale singole, che possono essere fino a tre volte più costose e comportano maggiori costi di trasporto.

PREVISIONI DI VENDITA

Pfizer ha dichiarato di prevedere che il “mercato Covid” sarà pari a quello del vaccino antinfluenzale su base annua per gli adulti, ma che in ambito pediatrico richiederà più tempo per essere costruito sulla base delle dosi somministrate finora.

Inoltre, secondo Lukin, la dirigente Pfizer che ha dato l’annuncio dell’aumento, l’acquisto dei vaccini negli Stati Uniti non dovrebbe passare al settore privato fino al primo trimestre del 2023, ma dipenderà anche dall’esaurimento delle forniture previste dal contratto governativo.

DIVENTERÀ A PAGAMENTO PER I CITTADINI?

Lukin ha poi aggiunto di aspettarsi che il vaccino – attualmente fornito gratuitamente a tutti dal governo statunitense – sarà reso disponibile senza costi per le persone che hanno un’assicurazione privata o pagata dal governo, mentre non è ancora chiaro quale tipo di accesso al vaccino avranno le persone che non ne hanno una, sebbene Pfizer abbia dichiarato a Quartz “che fornirà assistenza finanziaria ai pazienti non assicurati in modo che possano continuare a ricevere il vaccino gratuitamente”.

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