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Vi spiego la mossa di Biden sui brevetti liberi anti Covid. L’analisi di Fabbri (Limes)

Biden Energia Clima

Quali sono gli obiettivi geopolitici dell’amministrazione Biden sui brevetti dei vaccini anti Covid? Il commento dell’analista di Limes, Dario Fabbri

 

Il presidente americano Joe Biden, con un annuncio che ha spiazzato i partner internazionali e le grandi aziende farmaceutiche, ha aperto alla possibilità di sospendere i brevetti sui vaccini anti covid. La mossa serve a consentire, anche ai Paesi più poveri, di produrre in casa il siero per uscire il prima possibile dalla pandemia. 

Tuttavia quando si ha a che fare con le decisioni o gli annunci degli Stati Uniti non bisogna mai dimenticare la dimensione geopolitica che accompagna ogni azione del Paese. “Questo non è un Paese come un altro. Vive di potenza e non di economia essendo sul primo Paese del pianeta”, ha sottolineato l’analista di Limes Dario Fabbri, esperto di Stati Uniti, nel corso della trasmissione “Omnibus”. 

Fabbri: “La propaganda USA sul vaccino è stata un disastro”

Tra l’altro in questa prima fase della gestione della campagna vaccinale gli USA non hanno spinto sull’acceleratore della propaganda. “Da gennaio ad oggi la gestione propagandistica vaccinale da parte dell’amministrazione Biden è stata un disastro – continua Fabbri -. In maniera più o meno discutibile gli Usa hanno scelto di badare prima a se stessi, di mettere in salvo loro stessi: predisponendo 1 miliardo e 400 milioni di dosi per 330milioni di abitanti”. L’analista di Limes ricorda, inoltre, un mezzo passo falso dell’amministrazione Usa in questo campo: “La scorsa settimana, con un annuncio un po’ imbarazzante, Washington ha spiegato che darà una buona fetta delle 70 milioni di dosi di Astrazeneca di cui dispone all’India che come sappiamo se la passa molto male – sottolinea Fabbri -. Resta il fatto che l’FDA, cioè l’autorità preposta negli USA a controllare i medicinali, non ha approvato AstraZeneca, quindi sembra lo scarto degli scarti”. 

La campagna contro Astrazeneca parte di un piano geopolitico

Tra l’altro, anche la decisione dell’FDA di non accettare tra i vaccini utilizzabili sul suolo americano quello prodotto da AstraZeneca sarebbe una scelta di carattere geopolitico. “La campagna contro Astrazeneca è stata una campagna geopolitica – ha commentato Fabbri -. Ed è stato trattato un vaccino che vale esattamente come gli altri come se fosse tremendamente pericoloso per ragioni strategiche. Anche dal nostro Paese”. 

Generosità Usa come arma tattica 

Quali sono i veri obiettivi di Biden sui brevetti vaccinali? “Gli Usa vogliono dimostrarsi generosi perché l’arma vaccinale è un’arma tattica, non strategica, non cambierà alcuna gerarchia tra le potenze ma cambia la propaganda, la percezione che si ha delle varie potenze – ha rimarcato l’analista di Limes esperto di America – . Non è possibile, da un punto di vista americano, che con vaccini “diversamente validi” Cina e Russia stiano riscuotendo un successo di immagine maggiore di quello statunitense e quindi l’intervento americano va in questo senso”. 

Tra un anno vaccini disponibili in grande quantità per i Paesi più ricchi 

A queste valutazioni se ne aggiungono altre due. La prima è la fretta. Entro il prossimo anno tutti i Paesi più sviluppati dovrebbero avere a disposizione  grandi quantità di vaccini. “La produzione si allargherà di molto e quindi vale la pena intervenire adesso quando ancora si può fare bella figura – sottolinea Fabbri -. Tra un anno quando saranno disponibili per tutti, la bella figura sarà molto minore”. 

L’intervento degli USA nella sperimentazione dei vaccini anti Covid 

Un altro punto critico è che i vaccini di cui Biden ha annunciato la sospensione dei brevetti non sono frutto esclusivamente di investimenti privati. “Sono stati prodotti, come sempre avviene in casi straordinari come questi, con l’apporto decisivo dei governi – evidenzia l’esperto -. Il programma “Warp Speed”, messo a disposizione dall’amministrazione Trump, ma l’avrebbe fatto anche qualsiasi altra amministrazione USA, ha speso miliardi di dollari affinché la sperimentazione potesse correre il rischio di fallire, e fallire più volte. Ciò che normalmente un’azienda farmaceutica privata non può fare in così breve tempo.  E quindi credo sia naturale che l’amministrazione americana decida cosa fare dei brevetti, dato che una fetta appartiene loro”. 

Il ruolo della Germania: la visione mercantilistica della geopolitica 

In questa vicenda svolge un ruolo anche la Germania perché Pfizer-BionTech, che produce uno dei vaccini anti covid utilizzati negli Usa, è in parte tedesca, BionTech ha ricevuto finanziamenti dal governo tedesco. “La Merkel fa la tedesca, ha una concezione mercantilistica della vicenda – chiosa Fabbri – . Gli Usa sono una potenza imperiale quindi hanno necessariamente un atteggiamento propagandistico, quello che amano definire soft power, e che è l’irradiamento di sé legato alla narrazione. Dovrebbero farlo tutte le potenze. Anche la Germania è una grande potenza che però, da satellite degli USA, è concentrata su aspetti economicistici”. 

Big Pharma non detta la linea agli USA

In maniera omologa a una precedente analisi che aveva a oggetto la decisione delle Big Tech di silenziare l’ex presidente Usa Donald Trump, anche in questo caso Dario Fabbri sottolinea che non sono le aziende della Big Pharma a dettare la linea all’amministrazione Usa. “Le Big Pharma non sono un cartello che fa ciò che vuole. Come tutte le multinazionali si impongono sui governi delle potenze minori, come succede nel nostro paese – conclude -. Non a caso il Premier Draghi si muove in maniera circospetta con grande cautela, è intervenuto per ultimo, l’ha fatto con un comunicato stringato. Ma quando si tratta di grandi potenze le multinazionali fanno ciò che dicono i governi. In Germania questo non avviene, la Merkel è in difficoltà, mentre questo avviene negli USA, in Cina, in Russia, in tutte le grandi potenze. La Merkel ha scelto un atteggiamento negativo sul piano della narrazione ma molto vicino agli interessi mercantilistici del suo paese. Credo sia una una posizione miope in questa fase ma staremo a vedere”. 

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