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Uk, che cosa prevedono i piani di Johnson sul Coronavirus

di

Davos UK coronavirus

L’intervento di Luciano Priori Friggi

Nel Regno Unito la cruda strategia del “laissez faire, laissez passer” del primo momento si sta articolando in proposte che richiamano lo “stile bellico”.

Pur rifiutando il “fermare tutto”, restrizioni severe si sono concentrate sugli over 70.

Bojo è stato criticato perché, di fronte al propagarsi in Europa del coronavirus, aveva scelto per la Gran Bretagna il non intervento. Con il Covid-19 declassato di fatto a gran seccatura, rimaneva da capire se ci fosse dietro una qualsiasi strategia di contrasto degna di questo nome. Si è detto che questa consistesse innanzitutto nella riaffermazione della proverbiale saldezza di atteggiamento del popolo britannico di fronte alle avversità, caratteristica che, come già successo in guerra, si sarebbe tradotta in calma e impassibilità di fronte alle inevitabili vittime, in questo caso gli anziani, i più deboli («molte famiglie perderanno i loro cari», aveva concluso in modo crudo Johnson).

Inevitabili le critiche, una su tutte: voler mantenere a tutti i costi un clima di normalità –quindi con esclusione di misure restrittive a qualsiasi livello– avrebbe significato in fondo mettere al primo posto l’economia, il business, gli affari, a scapito della vita delle persone.

Una sorta di “laissez faire, laissez passer” sociale, che avrebbe comportato un “sacrificio” di sapore darwiniano, propiziato dalla propagazione incontrollata del virus, fino al punto in cui, raggiunta l'”immunità di gregge” –ovvero un 60% di infettati– ne sarebbe scaturita la sua sconfitta.

Ovviamente sono piovute critiche da tutta la sinistra, interna ed internazionale, ma qualche mugugno si è fatto sentire anche in ambito Tory.

In realtà nel suo primo messaggio televisivo Johnson non aveva sottovalutato la gravità della situazione, rivendicando anzi una precisa attenzione al fenomeno: “Abbiamo fatto il possibile per contenere questa malattia e questo ci ha fatto guadagnare un po’ di tempo, ma ora è una pandemia globale e il numero dei casi reali aumenterà significativamente … voglio essere chiaro, questa è la peggiore crisi sanitaria di una generazione”.

Johnson aveva parlato anche di un piano cui si stava lavorando e che si sarebbe precisato nei giorni a venire, anche sulla base dell’evoluzione della pandemia. Il momento è arrivato e quelle che seguono sono le misure che verranno prese nel corso dei prossimi venti giorni (e che sono state preparate sotto la guida del primo ministro, dal segretario alla salute, dal capo medico ufficiale e dal capo consulente scientifico, per evitare che il servizio sanitario “cada”):

  • Le persone con più di 70 anni dovranno obbligatoriamente sottostare a quattro mesi di autoisolamento in casa, anche se non sono malati (i medici si stanno preparando a fornire consigli ai pazienti isolati su come approntare collegamenti video).
  • L’esercito dovrà sorvegliare supermercati e ospedali con una mobilitazione in “stile bellico”.
  • Verranno utilizzati ospedali dell’esercito, mentre è prevista la requisizione forzata di hotel e altri edifici come ospedali temporanei; se necessario si procederà alla requisizione di ospedali privati come ospedali di emergenza.
  • Le imprese saranno invitate a servire l’interesse nazionale revisionando le linee di produzione per effettuare forniture mediche (in particolare respiratori che sarebbero necessari per mantenere in vita coloro che si ammalano gravemente).
  • La chiusura delle scuole forse per alcune settimane, ma con il personale che continuerà a fornire assistenza all’infanzia per i lavoratori chiave del SSN e della polizia.
  • Chiusura temporanea di pub, bar e ristoranti.
  • Restrizioni circa i raduni di massa.

Come si intuisce facilmente, rimane nella sostanza l’impostazione di base del primo momento, visto che prevale la filosofia del “far funzionare tutto” –soluzione opposta al “chiudere tutto”– ma con un’attenzione precisa al problema della salvaguardia delle persone più deboli. E una delle preoccupazioni maggiori riguarda proprio alcune persone anziane che potrebbero morire semplicemente a casa per abbandono, dopo essere state messe in quarantena: è per questo che si vuole farla partire il più tardi possibile (entro una ventina di giorni massimo).

Il primo ministro e il segretario alla salute Matt Hancock sono convinti che si debba fare un grande sforzo “comunitario”, puntando su vicini e amici, collegati per assicurarsi che nessuno venga trascurato.

Johnson punta molto sulla solidarietà nazionale, una sfida nella sfida perché il mondo è cambiato radicalmente dai tempi della seconda guerra mondiale, e anche nel Regno Unito la frammentazione familiare è cresciuta moltissimo, mentre gli anziani soli sono milioni.

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