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Tutte le sfide di Liz Truss, nuova leader Tory nel Regno Unito

Londra

Truss dovrà cercare di unire un partito diviso sull’ex Primo Ministro Boris Johnson, e sul corso da dare al conservatorismo UK, che ha cambiato notevolmente la sua base sociale alle elezioni del 2017 e del 2019. Il punto di Daniele Meloni

 

I suoi fan hanno per mesi tappezzato i social e i suoi comizi con la frase “In Liz We Truss”, simpatico gioco di parole tra il termine “fiducia” e il cognome di quella che è diventata la nuova leader del partito Conservatore.

Sconfitto Sunak, per 57 a 43%, sono giorni frenetici in casa Truss e in casa Tory. Domani, a Balmoral, Truss sarà invitata dalla Regina a formare il nuovo governo di maggioranza conservatrice, terza donna nella storia a varcare Downing Street dopo altre due Tories, Margaret Thatcher (che spera di emulare) e Theresa May.

Poi, inizieranno i problemi. In primis, quelli legati al carovita, con un’inflazione a due cifre e le bollette del gas e della luce ormai insostenibili per le imprese e i cittadini inglesi. Secondo le indiscrezioni della stampa, Truss dovrebbe agire sul tema già in settimana con il blocco delle bollette. Sarà anche curioso vedere chi sarà il nuovo Business Secretary con delega all’energia, un ruolo non sempre di primo piano all’interno dell’esecutivo britannico, ma che ora diventa cruciale per la gestione degli approvvigionamenti energetici. Al nuovo ministro spetteranno, però, più oneri che onori.

Il toto-ministri è dunque già iniziato. Fuori dai giochi Rishi Sunak e Michael Gove – che ha definito la politica economica proposta dalla nuova leader una “vacanza dalla realtà” – i favoriti per il ruolo di Cancelliere dello Scacchiere sono Kwasi Kwarteng e Simon Clarke, già Chief Secretary to the Treasury. Si paventa un ritorno nel Cabinet anche per Iain Duncan Smith, ex leader del partito dal 2002 al 2004, mentre ruoli di primo piano sono pronosticati per due delle stelle del leadership contest, Kemi Badenoch e Panny Mordaunt, battuta da Truss per soli 8 voti, ma subito accodatasi al carro di “In Liz We Truss”. Domani, dopo avere ricevuto l’incarico, inizieranno le prime nomine e non sono escluse sorprese.

La nuova leader dovrà cercare di unire un partito diviso sull’ex Primo Ministro Boris Johnson, e sul corso da dare al conservatorismo UK, che ha cambiato notevolmente la sua base sociale alle elezioni del 2017 e del 2019, ottenendo importanti consensi anche presso quella working class che aveva voltato le spalle ai laburisti e che ora, delusa dai Tories, potrebbe fare ritorno da Starmer. L’implementazione della Brexit e la tenuta del Regno – messa in pericolo dai nazionalismi inglese, scozzese e nordirlandese – sono altri temi che sicuramente occuperanno il tempo del nuovo inquilino di Downing Street. Così come la guerra in Ucraina. Truss è stata una delle oppositrici più estreme a Vladimir Putin e ha un pessimo rapporto con Sergej Lavrov, il suo ministro degli Esteri. Sul sostegno all’Ucraina e la lotta all’imperialismo russo ci sarà grande continuità tra lei e Johnson.

Ma è comunque sulla politica economica e sulla risposta all’inflazione e al carovita che sarà giudicata Truss dall’elettorato. Finora, ha parlato molto agli iscritti ai Tories, coloro che l’hanno scelta come nuovo leader. Ora, se i Conservatori vogliono sperare di restare al governo dopo oltre un decennio di vittorie elettorali, sarà necessario parlare a un paese che ha manifestato di recente più di un dubbio sulla permanenza della destra al potere. Sir Keir Starmer, leader del Labour, aspetta in disparte, ma fiducioso. Il fantasma di Boris Johnson, invece, aleggia sui Tories.

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