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Covid: cosa succede in Cina e cosa fa l’Italia

Cina Covid

L’impennata dell’ondata di Covid-19 sta mettendo sotto pressione gli ospedali e le pompe funebri cinesi. In Italia il ministro della Salute ordina tamponi Covid obbligatori per chi arriva da Cina. Un passeggero su due positivo al coronavirus a Malpensa. Fatti, numeri e approfondimenti

Allarme coronavirus con la nuova ondata Covid che sta imperversando in Cina?

L’impennata dell’ondata di Covid-19 sta mettendo sotto pressione gli ospedali e le pompe funebri cinesi, segnala il 28 dicembre l’agenzia internazionale Reuters. Nel frattempo, proprio l’entità dell’epidemia e i dubbi sui dati ufficiali forniti da Pechino hanno spinto alcuni paesi a prendere in considerazione nuove regole di viaggio per i visitatori cinesi.

Tra questi l’Italia. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha disposto infatti i test Covid obbligatori per le persone che arrivano sui voli dalla Cina colpita dal virus. La nuova ondata cinese ha spinto l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, attuale assessore di Regione Lombardia al Welfare, a dire che potrebbero essere necessarie nuove misure di contenimento poiché quasi un passeggero su due che arriva all’aeroporto di Milano Malpensa risulta positivo al virus.

Tutti i dettagli.

TAMPONI OBBLIGATORI PER CHI ARRIVA DALLA CINA

Si muove l’Italia. “Ho disposto, con ordinanza, tamponi antigenici Covid 19 obbligatori, e relativo sequenziamento del virus, per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina e in transito in Italia. La misura si rende indispensabile per garantire la sorveglianza e l’individuazione di eventuali varianti del virus al fine di tutelare la popolazione italiana. Riferirò più dettagliatamente nel corso del Consiglio dei Ministri convocato oggi”, ha dichiarato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Da sabato 24 dicembre a oggi, il ministro Schillaci ha seguito l’esito dell’esecuzione dei tamponi sui passeggeri in arrivo a Malpensa provenienti dalla Cina e ha raccomandato il sequenziamento di tutte le varianti che possono emergere dai tamponi, ha reso noto il ministero. Da venerdì scorso Schillaci si è confrontato con la Cabina di regia dell’ISS per il monitoraggio sull’andamento dei contagi Covid19.

ISOLAMENTO PER I PASSEGGERI CHE RISULTERANNO POSITIVI AL TEST

Dunque i passeggeri sbarcati a Fiumicino e provenienti dalla Cina che risulteranno positivi al test sul Covid – informa l’Ansa da Roma – saranno isolati in apposite strutture. Attualmente non ci sono più i covid hotel, smantellati col rientrare dell’emergenza, ma chi sarà trovato positivo al test verrà ospitato in strutture sanitarie ad hoc ancora attive. Il test è facoltativo ma particolare attenzione, si apprende da fonti regionali, sarà riservata ai sintomatici.

QUASI 1 POSITIVO SU 2 SUI VOLI ARRIVATI A MALPENSA DALLA CINA

Quasi un passeggero su due, tra quelli che il 26 dicembre sono arrivati a Malpensa dalla Cina a bordo di due voli, sono risultati positivi al Covid dopo il tampone non obbligatorio predisposto dalla Regione Lombardia. “Sul primo volo – ha spiegato Bertolaso – su 92 passeggeri sono 35 (38%) i positivi. Nel secondo, su 120 passeggeri 62 (il 52%) sono positivi”. Adesso “abbiamo attivato la procedura per il sequenziamento – ha concluso – domani mattina avremo i primi risultati”.

“Questi sono numeri che devono far riflettere e che richiamano tutti all’attenzione” ha aggiunto l’ex responsabile della Protezione civile sottolineando che la decisione di fare i controlli “non è stata un’iniziativa sbagliata o azzardata”.

PROBLEMATICO L’ATTEGGIAMENTO DELLE AUTORITÀ CINESI

“Le autorità cinesi non ci dicono niente, anzi, dal loro atteggiamento sembra che non stia accadendo nulla. Se dicono a tutti di andare in giro per il mondo, questo è in contraddizione con i dati che abbiamo” ha detto ancora Guido Bertolaso durante una conferenza stampa a Palazzo Lombardia dopo aver sottolineato che dai primi risultati dei tamponi fatti ai passeggeri in arrivo dalla Cina il 26 dicembre risulta quasi un positivo su due.

“Abbiamo attivato la procedura per il sequenziamento, domani mattina avremo i primi risultati – ha aggiunto – se si dovesse trattare soltanto della variante omicron ne prenderemo atto, siamo praticamente tutti vaccinati e non credo si dovrà adottare nulla di particolarmente stringente”. Se invece, “e speriamo di no, dovessero esserci varianti diverse, magari addirittura non conosciute – ha spiegato – è chiaro che si dovrà provvedere in modo completamente diverso e saranno il ministro Schillaci e il governo che ci dovranno dare le indicazioni”.

L’ALLARME DELLO SPALLANZANI

Il “problema Cina oggi va affrontato con tempestività e coesione internazionale. I dati, pochi e poco trasparenti, stanno creando timore nella comunità internazionale, anche quella scientifica”.

È una passaggio del documento dello Spallanzani sullo “scenario attuale” del Covid.

Il timore “è che, in un paese con un alta percentuale di non vaccinati in cui sono stati utilizzati vaccini poco efficaci che danno una bassa protezione di popolazione, una così forte crescita esponenziale dei contagi possa generare la selezione di una nuova variante, molto più immuno-evasiva e trasmissibile”.

Il rischio, ragiona lo Spallanzani, è che la nuova variante “traghetti l’evoluzione di SARS-CoV-2 oltre Omicron, la variante dominante a livello globale ormai dalla fine del 2021”. Lo Spallanzani afferma, inoltre, che “al momento, le poche informazioni che arrivano dalla Cina indicano che le varianti che stanno alimentando questa nuova imponente ondata di contagi sono le stesse che già circolano da tempo a livello globale, ancora quindi all’interno delle sottovarianti di Omicron”.

COSA STA SUCCEDENDO IN CINA

Con un brusco cambio di politica, questo mese la Cina ha iniziato a smantellare il regime di blocchi e test approfonditi per il COVID più severo al mondo.

Lunedì scorso Pechino ha eliminato la quarantena per i viaggiatori in entrata dall’8 gennaio in poi, smantellando l’ultimo pezzo rimasto della sua rigorosa politica zero-Covid e ponendo fine ad alcune delle più severe restrizioni ai confini del mondo.

Ma alcuni paesi hanno espresso preoccupazione per il potenziale di nuove varianti mentre la Cina sta combattendo la più grande ondata di infezioni al mondo, riporta Ap. La revoca delle restrizioni significa che il Covid si sta diffondendo in gran parte senza controllo e probabilmente sta infettando milioni di persone al giorno, secondo alcuni esperti di salute internazionale.

La velocità con cui la Cina, l’ultimo grande paese al mondo che si sta muovendo verso il trattamento del virus come endemico, ha abolito le restrizioni Covid ha lasciato il suo fragile sistema sanitario sopraffatto, evidenzia Reuters. Il paese ha riportato tre nuovi decessi correlati a Covid-19 martedì, in aumento rispetto a uno per lunedì – numeri che sono incoerenti con quanto riportato dalle pompe funebri, nonché con l’esperienza di paesi molto meno popolosi dopo la riapertura.

PERICOLO SOTTOVARIANTE

I sospetti si accentrano sulla sottovariante XBB.1.5 del virus SarsCoV2, nota anche come Gryphon: potrebbe essere questo recente membro della famiglia Omicron fra le cause dell’impennata dell’epidemia di Covid-19 in Cina, accanto al rilascio delle misure di restrizione. Si tratta al momento solo di un’ipotesi, dice all’ANSA il virologo Francesco Broccolo, dell’Università del Salento, ma le coincidenze sono molte. La stessa sottovariante, fra le ultime arrivate dell’ormai vastissima famiglia della variante Omicron, sembra infatti collegata al recente aumento dei ricoveri per Covid-19 negli Stati Uniti e in particolare a New York, dove la sottovariante XBB.1.5 è aumentata del 140% nell’ultimo mese registrando un tasso di ricovero ospedaliero Covid più alto, superiore rispetto a quello dell’ondata di Covid dell’estate 2021, dovuta alla variante Delta. “E’ vero che in Cina si è passati in breve tempo da una politica di restrizione severa a un’apertura improvvisa, ma è anche vero che la popolazione ha ricevuto un vaccino, il Sinovac, con una somministrazione pari a 241 dosi per 100 abitanti, pari a quella del Regno Unito”, osserva. Il vaccino si è dimostrato efficace al 66% nel proteggere dal contagio, dell’88% dai ricoveri, del 90% contro le forme gravi della malattie e dell’86% contro i decessi, secondo i dati recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine. Se la situazione dei vaccini non basta a spiegare l’incremento dell’epidemia in Cina, non è sufficiente nemmeno la fine delle restrizioni: “sta accadendo qualcosa di molto importante, il numero decessi per Covid è incontrollabile e finora – osserva Broccolo – si è solo accennato alla possibilità che circolino una o più nuove varianti”.

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