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Perché l’India teme le sinergie di Cina e Pakistan in Afghanistan

Lockdown India

L’articolo di Giuseppe Gagliano sui timori dell’India per la stretta collaborazione avviata da Cina e Pakistan in Afghanistan

Come avevamo indicato in un articolo precedente, Cina e Pakistan hanno avviato una stretta cooperazione in Afghanistan e proprio per questo l’India è legittimamente preoccupata per questa collaborazione.

Le relazioni di Nuova Delhi con Pechino e Islamabad sono tese, quindi il piano di collaborazione in cinque punti annunciato da Wang Yi, ministro degli Esteri cinese, e Shah Mahmood Qureshi, il suo omologo pakistano, sta suscitando qualche apprensione in India. Il paese si sta anche preparando all’instabilità che senza dubbio deriverà dalla probabile guerra civile in Afghanistan.

D’altronde la presenza politica della Cina ha continuato a crescere ed è solo questione di tempo prima che diventi rilevante in Afghanistan. Anche per questo Anthony Blinken, dovrebbe incontrare il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar e il primo ministro Narendra Modi. Il generale Wali Mohammad Ahmadzai, capo dell’esercito afghano, avrebbe dovuto visitare l’India martedì per discutere della cooperazione in materia di difesa con i militari e i funzionari di sicurezza indiani. Il suo viaggio è stato rinviato lunedì a causa dell’offensiva talebana in corso.

I talebani, che affermano di controllare l’85% del territorio, chiedono le dimissioni del presidente afghano Ashraf Ghani, cosa che Kabul cerca di evitare negoziando con il movimento a Doha, in Qatar.

L’esercito afghano, che ha subito perdite sui campi di battaglia nelle ultime settimane, sta ora concentrando le sue forze sulle città più cruciali e sulle infrastrutture più vitali, come i posti di frontiera.

A tale proposito Il 7 agosto, i talebani hanno conquistato la città di Sheberghan, che è la seconda capitale provinciale afghana ad essere presa dai Talebani stando a quanto riferito da al -Jazeera. Questo indubbio successo militare è arrivato appena dopo 24 ore dall’occupazione da parte talebana della prima capitale provinciale, Zaranj, nella provincia di Nimruz. Questo significa sostanzialmente due cose: da un lato la complicità di gran parte della società civile afghana nel collaborare con i talebani e dall’altra il fatto che l’esercito afghano oltre a essere inefficiente sul piano strettamente militare non ha più alcun consenso all’interno della società civile.

Ritornando alla Cina questa vuole, tra l’altro, prevenire una guerra civile, garantire che l’Afghanistan non diventi un rifugio per i terroristi e garantire che il dialogo intra-afgano continui. Realisticamente la Cina può solo contribuire alla stabilità e allo sviluppo dell’Afghanistan, ma non è in grado di fornire una soluzione politica ha affermato Se necessario la Cina potrebbe anche unirsi a una missione di mantenimento della pace su mandato delle Nazioni Unite nel paese.

Lo sviluppo economico afghano sarà sostenuto anche dagli investimenti cinesi nelle infrastrutture del Paese. Per quanto concerne il volume di scambio tra Cina e Pakistan
nel 2020, è stato di 17,49 miliardi di dollari con un aumento del 34% delle esportazioni dal Pakistan alla Cina da inizio anno, grazie all’accordo bilaterale di libero scambio.

Gli esperti hanno anche notato che il Pakistan ha il suo vantaggio in quanto il Corridoio ha fornito infrastrutture migliorate per il paese e ha aperto la strada al suo processo di industrializzazione. Ciò significa che il Pakistan avrà più domanda di importazioni e più beni da esportare in Cina nel prossimo decennio.

La costruzione di una serie di parchi industriali aiuterà anche il Pakistan a migliorare la qualità delle sue esportazioni. Nello specifico alcuni dei potenziali articoli che il Pakistan potrebbe esportare in Cina includono il rame, per il quale c’è una grande domanda in Cina, così come cotone, zucchero e prodotti tessili.

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