Innovazione

Come amoreggiano Fincantieri e Thyssenkrupp?

di

Fincantieri

Il gruppo tedesco Thyssenkrupp sta esplorando due strategie per la cantieristica militare: la costituzione di un “campione” nazionale con altre società della Germania o una joint-venture con il colosso italiano Fincantieri

 

Un Airbus navale europeo su impulso tedesco? Se ne torna a parlare dopo che ieri Reuters ha rivelato che Thyssenkrupp sta esplorando diverse opzioni strategiche per la sua divisione della difesa, Thyssenkrupp Marine Systems (Tkms). Il gruppo tedesco sta valutando infatti la creazione di un campione nazionale con altri gruppi tedeschi del settore o un’integrazione con le attività dell’italiana Fincantieri.

Come ha sottolineato la Tribune, “al momento l’industria navale europea è divisa in due. Da un lato, i cantieri navali privati raggruppati nel nord Europa; dall’altro i cantieri navali statali nel sud dell’Europa che si sono avvicinati (Naval Group e Fincantieri). Ma Tkms potrebbe avvicinare le due Europe”.

Andando in contro dunque al necessario consolidamento dell’industria europea della difesa che l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono va sostenendo da tempo.

LA TEDESCA TKMS

Secondo Reuters, i colloqui puntano a creare economie di scala per la controllata Tkms, che costruisce sottomarini e navi di superficie e opera in un settore altamente frammentato e condizionato dalle decisioni politiche. Thyssenkrupp Marine Systems genera ricavi per 1,8 miliardi di euro e 1 milione di utile operativo rettificato nell’ultimo anno fiscale.

Alla fine dello scorso anno Thyssenkrupp ha dichiarato di aver pianificato di investire 250 milioni di euro in TKMS entro il 2023, incoraggiato da una buona assunzione di ordini e aggiungendo che assumerà 500 nuovi dipendenti entro la fine di quest’anno.

A metà aprile, la società tedesca ha consegnato l’S43, terzo dei quattro sottomarini HDW di classe 209/1400mod, alla Marina militare dell’Egitto. Notizia che ha dimostrato come il rivale tedesco non perda tempo al contrario del governo italiano che non ha ancora sbloccato il contratto per le fornitura delle due Fremm al Cairo.

LA CREAZIONE DI UN CAMPIONE TEDESCO

Per Tkms, Thyssenkrupp starebbe vagliando la fusione con i concorrenti tedeschi più piccoli Naval Yards (Gnyk) e Luerssen. L’obiettivo sarebbe dar vita a una superpotenza nazionale nel tentativo di mantenere la tecnologia di difesa nel paese e salvaguardare i posti di lavoro.

E POI EUROPEO

“Il passo successivo sarebbe un’idea europea. Dovremmo quindi parlare di come possiamo farlo funzionare con attori globali come Fincantieri, come Naval in Francia, che non hanno solo siti europei ma sono presenti a livello globale” secondo la fonte sentita da Reuters.

LE MANOVRE DI GNYK E LUERSSEN

Ma i concorrenti non stanno di certo aspettando la mossa del gruppo. Questa settimana Lürssen e Gnyk hanno raggiunto un accordo al fine di riunirsi in una società comune lasciando al palo ThyssenKrupp. Un portavoce di Luerssen ha ribadito che il consolidamento del settore ha senso e serve a rafforzare la competitività a livello internazionale.

A questo punto, come ha sottolineato l’analista Aurelio Giansiracusa su AresDifesa, “a ThysssenKrupp si apre la scelta se creare davvero la joint venture con Fincantieri che servirebbe anche a rilanciare HDW che in Germania si troverebbe stritolata tra Lürssen con Blohm und Voss e GNYK, salvaguardando il polo sottomarino nonché il valore aggiunto ATLAS Elektronic, o cercare accordi con l’olandese Damen ma con prospettive diverse rispetto a quelle con il nostro gruppo di Trieste”.

O UNA JOINT VENTURE TKMS-FINCANTIERI

Secondo Reuters infatti Thyssenkrupp sarebbe in trattative con Fincantieri per avviare una joint venture 50-50 al fine di creare un campione europeo con vendite combinate di 3,4 miliardi di euro (3,7 miliardi di dollari), ha detto la persona.

In questo scenario Fincantieri apporterebbe le sue attività della difesa, che secondo la fonte ha fruttato 1,6 miliardi di euro di fatturato nel 2019.

Al momento Thyssenkrupp ha rifiutato di commentare questa opzione.

IL COMMENTO DI FINCANTIERI

Anche Fincantieri ha rifiutato di commentare colloqui concreti. Tuttavia un portavoce ha aggiunto: “Il consolidamento dell’industria europea della difesa rimane auspicabile e la cooperazione di lunga data con l’industria navale tedesca per costruire sottomarini rappresenta un’opportunità concreta per parlare di scenari futuri di consolidamento”.

I PROGETTI DEL GRUPPO DI TRIESTE

Come ha sottolineato Il Sole 24 Ore “vero è che lo stesso ceo non ha nascosto in passato un interesse per le attività di Tkms se il big tedesco dovesse optare per la loro dismissione. Non è infatti la prima volta che da Thyssen arrivano notizie circa una possibile accelerazione dei piani per il “braccio” attivo nella costruzione dei sottomarini. Che, come già detto, ha un rapporto consolidato con Fincantieri dal momento che il gruppo ha già costruito per la Marina militare italiana quattro sommergibili del tipo U-212 A su licenza tedesca all’interno di un programma avviato nel 1994 nell’ambito del Germane Submarine Consortium”.

COSA SI ASPETTA BONO

Da sempre il numero uno di Fincantieri Giuseppe Bono auspica infatti il consolidamento dell’industria europea della difesa.

Il colosso della cantieristica navale di Trieste ha un fatturato di 5,8 miliardi di euro e conta circa 20 cantieri navali in tutto il mondo. L’ultimo grande successo l’ha riscosso giusto due settimane fa. La Marinette Marine Corporation (gruppo Fincantieri) si è aggiudicata la gara per la fornitura di una fregata alla US Navy del valore di 800 milioni di dollari. Il contratto prevede l’opzione di altre 9 per un valore complessivo di 5,5 miliardi di dollari.

L’ALLEATO FRANCESE

In attesa di capire le intenzioni del rivale tedesco, il colosso italiano ha consolidato l’alleanza con il rivale francese.

A giugno dell’anno scorso ha firmato per Navaris, una joint venture con Naval Group per sviluppare progetti congiunti. Sulla cantieristica civile invece è ancora in attesa del via libera della Commissione Europea alla fusione Fincantieri-Chantiers de l’Atlantique. A gennaio la Commissione aveva infatti esteso la scadenza della decisione finale sull’operazione, inizialmente prevista per il 17 marzo, al 17 aprile, ora in stand-by causa emergenza Covid-19.

Non vi è dubbio dunque che la Francia intenda conseguire l’egemonia sul mercato europeo e potrebbe acuire le divisioni tra gli altri player, come ha sottolineato Giuseppe Gagliano su Start. “Difficile quindi per il momento immaginare un futuro Airbus navale europeo”.

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