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Tutte le contraddizioni della cooperazione militare tra Italia e Qatar

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Su Turchia, Libia ed Egitto non sempre i dossier geopolitici di Italia e Qatar coincidono, eppure la collaborazione tra eserciti si rafforza. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Continua la cooperazione tra Italia e Qatar nel settore militare. Il 10 settembre si è conclusa infatti la visita ufficiale in Italia di una delegazione guidata dal Comandante delle Forze Terrestri del Qatar, maggior generale Saeed Hesayen Mohammed Al-Khayarin. Il giorno precedente è stato firmato con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, un accordo di cooperazione, le cui premesse erano state poste nel corso degli Italy-Qatar Army Staff Talks di Doha del 7-8 maggio 2019.

L’accordo prevede la possibilità di condurre sul territorio qatariota attività formative e addestrative volte a sviluppare capacità di combattimento di fanteria, artiglieria e cavalleria a favore delle Qatari Emiri Land Forces. Tuttavia, una tale partnership pone non pochi problemi alla coerenza della nostra politica estera.

Il Qatar sta sostenendo la politica di proiezione di potenza turca di Erdogan inviando in Libia migliaia di ribelli e terroristi siriani finanziando anche il trasporto di mercenari attraverso l’aeroporto di Gaziantep. Ebbene, tutto ciò non deve destare sorpresa alcuna visto che durante la guerra del 2011 il Qatar aveva non solo schierato la sua forza aerea contro i lealisti e l’esercito dell’allora leader libico Muammar Gheddafi ma aveva anche fornito armi alle forze rivoluzionarie in Libia danneggiando in tal modo non solo il nostro paese ma contribuendo a destabilizzare la Libia.

Fra i maggiori responsabili di queste operazioni vi sarebbero da un lato Muhammad Hamad al-Hajri, incaricato d’affari dell’ambasciata del Qatar in Libia e dall’altro lato il generale dell’intelligence Salim Ali al-Jarbou.

Inoltre, oltre a sostenere la Fratellanza musulmana nel suo complesso, proprio dal Qatar il leader spirituale della Fratellanza, Yusuf Qaradawi, ha più volte incitato il jihad in Siria contro Assad.

Uno dei personaggi maggiormente coinvolto nel terrorismo orientale sarebbe Mohammed Mahmoud Ben Dardaf — appartenente al gruppo jihadista “Ansar al-Sharia”— ricercato dal governo libico per aver posto in essere un attacco terroristico al consolato statunitense di Bengasi nel settembre del 2012, attacco a causa del quale fu ucciso l’ambasciatore americano Chris Stevens.

Il fatto che sia stato eliminato nel maggio del 2019 non rende meno problematico il sostegno del nostro paese al Qatar.

Sostegno che risulta essere in aperto contrasto con quello dato dall’Italia all’Egitto, nazione questa che è fra i maggiori oppositori della politica estera della Turchia e del Qatar.

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