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Coronavirus, ecco che cosa hanno deciso Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

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Tutti i provvedimenti decisi dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per contenere il contagio da Coronavirus

Ecco i provvedimenti decisi dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per contenere il contagio da Coronavirus

Milano chiude per cercare di proteggersi dal Coronavirus: dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni dalle 18 alle 6: tutto chiuso per 7 giorni che potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia, che prevede la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi o di ogni forma di riunione in luogo pubblico anche di carattere culturale.

Il teatro alla Scala sospende tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo fino a nuove disposizioni delle autorità. Fuori dal teatro viene affisso un avviso in italiano e in inglese per comunicare la decisione ai turisti e ai cittadini. Così come fuori dalla Pinacoteca di Brera che oggi chiude in anticipo, alle 17, e rimarrà chiusa fino al 2 marzo.

Sospesi gli spettacoli anche al Piccolo Teatro fino a nuova comunicazione; chiusi poi l’Hangar Bicocca e il museo delle Gallerie d’Italia. Bar, locali notturni e gli esercizi di intrattenimento dovranno chiudere secondo l’ordinanza regionale dalle 18 alle ore 6.00, mentre non ci saranno limitazioni per i ristoranti. Anche il monumento simbolo della città, il Duomo, resterà chiuso ai turisti in via cautelativa fino al 25 febbraio.

Anche la Milano della moda ha preso le sue precauzioni: durante la settimana delle sfilate c’è chi ha deciso di sfilare a porte chiuse come Giorgio Armani e Laura Biagiotti.

VENETO

L’ordinanza Regione Veneto-Ministero della Salute emessa domenica 23 febbraio prevede fino al primo marzo la chiusura di tutte le scuole, dei musei e la sospensione delle gite scolastiche. In particolare, si dispone la “chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura; sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero”.

EMILIA ROMAGNA

Non “sospensione”, ma “chiusura” dei servizi educativi e delle scuole di ogni ordine e grado. Lo precisa la Regione Emilia-Romagna rispetto a un comma dell’ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e del ministro della Salute, Roberto Speranza, per contrastare la diffusione del coronavirus. Una variazione inserita in corso di definizione dell’atto, concordata con il ministro stesso e gli altri presidenti di Regione interessati. L’atto, a questo punto (art. 1, comma 2 lettera b) recita: “Chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”.

ROMA

Da lunedì 24 febbraio sono sospesi tutti i concorsi pubblici nazionali previsti a Roma. Mentre l’emergenza Coronavirus esplode al Nord Italia, la sindaca Virginia Raggi firma un’ordinanza ad hoc “nell’ambito delle azioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica” valida fino all’emanazione dell’atteso decreto del presidente del Consiglio. La Città Eterna da sempre ospita numerosi concorsi nazionali, procedure che per ora dovranno attendere un po’. L’ordinanza, in particolare, annulla anche lo svolgimento di due concorsi indetti dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, le cui prove erano previste da domani a mercoledì. Dalla Regione Lazio, invece, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato annuncia tamponi a domicilio per “chi è in sorveglianza epidemiologica”, ovvero viene da aree a rischio o presenta sintomi. Intanto all’Istituto Spallanzani di Roma in giornata sono risultati negativi al Covid-19 tutti i test effettuati. “Nel Lazio ad oggi non vi è nessun caso autoctono – sottolinea D’Amato -. Rivolgo un invito per abbassare i toni perché vi è una pressione insostenibile sui medici e sulle strutture sanitarie”. Molte scuole romane hanno fermato non solo le gite scolastiche ma anche le visite di istruzione che vengono fatte in orario scolastico all’interno della città “interpretando in maniera ultra-precauzionale le indicazioni ministeriali”.

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COME PROCEDE LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS IN ITALIA

ORDINANZA DELLA REGIONE LOMBARDIA

ORDINANZA DELLA REGIONE VENETO

ORDINANZA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

IL DECALOGO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

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