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Come va la cooperazione Italia-Libia

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Chi c’era e che cosa si è detto al primo meeting tra tutte le nostre missioni archeologiche attive in Libia

A Roma – presso l’Accademia di Libia – si è svolto questa mattina, alla presenza dell’ambasciatore di Libia in Italia, il primo meeting tra tutte le nostre missioni archeologiche attive nel Paese NordAfricano, i rappresentanti della Cooperazione italiana e i vertici del “Dipartimento delle Antichità” di Tripoli.

Si tratta di un passo avanti rispetto al protocollo d’intesa siglato all’inizio di aprile a Tripoli e che aveva portato alla costituzione di un gruppo di lavoro italo-libico per la salvaguardia del patrimonio archeologico libico.

Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos (presidente del Dipartimento dell’Antichità) ha aperto il suo intervento ringraziando “gli archeologi italiani che non ci hanno mai abbandonato e che, anche in una situazione precaria, continuano a mantenere una costante attenzione verso il nostro Paese”.

Luisa Musso (ordinario di Archeologia romana e delle provincie romane e decano degli archeologi italiani in Libia) ha voluto sottolineare l’importanza di “questo dialogo che rappresenta un solido terreno per condividere la nostra comune storia e le nostre radici mediterranee ed è la base per definire una piattaforma di sviluppo non solo culturale tra Italia e Libia”.

MART-Libia (Missione Archeologica Roma Tre) è presente da 27 anni nel Paese nord africano e – con il fattivo contributo del MAE, dell’Eni e della Fondazione Mediterraneo Antico – è attivamente impegnata nel recupero e nella salvaguardia di Villa Silin e nei progetti di cooperazione ‘Castello Rosso e Musei della Tripolitania’ e il progetto ‘Archivi Libici del ‘900’”.

All’incontro hanno partecipato 10 missioni in rappresentanza delle 13 attualmente attive in Libia.

Cornice di sicurezza degli operatori, trasparenza nella gestione e nella finalizzazione dei fondi, formazione degli addetti locali e la creazione di una cabina di regia e coordinamento della ricerca archeologica: questi i principali temi trattati.

Fabian Baroni – segretario generale della Fondazione MeDa – ha voluto lanciare un appello ai nuovi ministri Dario Franceschini e Luigi Di Maio: “affinché non lascino cadere la possibilità di riannodare e rilanciare la cooperazione culturale italo-libica, di cui questo evento, pur con tutte le difficoltà di cui siamo consapevoli, rappresenta un significativo contributo”.

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