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Come la Cina fa la guerra agli Stati Uniti sulle terre rare

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La guerra tra Usa e Cina passa anche dalle terre rare. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Nel 2019, un rapporto finanziato dal governo cinese ha chiarito il vantaggio strategico di Pechino nel controllo delle catene di approvvigionamento di minerali strategici. Se la guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina si intensifica, il rapporto osserva che “la Cina non escluderà di utilizzare le esportazioni di terre rare come leva per affrontare la situazione”.

Secondo il generale James Conway e Peter Ackerman in un articolo pubblicato sul Financial Times, la Cina dopo aver invaso il mercato delle forniture a basso costo dagli anni ’80, rappresenta ora il 90% della produzione mondiale di terre rare.

La Cina controlla anche i settori della raffinazione e della lavorazione, colli di bottiglia critici per i requisiti di sicurezza negli Stati Uniti e in tutto il mondo, poiché le terre rare costituiscono la base dei sistemi di difesa di fascia alta americani.

Ma il controllo cinese delle terre rare è solo la punta dell’iceberg. Il paese ha acquisito – ed è determinato a mantenere – una stretta presa su un’ampia gamma di minerali che costituiscono le basi delle industrie più importanti di domani.

Nella sua iniziativa Made in China 2025, Pechino ha identificato un’ampia gamma di industrie di notevole importanza strategica ed economica emergente, compresi i veicoli connessi, autonomi ed elettrici e le batterie che li alimentano.

Il paese che guida questa transizione sarà la nazione che stabilirà gli standard per il futuro dei trasporti. La chiave per guidare questa transizione è l’acquisizione della proprietà della catena di approvvigionamento dei veicoli elettrici (EV), dai minerali ai mercati e la Cina ha lavorato duramente per esercitare un ampio controllo sull’estrazione e la lavorazione dei minerali.

Oltre il 70% della capacità produttiva mondiale di batterie per veicoli elettrici è in Cina, mentre gli Stati Uniti hanno meno del 10%.

Delle 142 mega fabbriche di batterie agli ioni di litio in costruzione nel mondo, la Cina ne ospita 107. Solo nove sono negli Stati Uniti.

La Cina produce anche oltre il 60% dei catodi del mondo e l’80% degli anodi delle batterie e la maggior parte dei magneti permanenti del mondo utilizzati nei motori dei veicoli elettrici.

Lasciato incontrollato, questo dominio diventerà una vulnerabilità strategica devastante per gli Stati Uniti e l’Ue, soprattutto perché gli obiettivi di politica climatica europea spingono l’Europa verso veicoli a emissioni zero.

L’Europa rischia uno scenario critico nel quale potrebbe passare dalla dipendenza da un mercato petrolifero dominato da paesi Opec che non condividono gli obiettivi strategici dell’Ue , alla possibile dipendenza dalla Cina per le future esigenze di trasporto.

Ma mentre il petrolio è un’industria globale, la lavorazione dei minerali e la produzione di componenti per veicoli elettrici sono quasi esclusivamente cinesi. Inoltre la Cina sta mettendo a repentaglio l’industria automobilistica in Europa e in America, un settore negli Stati Uniti che sostiene 10 milioni di posti di lavoro, il 3% del prodotto interno lordo del paese, ed è la spina dorsale della produzione economica avanzata.

La migliore soluzione per gli Stati Uniti e i suoi partner è quella di non aver bisogno affatto di questi minerali. Impegnarsi nella ricerca a lungo termine e nel finanziamento dello sviluppo per il riciclaggio e lo sviluppo di materiali alternativi dovrebbe essere una priorità del governo, liberando il paese dalle vulnerabilità della catena di approvvigionamento e fornendo una spinta duratura alla sicurezza energetica a lungo termine.

Ma finché non saranno trovate alternative praticabili, sarà necessario da parte Usa sviluppare una catena di approvvigionamento di minerali strategici meno dipendente dalla Cina. Per i minerali non disponibili sul mercato interno, gli alleati internazionali devono diversificare l’offerta, lavorando insieme per limitare gli investimenti cinesi nelle riserve di risorse critiche.

Le debolezze della sicurezza nazionale americana legate alla dipendenza della Cina dalle terre rare sono troppo rilevanti e proprio per questo l’attuale status quo deve essere superato .

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