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Addio a Pilati, poliedrico intellettuale liberale

Antonio Pilati

Vita, opere e pensiero di Antonio Pilati, morto ieri a 74 anni

 

Dopo una lunga malattia, si è spento Antonio Pilati, laureato in filosofia alla Statale di Milano ed esperto di media.

Liberale, liberal-socialista, riformatore, esperto di diritto ed economia delle telecomunicazioni, negli ultimi Antonio Pilati aveva ampliato i settori su cui scriveva saggi, editoriali ed analisi per quotidiani e riviste (anche su Startmag): relazioni internazionali, geopolitica, rapporti fra economia, tecnologia e diritti.

Chi lo ha conosciuto così lo descrive: mente brillantissima, ironia pungente, spirito giovane, sguardo lungo.

E’ stato vicino in passato al centrodestra, tanto da essere stato uno dei tecnici che ha contribuito alla stesura della legge Gasparri.

Ha scritto Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni: “Pilati era stato vicino a «il Manifesto» e su quelle pagine aveva cominciato a occuparsi di mezzi di comunicazione, quando la televisione commerciale aveva sconvolto il mercato e la società italiana. Molti della sua generazione ne trassero una diffidenza istintiva per Silvio Berlusconi e tutto ciò che rappresentava. Pilati invece fu affascinato da un fenomeno che liberava il gusto del pubblico da ogni dirigismo pedagogico. Per questo si inventò l’Istituto di economia dei Media della Fondazione Rosselli e divenne commissario della neonata Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Lì, e dopo all’Antitrust, con piglio non accademico cercò di affermare una prospettiva che non perdesse di vista la realtà della concorrenza, al di là di modelli teorici”.

Nato a Milano nel 1947, Pilati ha speso la sua vita nel settore delle telecomunicazioni: dal 1992 al febbraio 1998 è stato direttore dell’Istituto di economia dei Media della Fondazione Rosselli e consulente di settore. Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni fino al 2005, dal 2005 è stato componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Dal 2012 al 2015 ha ricoperto la carica di Consigliere d’Amministrazione RAI.

Pilati ha pubblicato diversi saggi, tra gli altri, “Economia della conoscenza. Profili teorici e evidenze empiriche” (a cura di), Il Mulino 2005, “Il legame spezzato. Cittadini e politica”, Ideazione Editrice 2003, “La fabbrica delle idee”, Baskerville 2000, “Il supermercato delle immagini”, Sperling & Kupfer 1999, “L’economia dei media. Questioni teoriche”, Fondazione Rosselli 1994, “Media Industry in Europe”, John Libbey & Co. 1993, “L’industria dei media”, Edizioni Il Sole 24 Ore 1990, “Rivoluzione digitale e disordine politico”, Guerini 2016. Il suo ultimo lavoro è “La catastrofe delle élite. Potere digitale e crisi della politica in occidente”, Guerini 2019.

ECCO IL PENSIERO DI PILATI TRA ECONOMIA, POLITICA E RELAZIONI INTERNAZIONALI NEGLI ARTICOLI PUBBLICATI DA START MAGAZINE:

Come la rivoluzione digitale sta trasformando mercati e capitali

Lo scontro Usa-Cina farà deflagrare l’Europa?

Perché è in Germania l’epicentro della crisi in Europa. L’analisi di Pilati

Perché l’Italia di Conte 2 è un vero protettorato franco-tedesco. L’analisi di Pilati

Perché gli Stati Uniti contro la Cina hanno bisogno di Putin

Tutti gli effetti della collera nelle urne

Perché c’è del metodo strategico nell’apparente follia geopolitica di Trump

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