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Festival del Giornalismo: come cambia la comunicazione nell’era digitale

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Festival del Giornalismo

Il tema del digitale sarà uno dei più trattati e discussi al Festival del Giornalismo di Perugia: la tecnologia ha cambiato il modo di comunicare e di raccontare (e non solo)

Il Festival del Giornalismo di Perugia (in scena dal 6 al 10 aprile) è entrato nel vivo: i dibattiti sono i più vari e gli ospiti sono tantissimi. Importante il tema del digitale, che si sviluppa su più incontri e su più fronti.

Festival del Giornalismo, Eni: il digitale ha cambiato la comunicazione

Eni, Main patners dell’evento più importante dedicato al mondo dei media, del giornalismo e dell’informazione in Europa entra nel vivo, proverà a raccontare al pubblico come è cambiata la comunicazione del cane a sei zampe, attraverso una trasformazione digitale del modo di dialogare con gli stakeholders, ponendo l’innovazione al centro del suo modo di agire, di raccontarsi e di sperimentare nuove forme di comunicazione. Al festival del giornalismo, l’azienda vuole raccontare il mondo dell’energia in modo nuovo e creativo, anche attraverso il nuovo blog Eniday, in cui si legge delle nuove frontiere dell’energia e dell’innovazione tecnologica, e una presenza social sempre più consolidata.

Il sostegno al Festival conferma il ruolo di Eni come un interlocutore capace di cogliere le aspettative e le esigenze delle community online, dando giusto rilievo alla diffusione della cultura digitale, rafforzando nello stesso tempo il posizionamento dell’azienda quale promotore dell’innovazione.

Festival del Giornalismo

La comunicazione nell’era digitale: come proteggere la fonti

Uno dei grandi problemi dell‘avvento del digitale è la protezione delle fonti, che se rivelate (o scoperte) possono essere esposte a rischi di ogni tipo. In questo scenario si inserisce lo studio Unesco “Proteggere le fonti giornalistiche nell’era digitale”, che verrà pubblicato nelle prossime settimane ma di cui si è già discusso al Festival, in cui si evidenzia la quasi totale assenza di una normativa per la difesa delle fonti. “Il rischio è sotto gli occhi di tutti: il giornalismo investigativo potrebbe risultarne gravemente compromesso. inoltre considerato che al giorno d’oggi le redazioni non riescono ad affrontare i costi per la protezione delle fonti (come potenziamento hardware e software, formazione dei giornalisti)”, si legge in una nota rilasciata dall’ufficio stampa del Festival.

Marcel Rosenbach (Der Spiegel), che ha partecipato al dibattito, moderato da Julie Posetti (Fairfax Media), ha parlato della necessità di utilizzare la crittografia e dell’importanza della formazione delle fonti, che vanno educate ad autotutelarsi. Sul Der Spiegel, ha spiegato Rosenbach, abbiamo pubblicato una sorta di vademecum, al fine di evitare spiacevoli incidenti.

Dan Gillmor, della Walter Cronkite J-School, ha invitato i giornalisti a fare gioco di squadra affinché i governi lavorino per la tutela di questo diritto. Solo con una adeguata pressione mediatica si può lottare la continua minaccia della censura, atto questo che eliminerebbe di fatto uno dei diritti più importanti.

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