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Uber, Lyft e Pinterest. Perché le super-Ipo finora hanno toppato

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Ecco perché la Silicon Valley non dovrebbe sorprendersi dalle Ipo deludenti di Uber e Lyft o delle eccezioni di Pinterest, Beyond Meat, Luckin Coffee e Zoom

Grandi speranze… disilluse. Almeno per ora. Si potrebbe riassumere così la stagione a Wall Street affollata dai debutti degli unicorni della Silicon Valley. Il mercato statunitense di Ipo è stato particolarmente attivo quest’anno, ricco di debutti di alto profilo di tutte le taglie. Ma alcuni dei lanci più attesi hanno vacillato nei primi giorni di trading. Stiamo parlando di Uber e della sua rivale Lyft.

Se il mercato appare frizzante, sotto la superficie ci sono società diventate quotate il cui percorso verso la redditività è poco chiaro, per di più in un contesto economico incerto. Sono le spiegazioni fornite dagli analisti e i consulenti per gli investimenti sentiti da Cnbc e Business Insider.

WALL STREET AFFOLLATA NEL 2019

Secondo la società di ricerca Dealogic, le 80 Ipo statunitensi di quest’anno rappresentano il volume più rilevante dal 2014. Hanno contribuito con circa il 15% al volume totale delle Ipo dell’ultimo decennio.

I FLOP INASPETTATI DA UBER…

Eppure, tra questi debutti, propri i più attesi da analisi e investitori sono stati quelli a deludere di più. Il titolo delle azioni Uber è sceso dell’8% rispetto al prezzo di collocamento e la compagnia di San Francisco ha perso quasi 6 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato nelle sue prime cinque ore come società quotata il 10 maggio. Un disastro, registrando la più grande perdita del primo giorno di Ipo risalente al 1975. I suoi prezzi sono stati influenzati dal mercato azionario della rivale Lyft dopo il suo debutto.

E LYFT

Anche per la concorrente di Uber i giorni successivi all’Ipo del 29 marzo sono stati difficili. Il primo mese di trading di Lyft è stato il secondo peggiore per una grande azienda quotata negli Stati Uniti, con un calo del 20,5%, secondo Dealogic. Solo il calo del 21% di Facebook nel 2012 è stato peggiore.

LA SPIEGAZIONE DEGLI ANALISTI

“Stiamo assistendo alla fine di un ciclo”, ha commentato Tom Forte, senior analyst presso la società di ricerca D.A. Davidson a Markets Insider. “Alla fine di un ciclo, le aziende che vogliono diventare pubbliche durante il ciclo si affrettano a quotarsi e e, in modo selettivo, stiamo vedendo che ci sono alcuni investitori là fuori che sono disposti a sopportare le perdite di oggi per i guadagni di domani”.

“Penso che gli investitori tendano a dimenticare che il motivo per cui una società si quoti è perché ha bisogno di denaro, se ripagare il private equity, pagare il debito o crescere, ha bisogno di capitale, le aziende non diventano pubbliche per rendere gli investitori più ricchi”, ha fatto notare a Markets Insider Erin Gibbs, gestore di portafoglio presso S & P Investment Advisory Services.

DIPENDE DAI CONTI DELLE AZIENDE

Le performance poco soddisfacenti degli unicorni tecnologici non sono improvvise. Negli ultimi due anni, gli investitori pubblici hanno ottenuto marchi di consumo con grandi nomi ma pochi guadagni. Snap ha perso circa un terzo del suo valore dall’Ipo del 2017, soltanto Dropbox e Spotify sono aumentati leggermente rispetto ai loro debutti dello scorso anno. Spesso le prestazioni possono essere attribuite alla stessa qualità delle aziende che si affacciano sul mercato, a causa dei loro percorsi poco chiari verso la redditività in un contesto macroeconomico incerto.

NON SOLO FLOP, CHI HA FATTO CENTRO CON L’IPO

Non è tutto così nero. Il mercato ha anche inaugurato successi favolosi quest’anno. Per esempio Pinterest è salito dal suo debutto di aprile. Le azioni sono aumentate del 30% durante le prime settimane di negoziazione. Peccato che sono scese subito dopo la pubblicazione della prima trimestrale da società quotata deludente.

Seconto Dealogic, la startup vegana Beyond Meat ha pubblicato la migliore performance del primo giorno di qualsiasi Ipo quotata negli Stati Uniti, con un aumento del 163%.

La società di videoconferenza Zoom, soprannominato “il tech unicorno redditizio”, è più che raddoppiata rispetto al prezzo dell’Ipo in aprile e ha persino generato sostanziali guadagni per gli investitori che hanno perso il pop iniziale. Infine la concorrente cinese di Starbucks, Luckin Coffee, quotata al Nasdaq, è salita del 47% nel suo primo giorno di contrattazioni venerdì.

SULLA SCIA DI GOOGLE E FACEBOOK

Tornando agli insuccessi di Uber e Lyft, è ancora troppo presto per arrivare a conclusioni su dove scambieranno nel lungo periodo. Forse gli investitori si ricorderanno delle esperienze dei due big tech per eccellenza, Google e Facebook. Nel maggio 2012 il colosso di Menlo Park ha steccato il debutto perdendo metà del suo valore nei successivi tre mesi prima di rimbalzare. Anche nel 2004 c’era un diffuso sentimento di scetticismo riguardo all’elevata valutazione di Google, ma i buy-and-holders sono aumentati del 2.800%. Vero è che Facebook e Google sono valori anomali e soprattutto erano redditizi al momento delle loro Ipo.

ANCORA TROPPO PESTO PER FARE PREVISIONI

Proprio per questa serie di motivi è troppo presto per fare previsioni, soprattutto su società con una storia di trading estremamente limitata, fanno notare gli osservatori. Nel lungo periodo, quest’ultime saranno valutate dai mercati in base ai loro parametri di performance finanziaria e se riusciranno a mettere una toppa o meno alle perdite.

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