Mobilità

Luci e ombre sull’Ipo di Lyft (la rivale di Uber)

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Lyft

Oggi la società di ride-hailing ha debuttato a Wall Street con una valutazione di oltre 24 miliardi di dollari. Se la rivale di Uber ha generato grandi ricavi, ha anche le maggiori perdite nette di qualsiasi azienda pre-Ipo

Per ora Davide sta tenendo testa a Golia. Oggi Lyft ha fatto il suo ingresso nella Borsa di New York scambiando le azioni a  72 dollari, per una valutazione di oltre 24 miliardi di dollari. Non male per la società di ride-sharing rivale di Uber, la più grande azienda statunitense di trasporto urbano via app. Quest’ultima dovrebbe iniziare il processo di quotazione il mese prossimo e potrebbe raggiungere una valutazione superiore ai 100 miliardi di dollari.

Intanto, il prezzo dell’Ipo colloca la valutazione di Lyft nel raggio d’azione di compagnie automobilistiche di vecchia data come Ford. Ma investitori e analisti terranno gli occhi aperti: se da una parte la società californiana ha generato grandi ricavi, ha anche le maggiori perdite nette di qualsiasi società pre-Ipo, quasi 1 miliardo di dollari soltanto nel 2018.

ALZATA L’ASTICELLA

L’offerta è stata guidata da JPMorgan Chase e Credit Suisse. Inizialmente Lyft ha fissato una fascia di prezzo da 62 a 68 dollari per azione, per poi alzare l’intervallo mercoledì da 70 a  72 dollari. Ieri pomeriggio la società guidata da Logan Green ha raccolto più di 2 miliardi di dollari dopo aver valutato le sue azioni a 72 dollari, la parte superiore della forchetta. Non male per uno degli unicorni (startup private dalla valutazione superiore al miliardo di dollari) della Silicon Valley.

GONGOLANO GLI AZIONISTI

Il maggiore azionista di Lyft, la società di e-commerce giapponese Rakuten, deterrà una partecipazione per 2,26 miliardi di dollari. Altri grandi azionisti come General Motors, Fidelity e la società di venture capital Andreessen Horowitz deterranno ciascuna azioni per un valore di oltre 1 miliardo di dollari. Alphabet (parent company di Google) manterrà una partecipazione  dal valore di  924 milioni di dollari.

COME SE LA CAVANO GLI UNICORNI

Come sottolinea il Financial Times, nonostante il clamore iniziale, alcuni investitori temono tuttavia che queste aziende, in crescita ma con profondi buchi di perdite, siano valutate troppo bene e potrebbero infine deludere i loro nuovi sostenitori nel mercato pubblico. Basta ricordare il caso di alcune aziende che sono diventate pubbliche mentre facevano grandi perdite, come Groupon e Snap, che ora scambiano ben al di sotto del loro price target dell’Ipo.

SI CRESCE MA SI PERDE

Nel prospetto di offerta, Lyft ha rivelato di aver perso quasi 1 miliardo di dollari nel 2018. Non solo, ha le maggiori perdite nette di qualsiasi azienda pre-Ipo, registrando perdite per 911 milioni di dollari sui ricavi di 2,2 miliardi di dollari nel 2018. Tuttavia, la società sta anche rastrellando i maggiori ricavi, dietro solo Google e Facebook, per una società pre-Ipo.

Poco conosciuta in Europa, al momento Lyft è il principale competitor di Uber negli Stati Uniti e in Canada. È la seconda società di ride-sharing degli Stati Uniti, con una quota del 39% del mercato a stelle e strisce.

Ma entrambe perdono regolarmente denaro nella loro competizione per conquistare nuovi mercati e investire in nuove iniziative di trasporto, come biciclette, scooter e veicoli autonomi. L’anno scorso, Lyft ha acquistato la più grande società di bike sharing negli Stati Uniti per circa  250 milioni di dollari.

TENERE IL PASSO

Lyft deve dunque mantenere il suo tasso di crescita — ha più che raddoppiato le sue entrate nel 2018 —  dimostrando ai potenziali investitori che il suo focus sui trasporti, piuttosto che espandersi in sempre più linee di business come Uber, può essere redditizio.

CON LYFT BANCO DI PROVA DELLE PROSSIME IPO

Il debutto di oggi è un primo test sull’appetito di Wall Street per le startup tecnologiche focalizzate sui consumatori, molte delle quali dovrebbero diventare pubbliche quest’anno. Tra gli unicorni che pianificano l’Ipo nel 2019 ci sono Slack, Pinterest, Airbnb e ovviamente Uber.

UBER SCALDA I MOTORI

Ora Lyft deve dimostrare dunque di valere la strabiliante valutazione che gli viene conferita dai suoi nuovi investitori sul mercato pubblico. Uber sarà il prossimo unicorno tecnologico atteso al debutto alla Borsa di New York in quella che è una delle Ipo più attese nella storia. La società di San Francisco, che ha registrato  3 miliardi di dollari di ricavi nel quarto trimestre 2018 con perdite nette di  865 milioni di dollari, pare stia pianificando di presentare il suo prospetto già il prossimo mese.

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