skip to Main Content

Tsmc Giappone

Chip, banche, voli aerei: ecco i benefici dell’investimento della taiwanese Tsmc in Giappone

Dopo l'investimento di Tsmc, la più grande società produttrice di semiconduttori al mondo, le banche taiwanesi hanno deciso di aprire filiali in Giappone. Lo stesso hanno fatto i fornitori di componenti per i chip, mentre le compagnie aeree hanno aperto nuovi voli diretti. Tutti i dettagli.

La più grande banca privata di Taiwan, CTBC Bank, ha registrato una forte crescita dell’interesse dei suoi clienti – non solo taiwanesi ma asiatici in generale – per investire in Giappone. Ad attirarli sono i ricchi incentivi stanziati dal governo nipponico per la produzione di microchip.

Ad esempio la taiwanese TSMC, la più grande e avanzata società manifatturiera di semiconduttori al mondo, ha annunciato nei mesi scorsi la costruzione di una grossa e sofisticata fabbrica in Giappone, a Kumamoto, nella parte meridionale del paese. L’investimento ha avuto delle conseguenze anche su CTBC Bank, che ha visto aumentare la domanda di servizi per l’area di Kumamoto, dove infine ha deciso di aprire una filiale. La banca ha ricevuto richieste per l’acquisto di proprietà immobiliare, ma anche consigli sulla stipula di mutui e addirittura sulle scuole migliori della zona.

In una conversazione con il quotidiano giapponese Nikkei Asia, CTBC Bank ha spiegato che il Giappone non era una meta così attraente per le banche stranieri per via dei tassi di interesse negativi che rendevano difficile ottenere profitti. Il piano per lo sviluppo dell’industria dei chip sembra però aver cambiato tutto, considerato che non solo CTBC Bank ma anche altre banche taiwanesi – tra cui E.Sun Commercial Bank, Chang Hwa Bank e la statale Bank of Taiwan – hanno aperto filiali nel paese nell’ultimo periodo.

LA FABBRICA DI TSMC IN GIAPPONE

La fabbrica di TSMC a Kumamoto, che produrrà semiconduttori per aziende giapponesi come Sony e Denso (componenti automobilistici), sarà il primo impianto della compagnia all’estero a entrare in attività dopo quello di Nanchino, in Cina, nel 2018.

La fabbrica è stata annunciata nel 2021 e ha portato all’annuncio di investimenti – non solo da TSMC, ma anche da aziende partner come Sony e Toyota – per 20 miliardi di dollari nell’isola di Kyushu, dove si trova Kumamoto, anche nota con il soprannome di “isola del silicio”. Nella fabbrica si produrranno anche chip avanzati da sette e sei nanometri, destinati non solo al mercato giapponese ma potenzialmente anche a quelli esteri.

TSMC NEL MONDO

Il Nikkei Asia fa notare come gli investimenti esteri non siano stati, storicamente, una priorità per TSMC. Al contrario, la compagnia ha concentrato le sue attività in patria, a Taiwan; l’espansione internazionale è la conseguenza delle tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e la Cina (che rivendica Taiwan, pur non avendola mai governata) e degli intoppi logistici creati dalla pandemia di coronavirus, che hanno creato le premesse per una riorganizzazione delle filiere internazionali volta all’avvicinamento ai mercati ultimi.

Così, dal 2020 al 2023 TSMC ha annunciato progetti di espansione all’estero per un valore superiore a 70 miliardi di dollari (inclusi gli incentivi pubblici), investendo in Germania, negli Stati Uniti e in Giappone; nella primavera 2021 si parlava della possibilità di un ingresso della compagnia in Italia.

LA QUESTIONE CULTURALE

Il Nikkei Asia sottolinea un aspetto importante dell’espansione internazionale di TSMC e forse poco sottolineato: le difficoltà di confronto con culture diverse da quella taiwanese. Una fonte ha detto al quotidiano che “la gestione di culture e background diversi è relativamente nuova per il produttore di chip. TSMC non avrebbe mai pensato di dover assumere personale proveniente da scuole di arti liberali con specializzazione in letteratura giapponese o tedesca. È una grande curva di apprendimento”.

Secondo Charles Shi, analista della banca d’investimento Needham specializzato in semiconduttori, “c’è un’affinità culturale tra Taiwan e il Giappone che rende l’espansione di TSMC in Giappone più facile che negli Stati Uniti e probabilmente anche in Germania […]. La gestione di un impianto di semiconduttori richiede una forza-lavoro con una forte etica del lavoro, acume ingegneristico, attenzione ai dettagli e disciplina. Questi sono i vantaggi della forza-lavoro giapponese”.

NON SOLO TSMC

Oltre a TSMC, altri produttori taiwanesi di chip hanno cominciato a espandersi all’estero. Ad esempio United Microelectronics, la seconda azienda più importante del paese, sta costruendo una fabbrica da 5 miliardi di dollari a Singapore e ha annunciato una partnership con la statunitense Intel sulla produzione di semiconduttori da dodici nanometri in Arizona.

Di conseguenza, anche le aziende che forniscono materiali e componenti ai chipmaker taiwanesi hanno iniziato a rivedere la loro presenza internazionale. Ad esempio Powertech, che fornisce servizi di confezionamento e collaudo, sta valutando l’ingresso in Giappone, che a sua volta ha tutto l’interesse a costruirsi una filiera interna dei semiconduttori.

Il Nikkei Asia scrive che la “corsa agli investimenti” nell’isola di Kyushu partita nel 2021 potrebbe portare benefici economici all’area stimati in 20,7 trilioni di yen in dieci anni. Perfino il settore dell’aviazione sta cercando di trarne beneficio: nel 2023 le compagnie aeree taiwanesi Starlux Airlines e China Airlines hanno aperto voli diretti verso Kumamoto, immaginando un aumento dei voli verso il nuovo polo giapponese dei semiconduttori.

Back To Top