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Snapchat, ancora troppi segreti sui progetti. Quotazione a rischio

Snapchat

Non sarà semplice il processo di Ipo che dovrà affrontare Snapchat: gli investitori chiamati a fidarsi a scatola chiusa

Lo scorso settembre, alcuni dipendenti di Snapchat avevano letto un rapporto che parlava di un nuovo prodotto creato dall’azienda, un paio di occhiali per le riprese video. Gli stessi dipendenti hanno chiesto ai dirigenti se quel gadget fosse stato creato dalla società, ma una e-mail ha invitato tutti a non parlare della questione, limitando il chiacchiericcio che si era creato. Solo dopo poche ore, come racconta Bloomberg, Snapchat ha presentato pubblicamente i suoi occhiali, annunciando la volontà di allargare il proprio business.

E’ questo il modo in cui vanno le cosa a Snap, il nuovo nome dell’azienda: ogni progetto è segreto, i dipendenti non conoscono obiettivi, strategie e i progetti degli altri team. L’unico a sapere tutto è il fondatore di Snapchat, Even Spiegel. La sua mania per i segreti (e per la privacy) non ci stupisce di certo: è per questo che l’applicazione da lui creata prevede che i messaggi scompaiano a distanza di tempo.

“Mantenere il segreto ti dà spazio per cambiare idea, finché non si è proprio sicuri di aver ragione”, scriveva Spiegel in una nota inviata ai dipendenti nel 2015.

Ma il valore del segreto, tanto caro a Spiegel, verrà testato a marzo, quando Snap farà la sua offerta pubblica iniziale e quando il fondatir della società dovrà convincere gli investitori che l’azienda tecnologica ha una visione a lungo termine, con un vero e proprio piano per fare più soldi e sconfiggere la concorrenza. Non bastano i dati finanziari per lanciare un’Ipo.

SnapchatI dirigenti dell’azienda devono viaggiare in tutto il mondo e raccontare ai potenziali investitori la propria strategia. E i segreti non possono essere più tanto segreti. Ma questo a Spiegel ancora non è chiaro: il fondatore di Snap vuole continuare a tenere segreti.

Dopo le indiscrezioni di Bloomberg sul valore dell’Ipo (circa 25 miliardi di dollari), I dirigenti di Snap hanno rimproverato i dipendenti che si occupavano della questione e che avevano assunto i banchieri per lo studio dell’offerta, minacciando anche delle ripercussioni in caso le notizie fossero continuate ad uscire senza la benedizione della società.

Forse, per l’azienda di Spiegel tenere i segreti non sarà la strada giusta. Gli investitori che acquistano in offerte pubbliche sono consapevoli che è rischioso scommettere su una società con una storia finanziaria breve, come Snap. Per investire bisogna conoscere. Il processo di Ipo, per Snap sarà, dunque, molto critico: gli investitori saranno scettici, soprattitto dopo il debutto (e l’insuccesso) in Borsa di Twitter.

“Gli investitori hanno imparato la lezione con Twitter”, ha detto Rett Wallace, CEO di Triton Research Inc., che analizza le aziende della Silicon Valley che si preparano all’IPO. Se Snapchat non spiega come vede il suo futuro, gli investitori saranno chiamati a giudicare solo la fiducia verso Spiegel.

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