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Samsung, Apple, Oppo e non solo. Chi sale e chi scende nell’hit-parade degli smartphone

Smartphone

Secondo alcuni esperti, lo smartphone sarà sostituito da gadget indossabili dotati di intelligenza artificiale, mentre i numeri delle vendite ci ricordano che il mercato è saturo. Ecco numeri, analisi e scenari nell’articolo di Giusy Caretto 


C’è un momento in cui un’innovazione conquista tutti e piace tanto da diventare indispensabile. Come abbiamo fatto prima che gli smartphone fossero inventati? Davvero ci affidavamo alle comunicazioni tramite un cabina telefonica che dovevamo cercare magari per ore? Che tempi strani quelli passati, ora basta mettere la mano in tasca perché tutti (anche i minorenni) possano tirar fuori un telefono intelligente di ultima generazione, anche due talvolta.

E se vi dicessimo che l’era degli smartphone potrebbe finire presto? Il mercato è saturo e nemmeno l’iPhone X, il telefono che avrebbe dovuto (almeno secondo Apple) segnare un nuovo inizio per questi gadget, ha conquistato gli utenti. Servono innovazioni ben più grandi ora per spingere chi ha già un telefono intelligente a cambiarlo a preferirne un altro (anche assai costoso).

UN MERCATO SATURO

Ma prima di provare a raccontarvi come la fine degli smartphone sia vicina (almeno secondo alcuni), andiamo ad analizzare i numeri: nel primo trimestre 2018, secondo la società di ricerca Strategy Analytics, il mercato degli smartphone ha chiuso il primo trimestre con consegne globali a quota 345 milioni di unità, in calo del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un segno negativo non promette bene e, soprattutto, dovrebbe far riflettere i grandi colossi del tech.

CINESI ALLA RISCOSSA

I numeri generali si rispecchiano nell’andamento delle vendite di Samsung; la casa coreana, pur confermandosi al primo posto nella classifica dei venditori, con il 22,6% del mercato, ha registrato consegne in diminuzione del 2% a 78,2 milioni di unità.

Segue, al secondo posto, con un market share del 15,1%, Apple, che ha commercializzato 52,2 milioni di iPhone, +2,9%. Terzo posto invece Huawei, che festeggia, però, consegne in aumento del 14% su base annua a 39,3 milioni di unità, e una quota mondiale che passa dal 9,8% all’11,4%.

Boom di Xiaomi, che si piazza al quarto posto, con una crescita delle vendite pari al 25%, da 12,6 milioni a 28,3 milioni di smartphone. A pagare il prezzo del successo di Xiaomi è Oppo, quinta con consegne in calo da 27,6 a 24,1 milioni di unità e market share dal 7,8% al 7%.

LA FINE DEGLI SMARTPHONE E’ VICINA?

Che sia marchiato Apple od Huawei, che sia americano o cinese, lo smartphone ho considerati da tanti, ancora oggi, come ad un oggetto rivoluzionario. Piccolo ma potente, ci consente di gestire un numero sempre maggiore di attività quotidiane. E grazie a telecamere e sensori GPS, ci permette di utilizzare app come Facebook, Snapchat e Uber.

Ma, c’è un ma. Dobbiamo ricordarci di prenderli con noi, sono gadget non indossabili e, soprattutto, la loro sopravvivenza quotidiana è legata ad una batteria che si scarica pochi minuti prima di un appuntamento telefonico importante o nel mentre la tua cara auto si ferma nel bel mezzo di una strada deserta e poco trafficata. Non ci sono le basi, dunque, perché lo smartphone resti a lungo un gadget a cui possiamo fare affidamento per un lungo periodo.

C’è pure chi si spinge oltre e fissa un limite temporale alla vita dei telefoni intelligenti. Tra 3 anni, secondo gli esperti intervistati da Ericsson per lo studio “10 Hot Consumer trends for 2016”, gli smartphone andranno in pensione, sostituiti da intelligenza artificiale e cuffie per la realtà aumentata. Per l’85% degli intervistati, infatti, grazie alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale in un futuro molto prossimo avremo a che fare con assistenti elettronici indossabili e con sensori interni misureranno il nostro benessere e migliorare la nostra vista, udito e la memoria. E degli smartphone resterà un mero ricordo a cui saremo sempre affezionati, come le vecchie cabine telefoniche.

Certo i dubbi su questa grande rivoluzione restano.  Predire la morte definitiva dei telefoni intelligenti (tra soli 5 anni) potrebbe essere prematuro (così come lo è predire l’addio a PC, televisioni e radio), anche se è vero che Microsoft, Facebook, Amazon e i grandi guru della tecnologia, come Elon Musk, sono a lavoro per un futuro in cui l’utilizzo dello smartphone non sarà più necessario.

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