Pirelli ha acquisito il 30 per cento della società svedese Univrses, specializzata nell’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale alla mobilità stradale, riservandosi l’opzione di raggiungere una quota di maggioranza.
COSA FARANNO PIRELLI E UNIVRSES
Le due aziende hanno anche firmato un accordo per integrare la tecnologia 3DAI Engine di Univrses, cioè un software di computer vision basato sull’intelligenza artificiale, nei Cyber Tyre di Pirelli, ovvero la piattaforma integrata che permette la raccolta di dati tramite dei sensori posizionati negli pneumatici, la loro elaborazione e la comunicazione in tempo reale con i dispositivi di guida e controllo dell’automobile.
La combinazione delle due tecnologie “consentirà di avere veicoli più sicuri e performanti”, anche in un’ottica di guida autonoma, ha spiegato Pirelli in un comunicato. Inoltre, “fornirà in tempo reale dati per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture stradali”: le informazioni sulle condizioni della carreggiata verranno raccolte sia dai sensori degli pneumatici, sia dalle telecamere di bordo del veicolo.
IL PROGETTO IN PUGLIA
Un primo progetto di questo tipo è già in corso in Italia: l’anno scorso la Regione Puglia ha infatti lanciato, assieme a Pirelli, un sistema di monitoraggio della rete stradale regionale per creare una mappa aggiornata delle condizioni delle infrastrutture, a partire proprio dai dati raccolti attraverso le telecamere e la piattaforma Cyber Tyre.
ANCHE ASTON MARTIN PUNTA SUI CYBER TYRE
A settembre Aston Martin, società specializzata in vetture di lusso, ha stretto un accordo di collaborazione con Pirelli per l’integrazione della tecnologia Cyber Tyre nei suoi modelli futuri. “L’introduzione del sistema Cyber Tyre rappresenta un ulteriore passo tecnologico [al fine di] mantenere la leadership in termini di performance”, aveva dichiarato la casa automobilistica britannica.
IL PROBLEMA POLITICO
Attorno alla tecnologia Cyber Tyre, però, si è sviluppata una grossa questione politica perché il primo azionista di Pirelli è la compagnia statale cinese Sinochem, con una quota del 34,1 per cento. L’azienda sta cercando di evitare la messa al bando dei suoi prodotti negli Stati Uniti, un mercato rilevantissimo, dopo che gli americani hanno vietato la vendita delle tecnologie cinesi per i “veicoli connessi” per ragioni di sicurezza.
Anche il governo italiano considera la piattaforma Cyber Tyre una tecnologia critica per via della capacità di raccogliere dati del veicolo e dell’ambiente circostante, tanto da essere intervenuto a sua protezione con il golden power già nel giugno del 2023. Il 10 aprile scorso l’esecutivo ha esercitato nuovamente i poteri speciali su Pirelli per limitare l’influenza di Sinochem.







