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La fusione Wind-3 potrebbe saltare. Colpa della nuova Legge di Stabilità

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fusione Wind-3

La nuova Legge di Stabilità anticipa il rinnovo delle frequenze, chiedendo agli operatori di telecomunicazioni di anticipare anche il pagamento. La cosa potrebbe non piacere ad Iliad e un suo ritiro potrebbe far saltare la fusione Wind-3

La nuova Legge di Stabilità, o legge Bilancio che dir si voglia, mette a rischio la fusione Wind-3. La bozza di legge inviata all’esame dell’Ue, infatti, prevede il rinnovo anticipato delle frequenze. La cosa, però, spiazza Iliad, che potrebbe anche scegliere di non entrare più sul mercato italiano, facendo saltare la fusione Wind-3. Ma partiamo dall’inizio.

L’Ue approva Fusione Wind-3

Il primo settembre 2016 è arrivato l’ok ufficiale dell’Antistrust: Wind e 3Italia possono fondersi in un’unica società. Dal 1 gennaio 2017 sarà attivo il più grande operatore italiano, almeno per numero di utenti. A a spianare la strada verso la decisione della commissaria Margrethe Vestager è l’ingresso nel mercato italiano di Iliad, che grazie alla acquisizioni degli asset in eccesso di Wind e H3G, sarà il 4 operatore, lasciando inalterato il numero di “concorrenti”.

Possiamo approvare l’accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentono a un nuovo operatore di rete mobile, Iliad, di accedere al mercato italiano”, ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager.

Hutchison e VimpelCom hano presentato tutte le necessarie misure correttive che “sciolgono tutte le riserve sollevate dalla Commissione sotto il profilo della concorrenza”, in quanto “consentiranno l’ingresso sul mercato italiano di un nuovo operatore di rete mobile, la società di telecomunicazioni francese Iliad”. Così “le parti possono crescere sfruttando i vantaggi della fusione delle rispettive attività, mentre gli utenti italiani di telefonia mobile continueranno a beneficiare di una concorrenza effettiva”.

Anche AgCom ha dato il suo via libera alla fusione Wind-3

smartphoneAnche AgCom ha dato il suo via libera alla fusione tra le due società di telecomunicazione. Secondo l’Autorità, infatti, l’unione tra le due aziende non supera i tetti previsti dall’Antitrust. Le “società partecipanti all’operazione non conseguono ricavi nel settore delle comunicazioni elettroniche superiori al 40% dei ricavi complessivi del settore”, si legge sulla delibera ufficiale.

Cosa prevede la legge di Stabilità

La legge di Bilancio 2017 prevede un riordino del sistema delle concessioni in scadenza delle frequenze. In particolare, è previsto il rinnovo anticipato delle scadenze dei diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz, “con previsione della possibilità di un pagamento anticipato forfettario”. Le licenze verranno prolungate dal 30 giugno 2018 (data di scandenza) al 2029.

Grazie a questa operazione, il Governo ha stimato un incasso pari allo 0,11% del Pil, ovverocirca 1,8 miliardi.

Perchè la Fusione Wind-3 potrebbe saltare

E’ semplice. L’anticipo del rinnovo delle scadenze, con conseguente anticipo di pagamento, imporrebbe ad Iliad un esborso da circa 300 milioni di euro (la cifra tiene conto degli altri operatori presenti sul mercato italiano). La cosa, ovviamente, non piace all’imprenditore francese Xavier Niel, numero 1 di Iliad.

Se la francese, per tutto questo, decidesse di fare un passo indietro e non entrare sul mercato italiano, salterebbe anche l’accordo di fusione Wind-3. O almeno, salterebbe l’ok della Commissione Ue, dal momento che mancherebbe il quarto operatore sul mercato italiano, alterando gli equilibri per la concorrenza.

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