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Nvidia

Perché Arm vuole Nvidia per la quotazione a New York

Arm vuole quotarsi a New York e Nvidia, la più grande azienda di microchip al mondo, potrebbe diventarne l'investitore di riferimento. Nvidia aveva già tentato di acquisire Arm, ma le autorità di regolazione si erano opposte. Tutti i dettagli.

NVIDIA, la più grande azienda di semiconduttori al mondo (ha sede in California, negli Stati Uniti), potrebbe diventare l’investitrice principale di Arm, società attiva nello stesso settore ma britannica, quando quest’ultima si quoterà alla borsa di New York, forse a settembre. Lo ha rivelato il Financial Times.

I PRECEDENTI

NVIDIA aveva già cercato di acquisire Arm l’anno scorso attraverso un’operazione da 66 miliardi di dollari, ma ha dovuto rinunciarvi per via dell’opposizione delle autorità di regolazione.

Considerata la rilevanza di Arm nell’industria globale dei microchip, la sua quotazione (IPO, in gergo: sta per “offerta pubblica iniziale”) ha creato delle preoccupazioni sulla proprietà futura e sull’indipendenza dell’azienda. Arm è attualmente controllata dalla holding giapponese SoftBank, che l’ha acquisita nel 2016 per 24 miliardi di sterline ma ora vuole ridurre la partecipazione. Oltre a NVIDIA, tra le società che potrebbero acquistare una quota rilevante di Arm durante l’offerta pubblica iniziale figura Intel, anch’essa statunitense.

LA VALUTAZIONE DI ARM

La valutazione di Arm è ancora materia di dibattito tra i potenziali investitori. Il Financial Times ha scritto che Arm punta ad avvicinarsi agli 80 miliardi di dollari, mentre lo share price voluto da NVIDIA ne fisserebbe il valore totale sui 35-40 miliardi.

Se la quotazione dovesse concretizzarsi, Arm sarà la società di maggior valore a quotarsi negli Stati Uniti da quando la casa automobilistica Rivian, verso la fine del 2021, toccò una capitalizzazione di mercato iniziale di 70 miliardi.

I PIANI DI NVIDIA, I PIANI DI ARM

Stando alle fonti del Financial Times, Arm e NVIDIA hanno contattato le autorità di regolazione statunitensi per dissipare le eventuali preoccupazioni. Il quotidiano parla non a caso di “preoccupazioni” perché nel settembre del 2020, quando NVIDIA annunciò i suoi piani per l’acquisizione di Arm, incontrò l’opposizione delle autorità della concorrenza americane ed europee: temevano che l’accordo avrebbe ristretto l’accesso alle proprietà intellettuali di Arm – presenti in quasi tutti gli smartphone e anche nelle nuove automobili – da parte delle aziende rivali di NVIDIA, oltre a fornire a quest’ultima l’accesso a informazioni sensibili dal lato della concorrenza.

NVIDIA è già cliente di Arm. Ma l’intenzione di investirvi direttamente segnala la volontà di allargare il proprio settore di business, oggi focalizzato sulle unità di elaborazione grafica (GPU), in direzione delle unità centrali di elaborazione (CPU) e fare concorrenza diretta a Intel.

Anche ad Arm farebbe comodo attirare NVIDIA, perché le permetterebbe di riposizionarsi con più facilità nel mercato dei microchip per l’intelligenza artificiale.

– Leggi anche: Ma che cos’hanno di speciale i microchip di Nvidia?

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