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Cosa sappiamo del contrabbando di chip Nvidia tra Supermicro, Alibaba e Thailandia

L'azienda thailandese Obon è sospettata di aver contrabbandato in Cina i server di Super Micro Computer, contenenti microchip Nvidia: tra gli acquirenti ci sarebbe anche Alibaba, nella "lista nera" degli Stati Uniti.

L’azienda thailandese Obon è sospettata di aver contrabbandato in Cina i server della società americana Super Micro Computer per un valore di miliardi di dollari: il traffico è rilevante anche per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, dato che i server in questione contengono i microchip avanzati di Nvidia e sembrerebbero essere stati ottenuti da Alibaba.

L’ARRESTO DEL CO-FONDATORE DI SUPER MICRO

A marzo il co-fondatore di Super Micro, Yih-Shyan Liaw, era stato arrestato con l’accusa di aver “trasferito illegalmente in Cina tecnologie statunitensi all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale”, si leggeva nel comunicato diffuso dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

IL CONTESTO, IN POCHE PAROLE

Quelli di Nvidia sono i processori più sofisticati presenti sul mercato e sono richiestissimi per l’addestramento e il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale; i cinesi, però, non possono accedere ai modelli più evoluti a causa delle restrizioni commerciali imposte dal governo americano con l’obiettivo di frenare lo sviluppo tecnologico – e conseguentemente militare – della nazione rivale.

A febbraio, peraltro, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva inserito Alibaba – uno dei maggiori colossi tecnologici della Cina, molto attivo nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale, appunto – in una lista di entità considerate vicine alle forze armate cinesi.

Stando alle ricostruzioni di Bloomberg, Alibaba avrebbe ricevuto i server di Super Micro contrabbandati da Obon per un valore di 2,5 miliardi; l’azienda ha negato di avere rapporti commerciali con Super Micro e con Obon.

COSA FA OBON: I LEGAMI CON SIAM AI E CON NVIDIA

Di Obon si conosce molto poco: si sa però che si è occupata del lancio di Siam Ai, la società che dovrebbe diventare il “campione nazionale” della Thailandia nel cloud computing, partendo da un piccolo centro dati a Bangkok dotato di dispositivi Nvidia.

Oggi Siam Ai è un’azienda a sé stante, anche se la sua relazione con Obon non è chiara. Fino almeno al maggio 2024 l’amministratore delegato di Obon era Ratanaphon Wongnapachant, nipote dell’imprenditore ed ex-primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra.

Siam Ai è stata la prima azienda in Thailandia a ricevere da Nvidia la designazione ufficiale di “Cloud Partner”. L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha anche partecipato a un evento della società a Bangkok nel dicembre 2024.

L’INTERESSE DELLE BIG TECH AMERICANE PER LA THAILANDIA

Negli ultimi anni diverse compagnie tecnologiche americane hanno puntato sulla Thailandia: Google e Microsoft, per esempio, hanno investito nell’apertura di centri dati per potenziare l’offerta di servizi di cloud computing nel paese e nell’area del Sud-est asiatico.

Oltre a essere una regione molto rilevante per la manifattura tecnologica, il Sud-est asiatico – con i suoi 675 milioni di abitanti circa – è considerato un’area dall’elevato potenziale di domanda di servizi digitali: è per questo che le due Big Tech – ma anche Amazon, con un progetto da 9 miliardi – stanno spendendo cifre miliardarie per la realizzazione di centri dati e strutture simili in Thailandia, Indonesia, Malaysia e Singapore, in particolare.

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