Innovazione

Non solo Drs, cosa farà Leonardo secondo Profumo

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Dalla quotazione di Drs risorse utili per acquisizioni, ha fatto capire Profumo (Leonardo) in un’intervista al Financial Times.

 

Con l’ipo di Drs, Leonardo non punta solo a far cassa.

Con la quotazione entro marzo della controllata americana Drs, l’ex Finmeccanica sta predisponendo una “war chest”, fondi per la guerra, risorse per “guidare il consolidamento europeo”.

È la rotta che indica l’amministratore delegato del gruppo dell’aerospazio e difesa, Alessandro Profumo, in un’intervista al Financial Times.

Profumo ha indicato al quotidiano britannico che il gruppo punta a crescere “nelle aree core in cui ha già solidi fondamentali di business”. Ft ricorda che “gli analisti stimano che il gruppo metterà sul mercato una quota tra il 20 e il 30% per almeno 3 miliardi di dollari, contro i 4 miliardi dell’intera capitalizzazione di mercato di Leonardo”.

I commenti di Profumo seguono l’annuncio del cda per il via libera al percorso di quotazione alla Borsa di New York entro marzo di Drs, acquisita nel 2008 per 5,2 miliardi di dollari.

Domani, con l’esame in cda dei conti 2020 e la pubblicazione dei risultati, sarà l’occasione per Leonardo — scrive Ft — anche per dare “maggiori dettagli sui suoi piani per il futuro”.

Tutti i dettagli.

IL PIANO DI PROFUMO DOPO LA QUOTAZIONE DI DRS

Secondo quanto scrive Ft, “Leonardo, uno dei più grandi gruppi della difesa europei, sta costruendo un ‘war chest’, una riserva di munizioni che aiuti a guidare il consolidamento europeo dopo la quotazione del suo business dell’elettronica della difesa negli Usa”.

Alessandro Profumo “ha detto che Leonardo intende giocare un ruolo nel consolidamento della difesa europea, un’ambizione di vecchia data che è stata contrastata per molti anni da interessi nazionali in competizione”. (Qui l’analisi del generale Camporini per Start sulla manovra di Leonardo su Drs).

LA VIA DEL CONSOLIDAMENTO TRA AZIENDE EUROPEE

“Per crescere — argomenta l’amministratore delegato di Leonardo — le aziende europee devono ottenere ordini per esportare battendo la concorrenza, e spesso contro aziende molto più grandi provenienti dagli Stati Uniti. A lungo termine sarà possibile solo se ci sarà un certo grado di consolidamento tra le aziende europee per avere un cambiamento di dimensioni”.

“Prevediamo — dice — che il mercato sarà più dinamico dopo il Covid”, con aziende che “si riposizionano e si consolidano in risposta alle nuove condizioni di mercato”.

Leonardo non sarebbe il primo colosso italiano a voler intraprendere la rotta del consolidamento tra aziende europee. Anche Fincantieri, gruppo della cantieristica navale, aveva tentato di percorrere questa strada con l’acquisizione dell’ex Stx France, sfumata di recente. (Fincantieri-Stx, perché questo matrimonio non s’ha da fare per il generale Arpino su Start).

IL RICAVATO DELLA VENDITA DI DRS

Ft scrive che il ricavato della vendita di Drs potrebbe anche aiutare Leonardo a ridurre un debito valutato come non-investment grade da S&P e Moody’s ed a rischio di downgrade per Fitch.

“Profumo ha chiarito che i piani del gruppo per ripristinare il rating a investment grade sono stati vanificati dalla pandemia, che ha colpito il flusso di cassa”. “Senza Covid, saremmo già in quel range”, puntualizza l’ad. Ora ci vorrà più tempo ma — sottolinea Profumo — “Leonardo è stata resiliente nel 2020 ed è ben posizionata per crescere”.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

La società ancora non da indicazioni sulla quota di Drs che andrà sul mercato e quindi neanche su quanto stima di poter incassare dall’operazione, conferma Ft. Gli analisti stimano che il gruppo venderà una quota tra il 20 e il 30 per cento per almeno 3 miliardi di dollari, contro i 4 miliardi dell’intera capitalizzazione di mercato di Leonardo.

GLI ADVISOR

È stato ufficializzato che Goldman Sachs, BofA e Jp Morgan saranno lead book-running manager e Barclays, Citigroup, Credit Suisse e Morgan Stanley agiranno come book-running manager dell’offerta. Mediobanca sarà advisor finanziario di Leonardo.

I CONTI 2020 DI DRS

Il bilancio consolidato 2020 di Drs dichiara – ha scritto Gianni Dragoni del Sole 24 Ore sabato scorso – una crescita dei ricavi da 2.714 a 2.778 milioni di dollari, dell’utile operativo da 163 a 181 milioni e dell’utile netto da 75 a 85 milioni. Il patrimonio netto è di 1.427 milioni. Drs ha un portafoglio ordini di 3.291 milioni. (Qui l’approfondimento di Start sui conti di Drs).

LE ULTIME COMMESSE

DRS fa affidamento sul Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per l’84% delle sue entrate, sottolinea il Ft.

Tra le principali acquisizioni del periodo per Leonardo DRS si segnalano gli ulteriori ordini per la produzione dei sistemi informatici di nuova generazione, denominati Mounted Family of Computer Systems (MFoCS) per i comandi di missione dell’Esercito Statunitense da 206 milioni di dollari e l’ordine per la fornitura di apparecchiature, quadri e comandi di propulsione per le navi CVN 80 e CVN 81 per la Marina degli Stati Uniti a conferma della buona performance commerciale registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.

Come ha sottolineato WashingtonTechnology, Leonardo DRS sta per diventare il quarto appaltatore del governo degli Stati Uniti a debuttare a Wall Street e il terzo a seguire il tradizionale percorso Ipo.

LA GOVERNANCE DOPO L’IPO

“Un nuovo proxy agreement entrerà in vigore con il dipartimento della Difesa statunitense per consentire a Leonardo Drs di continuare a competere e a lavorare su programmi classificati”, ha detto Leonardo.

In base all’accordo di delega (proxy agreement) con il governo degli Stati Uniti infatti, la controllata ha cda e team di gestione statunitense. In base alla “proxy” Drs è schermata da interferenze dell’azionista italiano.  Continuerà a funzionare con quella struttura anche dopo l’Ipo.

IL CASO MPS NON INFLUISCE SULLA QUOTAZIONE DI LEONARDO DRS

Infine, il quotidiano accenna anche al caso Mps e alla condanna in primo grado per Alessandro Profumo come ex presidente della banca italiana. L’ad di Leonardo ha sottolineato che questa vicenda non ha causato alcun problema per la quotazione di Drs che, comunque, ha anche una governance separata da quella della controllante italiana.

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