Innovazione

Difesa, ecco le ultime mosse di Francia e Germania su Fcas e Mgcs

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Fcas

I ministri della Difesa francese e tedesco hanno firmato un contratto di 150 milioni di euro per il dimostratore del Fcas. Nel frattempo Parigi e Berlino hanno previsto a marzo l’avvio di uno studio di architettura sul programma Mgcs 

Parigi e Berlino procedono spedite (e unite) sulla difesa. Oggi il ministro della Difesa francese, Florence Parly,  il suo omologo tedesco Annegret Kramp Karrenbauer e il segretario di Stato alla Difesa spagnolo, Angel Olivares Ramirez, hanno firmato a Parigi un contratto da 150 milioni di euro per la realizzazione dei dimostratori del Fcas. L’avvio della fase di progettazione dei dimostratori segna un passaggio importante per il progetto franco-tedesco-spagnolo del caccia di sesta genarazione Fcas (Future Air Combat System). Oltre al velivolo da combattimento, Francia e Germania avanzano anche sul progetto terrestre del carro armato del futuro. Oggi la Tribune ha rivelato infatti che anche il programma Mgcs (Main ground combat system) inizierà a breve.

SCIOLTI I NODI AL FCAS

Il progetto del Fcas può decollare. La scorsa settimana il Bundestag ha approvato infatti i fondi per il primo contratto di dimostrazione per il Fcas. Dopo mesi di turbolenze politico-industriali tra Germania e Francia, i membri del comitato del bilancio del Bundestag hanno concordato di sbloccare i fondi per 77 milioni di euro per avviare la fase 1A del programma Future Combat Air System.

UN DIMOSTRATORE NEL 2026

Per un valore di 150 milioni di euro, finanziato equamente da Parigi e Berlino, il contratto sigilla il via allo sviluppo di un primo prototipo del dispositivo futuro, che dovrebbe volare dal 2026. Il dimostratore fornirà una prima indicazione delle caratteristiche finali del caccia, che dovrebbe succedere al Rafale e all’Eurofighter nel 2040.

IL TERZO PARTNER SPAGNOLO

Importante la presenza del rappresentante della difesa spagnolo oggi. Madrid infatti ha aderito al progetto nel febbraio 2019 e sta contribuendo al programma con 2 milioni di euro e dovrebbe investire altri 45 milioni di euro nel corso dell’anno il 2020.

IL PROGETTO MGCS

Se dalla firma di oggi, Parigi e Berlino sembrano procedere spedite e in sintonia, non è propriamente così. In occasione della votazione sul finanziamento della prima fase, il Parlamento tedesco ha infatti formulato sette punti da presentare al governo di Berlino per garantire la difesa degli interessi della Germania.

Il Bundestag teme il ruolo di leadership del partner francese e intende preservare le attività industriali tedesche, anche nello sviluppo dell’altro progetto che Berlino porta avanti con Parigi: il carro armato del futuro Mgcs. A differenza del Fcas, sul carro armato è la Germania a dirigere i lavori tramite il gruppo Knds, leader europeo derivante dalla fusione della francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann (KMW).

Oggi la Tribune ha riportato che mentre i produttori (Nexter, Krauss-Maffei Wegmann e Rheinmetall) hanno presentato le loro offerte, Germania e Francia avvieranno uno studio di architettura a marzo o addirittura ad aprile 2020.

LA TABELLA DI MARCIA

Secondo una fonte del ministero della difesa francese citata da La Tribune, “gli studi inizieranno nel 2025, poi ci sarà un dimostratore tra il 2025 e il 2030 e, infine, avremo un carro armato nel 2035” per sostituire il Leclerc francese e il Leopard tedesco. La fonte ha sottolineato inoltre che “il carro armato del futuro è un progetto che sta procedendo bene”. Soprattutto perché la Germania vuole dimostrare come leader dell’MGCS che sta promuovendo questo programma in collaborazione.

LA SUDDIVISIONE DEI LAVORI

Lo studio di architettura è stato suddiviso in nove pilastri condivisi tra i tre produttori con un uguale costo e bilanciamento del carico di lavoro tra Francia e Germania: tre pilastri gestiti da Nexter, tre pilastri da Krauss-Maffei e tre pilastri per Rheinmetall.

Gli sforzi di Rheinmetall per garantire una parte del lavoro sul Mgcs hanno bloccato finora i lavori sul progetto per costruire il nuovo carro armato. Non solo, la suddivisone dei ruoli industriali tra Rheinmetall e Knds continuano a “mettere sotto presso” il Fcas. Atteggiamento intollerabile per il partner francese. Per mesi il governo di Parigi ha sollecitato il governo tedesco ad entrare rapidamente nella prima fase di sviluppo, compresa la produzione dei dimostratori.

PIÙ URGENTE IL FCAS

Per la fonte de la Tribune, “è normale che la Francia non metta la stessa intensità” sul Mgcs come sul Fcas. Da una parte è più semplice sviluppare un carro armato che un caccia e, soprattutto, i tempi di sviluppo sono molto più brevi. Da qui l’urgenza per la Francia di favorire il Fcas, la priorità del momento.

L’INTERESSE DELLA POLONIA PER IL MGCS

Nel frattempo, al progetto del carro armato franco-tedesco vorrebbe unirsi un altro paese. Durante la visita del premier Macron a Varsavia a inizio febbraio, il presidente polacco Andrzej Duda ha annunciato che la Polonia è interessata ad aderire al programma del nuovo carro armato europeo Mgcs.

Dopo il 2030, la Polonia prevede di sostituire quasi tutto l’attuale parco di carri armati. La partecipazione della Polonia al progetto aumenterebbe in modo significativo il numero di carri Mgcs progettati per essere prodotti. Come notava l’esperto Aurelio Giansiracusa su Start “i numeri previsti per la Polonia sono piuttosto consistenti perché a Varsavia la minaccia russa è assai sentita”.

VARSAVIA PREFERISCE IL PROGETTO FRANCO-TEDESCO ALL’ITALIA

La Polonia ha dunque dissipato ogni possibilità su un nuovo carro armato europeo da progettare con l’Italia, in concorrenza a quello franco-tedesco. da Alla fine dello scorso anno infatti si sono rincorse voci di una partnership italo-polacca su un nuovo carro armato, in concorrenza con il Mgcs. “Al momento non risulta assolutamente niente di ufficiale – commentava a Start Pietro Batacchi, direttore di Rid (Rivista italiana Difesa) – ma è probabile visto che per un progetto come quello di un carro associare due industrie come quella italiana e polacca è da tenere in considerazione rispetto a un progetto franco-tedesco (e forse anche spagnolo) dove gli spazi per l’industria italiana sarebbero giocoforza più limitati”. Batacchi ha ricordato che “c’erano stati colloqui in questo senso tra Italia e Polonia in passato. Ultimamente sembrava che la questione si fosse raffreddata, probabilmente adesso se ne riparla”.

Parigi e Berlino procedono dunque spediti sul Mgcs e non sappiamo se accoglieranno nel progetto la Polonia, ma ricordiamo che hanno rifiutato di accogliere le istanze di partecipazione al progetto dell’Italia.

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