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Ecco come lo Stato in Francia aiuterà Airbus, Safran, Dassault e Thales

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Un pacchetto di misure statali per l’industria aeronautica in Francia. Il governo di Parigi ha annunciato un piano da 15 miliardi di euro. Sollievo per Airbus, Safran, Dassault e Thales

 

15 miliardi di dollari per l’industria aerospaziale francese, messa a terra dall’emergenza Covid. Ieri il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha annunciato il pacchetto di salvataggio per aiutare il settore industriale duramente colpito dalla crisi del trasporto aereo. Senza questo piano, entro sei mesi sarebbero stati a rischio 100.000 posti di lavoro, “un terzo dei posti nel settore”.

Il piano del governo da 15 miliardi di euro comprende garanzie sui prestiti, sussidi salariali per i lavoratori licenziati e un fondo di investimento per le piccole imprese. Spazio anche alla ricerca: 1,5 miliardi di euro destinati al progetto del successore dell’A320, un aereo a zero emissioni di carbonio.

Commenta Bloomberg: nonostante tutti i discorsi del governo sulla creazione di nuovi velivoli più ecologici del futuro, si tratta in realtà di proteggere l’economia e l’orgoglio strategico.

AIUTO DI STATO IN FRANCIA PER FRONTEGGIARE BOEING E COMAC

Per il ministro Le Maire “bisogna evitare a tutti i costi una riduzione della competitività della nostra industria nei confronti di paesi come la Cina e gli Stati Uniti”. Le Maire ha affermato che il piano impedirebbe il declino di Airbus (la cui produzione già ridotta di un terzo). Inoltre, aiuterebbe il colosso di Tolosa a competere con il suo rivale statunitense Boeing, così come l’emergente cinese Comac, che sta minacciando il duopolio globale.

DICHIARATO LO STATO D’EMERGENZA PER L’INDUSTRIA AERONAUTICA

“Dichiariamo uno stato di emergenza per salvare la nostra industria aeronautica per consentirle di essere più competitiva” e “più decarbonizzata” producendo il “piano verde” di domani, ha annunciato Le Maire.

“Nel giro di poche settimane, le compagnie aeree mondiali sono state messe di fronte a difficoltà finanziarie e perdite di fatturato che potrebbero superare i 280 miliardi di euro nel 2020, mettendo in gioco la loro stessa sopravvivenza”, si legge nella nota del ministero dell’Economia francese.

Le aziende in tutto il settore aerospaziale e la relativa catena di approvvigionamento sono in difficoltà dal momento che gli ordini sono stati annullati e il flusso di cassa si è esaurito.

Le previsioni attuali per il trasporto aereo indicano un ritorno ai Livelli pre-crisi non prima del 2023.

IL COMPARTO AEROSPAZIALE FRANCESE

Il settore aerospaziale in Francia comprende 1.300 aziende industriali, 300.000 posti di lavoro diretti e indiretti, tra cui 35.000 ingegneri. Solo nel 2018 ha fatturato 58 miliardi di euro. Senza dimenticare il saldo commerciale positivo di 34 miliardi di euro.

INCLUSI GLI AIUTI PER AIR FRANCE-KLM

Il piano comprende l’assistenza finanziaria di sette miliardi di euro già concessa ad Air France-KLM, la cui flotta è stata quasi interamente messa a terra durante la pandemia. Ciò dovrebbe in particolare consentirgli di soddisfare l’ordine per 60 Airbus A220 e 38 A350 già pianificati.

FONDO DI INVESTIMENTO CON AIRUBS, SAFRAN, DASSUALT E THALES

Il pacchetto prevede un fondo d’investimento a partire da 500 milioni di euro con un target di 1 miliardo, pensato per incentivare lo sviluppo di fornitori di taglia media.

Come riporta La Tribune, 200 milioni saranno forniti dai quattro produttori (fino a 116 milioni di euro da Airbus, 58 milioni da Safran, 13 milioni da Dassault e 13 milioni da Thales), 200 milioni dallo Stato (attraverso la banca Bpifrance) e 100 milioni dal gestore del fondo, che resta da selezionare dopo il bando di gara.

L’aiuto fornito dallo Stato consentirà ai quattro principali responsabili di progetto di preservare al massimo i posti di lavoro in Francia.

Inoltre il ministro ha annunciato la creazione di un altro fondo da 300 milioni di euro in tre anni, per aiutare i sub-fornitori aeronautici a modernizzare i propri stabilimenti.

GLI ORDINI ANTICIPATI DALLA DIFESA

Oltre ai fondi di investimento, quest’anno il Ministero della Difesa anticiperà gli ordini di aerei militari fino a 600 milioni di euro, pari a circa il 5% del budget delle attrezzature.

Questi ordini si riferiscono in particolare a tre Airbus A330 che alla fine saranno trasformati in velivoli di rifornimento (A330 MRTT), otto elicotteri H225M Caracal, un velivolo di sorveglianza leggera e di intelligence e droni destinati alla Marina. Circa 200 milioni saranno spesi per l’acquisto di aeromobili, mentre il budget del fondo per le PMI del settore della difesa, denominato Definvest, sarà aumentato da 50 a 100 milioni di euro.

Va sottolineato che questi non sono nuovi ordini aggiuntivi, ma sono semplicemente accelerati per aiutare le aziende a superare la crisi.

1,5 MILIARDI PER LA RICERCA (DI UN AERO A EMISSIONI ZERO)

Infine, previsto anche un investimento da 1,5 miliardi in tre anni per sostenere la ricerca e realizzare un aereo a emissioni zero, con 300 milioni di euro già disponibili per quest’anno. Per il ministro della transizione ecologica, Elisabeth Borne, l’obiettivo è arrivare a “un aereo a emissioni zero nel 2035 anziché nel 2050”, con un primo dimostratore tra il 2026 e il 2028. Aggiungendo che un aereo ibrido regionale potrebbe vedere la luce entro la fine del decennio.

L’idea è di “preparare il successore dell’A320 con un velivolo che consenta un risparmio del 30% nel consumo di carburante, consentendo quindi il passaggio all’idrogeno come energia primaria”.

UN TROME L’OEIL PER LA TRIBUNE

“Quindici miliardi di euro per il settore aeronautico industriale sono molti ma rappresentano soprattutto è un magnifico trompe l’oeil”. Ha commentato il quotidiano francese La Tribune. “Dei 15 miliardi 7 sono quelli già annunciati per Air France che alla fine sono solo prestiti (da rimborsare in linea di principio), 832 milioni di ordini per la difesa hanno semplicemente accelerato i tempi, 3,5 miliardi di euro di garanzia all’esportazione saranno rimborsati in seguito dalle compagnie aeree”.

“Certo, si tratta di significativi anticipi in contanti per le aziende del settore, comprese le compagnie aeree, ma ecco a quanto ammonta l’aiuto che lo Stato mette eroga per salvare l’industria aeronautica francese: 200 milioni di euro per il fondo investimenti, 300 milioni in tre anni in un fondo per la modernizzazione delle Pmi, 1,5 miliardi di euro in tre anni per l’innovazione e misure trasversali per salvaguardare l’occupazione ancora da negoziare con il ministro del Lavoro”.

IL COMMENTO DI BLOOMBERG

Dall’altra parte dell’Oceano invece ci si chiede se sono addirittura sufficiente i 15 miliardi previsti.”Quasi la metà dell’aiuto andrà ad Air France-KLM, sotto forma di prestiti e garanzie, in cambio di una riduzione delle emissioni e dei servizi di carbonio sulle sue rotte nazionali” ha sottolineano Bloomberg. “Sebbene lo stato abbia chiesto al vettore di essere un “buon cliente” di Airbus, non si può davvero forzare una compagnia aerea a continuare a comprare aerei in una recessione guidata dalla domanda. Per quanto riguarda il resto del pacchetto, sebbene offra una qualche forma di rete di sicurezza per lavoratori e ingegneri, è improbabile che compensi la necessità di tagli. Gli analisti di Jefferies prevedono che gli ordini netti di aeromobili (ordini meno cancellazioni) su Airbus e Boeing saranno -1.500 quest’anno e zero il prossimo”.

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