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Leonardo decollerà con i primi Eurofighter per il Kuwait?

Leonardo Kuwait

Per Leonardo imminenti le prime consegne Eurofighter Typhoon per il Kuwait. Cosa dicono i report delle banche d’affari e come procede il dossier Boeing

 

Si avvicinano le prime consegne dell’Eurofighter Typhoon da parte di Leonardo per il Kuwait.

I primi due Eurofighter Typhoon destinati all’Aeronautica Militare del Kuwait (KAF) hanno effettuato il loro primo volo il 15 ottobre presso l’aerodromo dello stabilimento di Leonardo a Caselle, vicino a Torino.

Lo ha riportato AinOnline e anche Banca Akros, citando fonti accreditate.

La consegna dei primi Eurofighter Typhoon era prevista all’inizio del 2020 con completamento nel 2023 ma la pandemia ha rallentato lo stato d’avanzamento della commessa.

I due velivoli sono equipaggiati con il radar “Captor-E” a scansione elettronica sviluppato da Leonardo. Sono i “Typhoon” più avanzati dal punto di vista avionico, sottolinea Milano Finanza.

Banca Akros ha ricordato “che il contratto da 8 miliardi di euro per la fornitura di 28 jet da combattimento al Kuwait, firmato nel 2016, è il più importante mai firmato da Leonardo come prime contractor”,.

Comunque, l’istituto non si aspetta che la notizia abbia un impatto sul titolo Leonardo.

Leonardo è ancora debole a Piazza Affari, dopo la debacle del 14 ottobre provocata dalle notizie sulle forniture di pezzi difettosi alla Boeing. (Qui l’approfondimento di Start su Mps, la società al centro dello scazzo Leonardo-Boeing sui 787).

Quel giorno le azioni di Leonardo hanno lasciato sul parterre oltre il 7%, malgrado Piazza Affari abbia guadagnato punti, ha ricordato il 18 ottobre Radiocor.

Tuttavia, in settimana sia Banca Akros sia Ubs raccomandano il buy stimando il target price rispettivamente a 9,25 euro e a 9 euro.

Tutti i dettagli sulle novità per l’azienda ex Finmeccanica anche in vista della call del 4 novembre.

CONSEGNE IMMINENTI SECONDO BANCA AKROS

Imminenti le consegne per Leonardo dei primi Eurofighter Typhoon per il Kuwait.

Le consegne degli aerei erano originariamente previste a partire dal 2020, ma sono state ritardate anche a causa della pandemia da Covid-19. “Da quanto abbiamo compreso le prime consegne potrebbero essere imminenti”, ha indicato Banca Akros il 20 ottobre.

L’INCONTRO TRA I CAPI DI STATO MAGGIORE KUWAITIANO E ITALIANO

“Secondo rinomate fonti del settore — citate da Banca Akros in una nota visionata da milanofinanza.it — il Capo di Stato Maggiore della Difesa kuwaitiano, generale Sheikh Khaled Al-Saleh, ha incontrato la settimana scorsa (12/10/2021) il suo omologo italiano, il generale Enzo Vecciarelli, e la sua delegazione che lo accompagna in Kuwait. Ebbene a quanto pare lo sceicco Khaled e il generale Vecciarelli hanno detto di aver esaminato diversi dossier di interesse reciproco, in particolare le consegne dell’Eurofighter Typhoon a favore della Kuwait Air Force (KAF)”.

L’ASSEMBLAGGIO A TORINO CASELLE

Come ricorda AinOnline, “il primo Typhoon kuwaitiano ha iniziato l’assemblaggio finale nell’ottobre 2018 e i primi sette piloti kuwaitiani si sono diplomati ai corsi di addestramento al volo dell’Aeronautica Militare italiana il 5 luglio 2020.”

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Il contratto firmato dall’ex Finmeccanica nel 2016 comprende infatti forniture nei settori della logistica, del supporto operativo e dell’addestramento di equipaggi di volo e personale di terra, che saranno svolte in collaborazione con l’Aeronautica Militare Italiana.

L’accordo include anche l’aggiornamento delle infrastrutture in Kuwait necessarie all’operatività dei velivoli.

I CLIENTI DELL’EUROFIGHTER TYPHOON

Il Kuwait è diventato così l’ottavo cliente dell’Eurofighter Typhoon dopo Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Austria, Arabia Saudita e Oman, e il terzo cliente nella regione del Golfo. “Il Qatar ha successivamente firmato un accordo da 6,8 miliardi di dollari per 24 Typhoon e l’Arabia Saudita avrebbe raggiunto un accordo provvisorio per un lotto di altri 48 jet, per un costo stimato di 13 miliardi di dollari”, riporta AinOnline.

LA PARTECIPAZIONE DELL’EX FINMECCANICA AL CONSORZIO EUROFIGHTER

Al programma Eurofighter partecipano quattro Paesi (Italia, Germania, Spagna e Regno Unito). A gestirlo sul piano industriale è il Consorzio Eurofighter a cui partecipano Leonardo (con il 21%), Airbus Group e Bae Systems. Il gruppo della difesa italiano ha però una quota industriale nel programma del 36%.

RESTA LA QUESTIONE BOEING, MPS E AEROSTRUTTURE

Pertanto il 20 ottobre Banca Akros ha ribadito per Leonardo il rating buy e il target price a 9,25 euro.

Inoltre, la scorsa settimana gli analisti di Banca Akros hanno ritenuto il crollo del 14 ottobre del titolo (-7%) frutto di una reazione eccessiva. “La notizia non dovrebbe incidere sulle condizioni economiche del gruppo, mentre resta il problema reputazionale per la divisione aerostrutture” aveva riportato il 15 ottobre MF.

LA SEDUTA DEL 14 OTTOBRE

Ricordiamo che a provocare il crollo delle azioni dell’ex Finmeccanica ci ha pensato l’indiscrezione di Reuters, secondo cui sarebbe Leonardo il fornitore che ha segnalato a Boeing la fabbricazione non corretta di alcuni componenti in titanio del velivolo 787.

Il costruttore Usa ha confermato il difetto di fabbricazione segnalando di aver ricevuto una notifica da parte di un fornitore. “C’è una indagine in corso, ma abbiamo constatato che questo non rappresenta un pericolo immediato per la sicurezza della flotta attualmente in servizio”, aveva dichiarato un portavoce di Boeing.

LA POSIZIONE DELL’EX FINMECCANICA

In merito alle dichiarazioni riportate dalla stampa relative al riscontro di difetti nei componenti prodotti per il B787, Leonardo ha fatto sapere che si fa riferimento al subfornitore Manufacturing Processes Specification (MPS), qualificato anche da Boeing. Ha rimarcato quindi il gruppo italiano di fatto rimandando la palla anche nel campo del gruppo americano.

Non solo: “Il suddetto subfornitore — si legge nella nota di Leonardo — è sotto indagine da parte della magistratura per cui Leonardo risulta parte lesa e pertanto non si assumerà potenziali oneri a riguardo. Inoltre Manufacturing Processes Specification S.r.l. (Mps) non è più fornitore di Leonardo”.

LA VERTENZA DELLA DIVISIONE AEROSTRUTTURE

Tuttavia, questa notizia si è aggiunta alla già complicata vertenza di Leonardo Grottaglie.

Ricordiamo che lo stabilimento di Grottaglie, che appartiene alla divisione Aerostrutture del gruppo guidato da Alessandro Profumo, costruisce due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio per il Boeing 787.

Nello stabilimento di Grottaglie (con 1300 dipendenti diretti) il lavoro è sospeso da prima di agosto a seguito del piano di chiusura collettiva. L’11 ottobre l’azienda ha confermato che intende gestire il vuoto lavoro del prossimo anno facendo ricorso alla Cigo.

IL PARERE DEGLI ANALISTI DI UBS

Eppure, il 18 ottobre Radiocor ha riportato che “gli analisti di Ubs consigliano di acquistare le azioni (‘Buy’), per le quali stimano un target di prezzo a 9 euro. Nonostante le recenti vicissitudini, gli esperti ritengono che i target indicati dai vertici dell’azienda per fine anno siano raggiungibili, ossia di ricavi nel range di 13,8-14,3 miliardi di euro e un ebita di 1-1,125 miliardi. Anzi per Ubs tali obiettivi saranno addirittura in parte superati, con il gruppo che dovrebbe registrare un giro d’affari di 14,4 miliardi e un ebita di 1,1 miliardi”.

FOCUS SULLA DIVISIONE AEROSTRUTTURE

Secondo la banca d’affari le vicende della scorsa settimana hanno finito solo per riaccendere i riflettori sulla divisione Aerostrutture di Leonardo. Come rimarcano gli esperti, da tempo in difficoltà e ora in via di riorganizzazione.

“Del resto il gruppo, già nel primo semestre 2021, ha messo in conto di spendere fino a 100 milioni per ridurre l’organico di 500 persone e riallocare altre 500 risorse internamente” ha sottolineato la nota ripresa da Radiocor.

IN VISTA DELLA TRIMESTRALE IL 4 NOVEMBRE

Infine, è probabile che il management di Leonardo esporrà i dettagli del piano in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre.

Per Ubs, comunque, “è improbabile che le attività raggiungano il cash break prima del 2025″. La banca svizzera prevede che la divisione abbia accusato perdite per 92 milioni nei primi nove mesi del 2021, contro il rosso di 42 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. In generale Ubs prevede per il gruppo per i primi nove mesi ricavi per 9,6 miliardi e un ebita di 667 milioni, con un margine attorno al 6,9%.Il free cash flow del terzo trimestre dovrebbe essere negativo per circa 100 milioni, anche se in miglioramento”.

Inoltre le azioni — hanno sottolineato gli esperti — “potrebbero essere sostenute dalle indicazioni che il 4 novembre emergeranno nel corso della call e nel corso della quale i vertici dovrebbero far chiarezza su dossier che potrebbero liberare valore: la quotazione di Drs e la performance e ristrutturazione del business Aerostrutture civili ed in misura minore Atr”.

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