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Mps, cosa fa la società al centro dello scazzo Leonardo-Boeing sui 787

Leonardo Aerostrutture

Tutto su Mps, l’ex subfornitore di Leonardo responsabile dei problemi del 787 Dreamliner di Boeing. Qualificato anche da Boeing, l’azienda è sotto indagine da parte della magistratura: Leonardo risulta parte lesa. I conti della società pugliese

 

Seduta complicata la scorsa settimana in Borsa per Leonardo a causa dell’ex subfornitore Mps srl.

Il 14 ottobre le quotazioni dell’ex Finmeccanica sono passate in pochi minuti da 7,2 euro a 6,76 euro, con un calo del 5,8%, a seguito della indiscrezione di Reuters, secondo cui sarebbe Leonardo il fornitore che ha segnalato a Boeing la fabbricazione non corretta di alcuni componenti in titanio del velivolo 787.

Il costruttore Usa ha confermato il difetto di fabbricazione segnalando di aver ricevuto una notifica da parte di un fornitore.

“C’è una indagine in corso, ma abbiamo constatato che questo non rappresenta un pericolo immediato per la sicurezza della flotta attualmente in servizio”, ha dichiarato un portavoce di Boeing.

In merito alle dichiarazioni riportate dalla stampa relative al riscontro di difetti nei componenti prodotti per il B787, Leonardo fa sapere che si fa riferimento al subfornitore Manufacturing Processes Specification (MPS), qualificato anche da Boeing, rimarca il gruppo italiano di fatto rimandando la palla anche nel campo del gruppo americano.

Non solo: “Il suddetto subfornitore — si legge nella nota di Leonardo — è sotto indagine da parte della magistratura per cui Leonardo risulta parte lesa e pertanto non si assumerà potenziali oneri a riguardo. Inoltre Manufacturing Processes Specification S.r.l. (Mps) non è più fornitore di Leonardo”.

Non solo, in data 15 ottobre l’azienda ex Finmeccanica ha aggiunto che il subfornitore Manufacturing Processes Specification S.r.l. “non ha fornito componenti in titanio per programmi Airbus”.

Tutti i dettagli sulla società pugliese, finita in amministrazione giudiziaria la scorsa primavera.

COSA FA MPS SRL

La società, con sede a Brindisi, è attiva nel settore della componentistica aerea, fornitrice di aziende nazionali ed estere (come Boeing Italia e Leonardo).

Fondata nel 2014, Mps Srl oggi conta circa 30 dipendenti.

LEONARDO LA FRANCESE FIGEAC TRA I CLIENTI DI MPS SRL

Nel 2019 la Mps Srl ha portato avanti la produzione nel mercato aerospaziale con particolare riferimento ai clienti first tier o primary contract dei costruttori principali. Ha ottenuto tre contratti con Leonardo Aerostrutture, Figeac Francia e Leonardo Divisione Elicotteri.

ACCORDO DI PRODUZIONE PER SATELLITE DI THALES ALENIA SPACE

Inoltre, nel 2019 l’azienda pugliese ha stretto anche un nuovo accordo per la produzione dei macchinati del nuovo satellite Thales Alenia Space, commessa che diversifica la produzione.

IL PROGRAMMA ATR

Come si legge nella relazione di bilancio dell’esercizio 2019, la società Mps contava dal 2021 su nuovi contratti sul programma Atr per le parti di termoformatura del piping interno della fusoliera.

Ricordiamo che Atr è la joint venture tra Leonardo e Airbus, azienda leader nel settore dei velivoli turboelica da trasporto regionale.

A questo proposito, Leonardo ha specificato con una nota del 15 ottobre che “il subfornitore Manufacturing Processes Specification S.r.l., sotto indagine da parte della magistratura e già da tempo non più fornitore di Leonardo, non ha fornito componenti in titanio per programmi Airbus”.

IL RUOLO DI LEONARDO NEL PROGRAMMA ATR

Come ricorda il Sole 24 Ore, “per tutti gli Atr Leonardo realizza l’intera fusoliera, completamente equipaggiata, e gli impennaggi di coda verticale ed orizzontale, questi ultimi realizzati in materiale composito. La fusoliera viene costruita e assemblata nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, nei pressi di Napoli, mentre gli impennaggi di coda sono realizzati ed assemblati nello stabilimento di Foggia. Inoltre, Leonardo è responsabile delle modifiche, del supporto logistico e della realizzazione delle parti di ricambio delle componenti prodotte negli stabilimenti italiani.

LA PROPRIETÀ

Con un capitale sociale di 100.000 euro, l’azienda è controllata al 100% da Antonio Ingrosso, amministratore unico di Mps Srl.

Qualche anno fa Ingrosso ha fatto parte anche della giunta di centrosinistra del comune di Brindisi. Ma nel 2015 Ingrosso ha rassegnato al sindaco Mimmo Consales le proprie dimissioni da assessore con deleghe al Patrimonio e Casa, all’Industria e allo Sport, come raccontato da Brindisireport.

I NUMERI

La pugliese Mps Srl ha registrato nel 2019 un fatturato pari a 3.351.503 euro, in salita rispetto ai 2.916.549 euro del 2018. L’utile raddoppia a 74.440 euro (contro i 32.684 euro del 2018). I costi della produzione si attestano a 3.183.427 euro.

La società vanta un totale di immobilizzazioni materiali dal valore di 72.123 euro, ed un totale debiti di 1.592.512 euro.

L’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

A maggio 2021 il Tribunale di Brindisi ha nominato Roberto Capone amministratore giudiziario ai fini della gestione della Mps Srl e degli altri beni aziendali e non, sottoposti a sequestro preventivo.

Ma le “turbolenze” iniziano già nel 2018. La famiglia Ingrosso possiede anche la società Processi Speciali che — con sentenza n° 41 del 15/11/2018 del tribunale fallimentare di Brindisi — è stata dichiarata fallita.

Anche Processi Speciali, come Mps Srl, è attiva nel settore della componentistica aerea, fornitrice di aziende nazionali ed estere.

Come rilevava nel 2019 Alfio Zaurito, segretario generale Uilm Brindisi in una nota ripresa da Bridisitime, “siccome la stessa ha affittato un ramo d’azienda alla Mps di proprietà [sempre] di Antonio Ingrosso, i dipendenti sono passati in quest’ultima società”. “Da anni ormai i dipendenti subivano ritardi di stipendi in Processi speciali ed addirittura sono dovuti ricorrere all’insinuazione al passivo per il credito di 3 mensilità mai versate da Processi Speciali, ma pur cambiando casacca sembra che i problemi rimangano gli stessi” lamentava il sindacalista Uil.

ARRESTI E SEQUESTRO PER MPS SRL

Da qui arriviamo allo scorso maggio quando il gip del tribunale di Brindisi Maurizio Saso ha emesso il mandato di arresto per Antonio Ingrosso e Flavio Elia. Scattati i domiciliari invece per Vincenzo Ingrosso, padre di Antonio.

In quell’occasione il Tribunale ha posto sotto sequestro le due società di cui sopra: la Processi Speciali srl — dichiarata fallita nel 2018 — e la Mps. srl. Le indagini sono state condotte da militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza coordinate dal procuratore aggiunto di Brindisi, Antonio Negro.

I REATI ACCERTATI

Come riporta Repubblica, “a quanto accertato vi sarebbe stata la distrazione, in danno dello Stato e dei creditori, di denaro e beni per oltre 4,5 milioni di euro. Due degli indagati avrebbero anche sottratto al patrimonio della ditta fallita due immobili per un valore di 410.000 euro. E ottenuto dal Mise una erogazione pubblica di 500.000 mila euro come microcredito. È stato quindi disposto il sequestro preventivo per equivalente di una somma pari a quella concessa dallo Stato”.

“Non solo, — sottolinea Leccenews24 — anche il completo svuotamento del complesso aziendale della fallita Processi Speciali Srl, poco prima del dissesto, in favore della nuova società Mps Srl, peraltro avente una compagine sociale analoga alla prima, mediante due contratti di fitto d’azienda mai finanziariamente onorati”.

GLI OBIETTIVI DELLA UILM PER I DIPENDENTI

Nel frattempo, la Uilm di Brindisi è a lavoro per accertarsi il futuro dei 35 dipendenti di Mps (12 impiegati e 23 operai).

Come riporta BrindisiReport, lo scorso 27 maggio la Uilm di Brindisi, unitamente ad una rappresentanza di lavoratori, ha incontrato l’amministratore giudiziario nominato dalla Procura di Brindisi per Mps, Roberto Capone coadiuvato da Giuseppe Greco, per essere delucidati su quale futuro si intravede per i dipendenti.

I due professionisti nominati dal Tribunale di Brindisi avevano assicurato che la retribuzione sarebbe partita non appena ci sarà lo sblocco dei conti correnti, che adesso risultano sotto sequestro. Inoltre Capone e Greco avrebbero contattato sia i clienti che i fornitori per cercare di proseguire l’attività imprenditoriale garantendo la prosecuzione dell’attività in regime di amministrazione giudiziaria.

“Sarà cura del sindacato comprendere se dopo il 26 giugno 2021 — concludeva la nota della Uilm dello scorso maggio —, data in cui scade la cassa integrazione, gli amministratori avranno in casa commesse per garantire la ripresa di tutte le maestranze o si dovrà ricorrere ad ulteriori ammortizzatori sociali, rimane quindi una incognita dettata dal mercato ed anche alla riacquisizione delle certificazioni necessarie, in quanto sembra che la Mps non avesse più, ma che risultano indispensabili per il settore aeronautico, cioè quello di maggior interesse per la ex Processi speciali”.

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