Innovazione

Le Startup biomedicali tagliano i costi sanitari

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Risolvono il problema delle liste d’attesa, monitorano h24 i pazienti e tagliano i costi del servizio sanitario nazionale: ecco le idee delle startup biomedicali che rivoluzionano la medicina

Diagnosi veloce, storia clinica completa e monitoraggio h24: la tecnologia, lo sappiamo, rivoluziona la Sanità. La medicina di oggi è di precisione e smart, ma anche economica: alcune startup biomedicali hanno dato vita a dispositivi che potrebbero tagliare (non di poco) i costi della sanità. Il Sistema Sanitario nazionale potrebbe risparmiare davvero tanto una volta che le idee ora in fase di test o di costruzione vengano lanciate sul mercato.

 

Startup biomedicaliFacciamo qualche esempio pratico di startup biomedicali che contribuiscono a tagliare i costi della sanità. Biotechware nata nel 2011 da un’idea di Alessandro Sappia ed Enrico Manzini, due laureati in ingegneria informatica presso il Politecnico di Torino, ha progettato e sviluppato un nuovo sistema di elettrocardiografia. Il prodotto di punta è CardioPad Pro, un dispositivo portatile per la registrazione professionale di elettrocardiogrammi a distanza (ECG). L’innovazione aiuta la prevenzione ed elimina il problema delle liste di attesa: si può fare l’elettrocardiogramma anche in farmacia. Il sistema (hardware e software) effettua registrazioni professionali di ECG e, sfruttando una piattaforma cloud, permette di memorizzare, archiviare ed elaborare più velocemente i dati, che vengono analizzati dal servizio di refertazione Biotechware che, avvalendosi di una squadra di cardiologi selezionati e qualificati, fornisce l’esito in poco tempo. Grazie a questo dispositivo, lo Stato potrebbe risparmiare 30 milioni di euro circa, dal momento che un elettrocardiografia costa allo stato una cifra compresa tra i 3 e gli 8 euro.

 

Startup biomedicaliTra le startup biomedicali, Cellply, ha dato vita ad un sistema che predice, prelevando un campione tessutale del paziente, quale sia il farmaco che meglio agirà contro la malattia del paziente. Il sistemaè specializzato in ambito oncologico. “L’individuazione immediata del farmaco più efficace fa risparmiare circa 120.000 euro per persona, cifra media stanziata su base annua per ogni paziente oncologico. Per arrivare al farmaco più adatto, infatti, si devono spesso provare per mesi terapie diverse. Senza parlare dell’ospedalizzazione, necessaria se si sceglie di utilizzare ad esempio la chemioterapia: si arriva ai 1.000-1.500 euro spesi dal Sistema sanitario nazionale per ogni giorno di degenza del malato oncologico. E le degenza, di media, dura dai 10 ai 30 giorni”, ha spiegato Massimo Bocchi, ceo dell’azienda.

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Garantisce un risparmio importante al sistema sanitario anche la startup Niso Biomed, il cui dispositivo, Endofaster, permette di effettuare in soli 60 secondi un test  molto accurato all’ureasi del succo gastrico. Anche se in pochissimo tempo, però, il test garantisce un’affidabilità massima ed è paragonabile a sei istologie per il livello di mappatura garantita.

Startup biomedicali: non solo risparmio

I nuovi dispositivi tecnologici non solo contribuiscono a ingenti risparmi del sistema sanitario, cosa più importante aiutano la cura e la prevenzione. Gli smartwach che monitorano il battito cardiaco e le app per il tele-monitoraggio dei malati di cuore, contribuiranno, secondo l’Unione Europea, ad un aumento della sopravvivenza del 15%.

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