Innovazione

La mappa regionale delle startup innovative

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Startup innovative

Numeri, tendenze e confronti della 15ª edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Mise in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere

Basilicata, Sardegna e Calabria in testa nella classificazione delle regioni in cui svettano le nuove startup costituite in maniera del tutto digitale. E Milano si conferma comunque il principale polo per le startup innovative italiane.

IL RAPPORTO TRIMESTRALE

Sono alcuni degli aspetti salienti che emergono dalla 15ª edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal MISE, in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere.

I NUMERI

Al 31 marzo 2020 sono 2.942 le startup innovative avviate grazie a una modalità di costituzione digitale e gratuita, una crescita di 215 unità rispetto al dato registrato alla passata rilevazione (fine dicembre 2019).

LA NOTA DI INFOCAMERE

“Grazie a questa misura, operativa a partire dal luglio del 2016, gli imprenditori innovativi italiani possono costituire la propria startup secondo una modalità interamente digitalizzata, con il supporto tecnico della propria Camera di Commercio (CCIAA) o in totale autonomia”, si legge in una nota di Infocamere.

I DETTAGLI

L’esenzione dall’atto notarile consente un risparmio medio sui costi d’avvio stimato in circa 2mila euro.

GLI ASPETTI SALIENTI

Oltre a descrivere la distribuzione territoriale del fenomeno, il Rapporto si concentra su due aspetti di particolare interesse: il tasso d’adozione della modalità online sul totale delle imprese di nuova costituzione, e la durata media delle pratiche.

• Tasso d’adozione: la modalità online è stata scelta da circa un terzo delle startup innovative costituite in Italia nell’ultimo anno, in lieve ribasso nel primo trimestre 2020 (32,7%, rispetto al 35,8% degli ultimi 12 mesi).

Tuttavia, la variabilità territoriale è molto elevata, con notevoli scostamenti rispetto al dato nazionale. Paradigmatico il caso della Basilicata, della Sardegna e della Calabria, in cui più del 50% delle startup innovative ha optato per la modalità online.

Compaiono invece nella parte bassa della graduatoria Piemonte, Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta.

• Durata delle pratiche: altro indicatore per cui si riscontrano variazioni significative a livello territoriale è il tempo medio d’attesa tra la costituzione e l’iscrizione dell’azienda nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle startup innovative, fase che richiede una verifica dei requisiti da parte della CCIAA competente. In media una startup innovativa costituita online attende poco più di un mese per ottenere l’iscrizione nella sezione speciale, mentre nell’ultimo anno i tempi di attesa medi si sono ridotti a circa 25 giorni.

La nuova modalità è diffusa sull’intero territorio nazionale, con una forte presenza in tre regioni – Lombardia (27,4%), Lazio (11%) e Veneto (10,8%) – che ospitano insieme quasi il 50% delle startup costituite online.

Milano si conferma il principale polo per le startup innovative italiane, rappresentando da sola il 17,1% di tutte le aziende create digitalmente.

Il rapporto completo. 

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