Innovazione

Come andavano le startup innovative prima della pandemia. Report Infocamere

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Numeri, tendenze e confronti sulle startup innovative secondo il report di monitoraggio trimestrale a cura di Infocamere

Come andavano le startup innovative prima della pandemia?

A questa domanda risponde di fatto la nuova edizione del report di monitoraggio trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative.

Il rapporto, che presenta dati aggiornati al 31 marzo 2020, è frutto della collaborazione tra Mise (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio (Unioncamere).

Il rapporto offre una vasta panoramica sul mondo delle startup, a quasi otto anni dall’introduzione della policy dedicata (d.l. 179/2012), e costituisce uno dei pilastri dell’esteso sistema di monitoraggio curato dal Mise.

Queste le principali informazioni contenute nel rapporto, secondo una nota per la stampa:

  • Crescita della popolazione: le startup iscritte si assestano ormai stabilmente sopra quota 10mila. Al 31 marzo 2020 se ne contano 11.206, il 3,1% di tutte le società di capitali di recente costituzione.
  • Distribuzione territoriale: la Lombardia ospita poco più di un quarto di tutte le startup italiane (27,1%). La sola provincia di Milano, con 2.198, rappresenta il 19,6% della popolazione, più di qualsiasi altra regione: solo il Lazio supera quota mille, in gran parte localizzate a Roma (1.147, 10,2% nazionale). Tuttavia, la regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, dove circa il 5,3% di tutte le società costituite negli ultimi 5 anni è una startup.
  • Forza lavoro: le startup impiegano complessivamente più di 65 mila persone, almeno 50 mila delle quali sono soci di capitale dell’azienda. Elevata la rappresentazione di imprese fondate da under-35 (il 17,5% del totale), mentre risultano sottorappresentate le imprese femminili: 13,3%, contro un 21,8% registrato nel complesso delle società di capitali.
  • Fatturato: le startup innovative sono soprattutto micro-imprese, vantando un valore della produzione medio di poco inferiore a 169 mila euro. Ciò è anche dovuto al ricambio costante cui è soggetta questa popolazione: per definizione, le imprese “best-performer”, più consolidate per età e fatturato, tendono progressivamente a perdere lo status di startup innovativa.
  • Investimenti e redditività: come fisiologico, le startup innovative mostrano un’incidenza più elevata della media di società in perdita (51,9% contro 32,4% complessivo). Tuttavia, le società in utile mostrano valori particolarmente positivi in termini di redditività (ROI, ROE) e valore aggiunto. Inoltre, le startup innovative presentano un tasso di immobilizzazioni – uno dei principali indicatori della propensione a investire delle aziende – di circa sette volte più elevato rispetto alle altre aziende comparabili.

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