Gli smartphone pieghevoli sono la croce e le delizia dei produttori che hanno deciso di investirci massicciamente, rappresentando una notevole sfida ingegneristica per motivi così lampanti sui quali non è necessario soffermarsi: nel caso di Apple, però, l’iPhone pieghevole (noto anche come iPhone Fold o iPhone Ultra) pare assumere via via le fattezze dell’ennesima opera incompiuta, un po’ come l’auto elettrica recentemente – e saggiamente data la direzione intrapresa dal mercato delle vetture alla spina – cancellata.
COSA SAPPIAMO SULL’I-PHONE PIEGHEVOLE
Nelle ultime settimane si erano diffuse voci di corridoio circa una presentazione ormai imminente, tra i grandi annunci che Cupertino dovrebbe fare per festeggiare il proprio 50esimo anniversario. Di un iPhone pieghevole in verità si parla ormai dal lontano 2017 dunque i rinvii relativi a questo prodotto non sono certo una novità.
LE INDISCREZIONI DI NIKKEI PESANO SUL TITOLO
A dare corpo a ipotesi in tal senso una fonte autorevole come Nikkei, che cita problemi emersi durante i test ingegneristici che avrebbero ulteriormente rallentato quest’ultima fase, con la commercializzazione destinata a slittare 2027. La notizia ha alimentato una certa volatilità del titolo, con perdite in Borsa fino al 5,1% prima di iniziare il rimbalzo.
Rimbalzo dovuto pure all’articolo di tutt’altro segno giunto nel mentre da Bloomberg: secondo Mark Gurman, uno dei giornalisti più vicini al mondo Apple, il device sarà presentato nella seconda parte dell’anno, insieme a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max per arrivare come da tradizione nei negozi circa una settimana dopo l’evento. Insomma, il Fold o Ultra dovrebbe debuttare subito dopo l’estate.
Tuttavia benché l’articolo smentisca quanto riportato dal Nikkei, lo stesso Gurman precisa che le tempistiche in questo preciso momento non possono essere considerate definitive. Dato che entrambe le testate concordano almeno sulla sua esistenza, dovrebbe ormai essere pacifico che l’iPhone pieghevole presto o tardi si vedrà ed è nella pipeline della Big Tech statunitense.
L’INCOGNITA DEL PREZZO
Apple, reduce della recente batosta del visore per la realtà aumentata, ha davanti a sé altri ostacoli, a iniziare dal prezzo che secondo voci di corridoio si aggirerebbe attorno a 2mila dollari. Com’è noto, la platea di Cupertino è selezionata e i fan hanno dimostrato anche in passato un attaccamento tale al marchio da non farsi scoraggiare da prezzi di listino apparentemente fuori mercato, tuttavia esaurita la spinta propulsiva dello zoccolo duro di appassionati questo limite potrebbe frenare fortemente l’espansione sul mercato. Anche perché, nel caso in cui la crisi delle Ram dovesse perdurare, sarà difficile procedere con successivi tagli, che scontenterebbero peraltro chi è corso ad acquistarlo al day one.







