Google è in trattative con SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, per possibili lanci futuri legati a Project Suncatcher (letteralmente: “Acchiappasole”), il suo progetto sui centri dati orbitali.
QUAL È IL VANTAGGIO DEI CENTRI DATI NELLO SPAZIO?
La collocazione di data center nello spazio, nell’orbita terrestre, è teoricamente vantaggiosa perché permetterebbe di risolvere due dei problemi principali di queste strutture: i grandi consumi d’acqua per il raffreddamento e di elettricità per il funzionamento generale. Nello spazio, invece, il calore potrebbe venire dissipato nel vuoto tramite radiazioni infrarosse, mentre il fabbisogno energetico potrebbe venire soddisfatto dalla luce solare quasi continua.
D’altra parte, si tratta di una soluzione complessa da realizzare nella pratica, oltre che molto costosa.
COSA SAPPIAMO DEL PROJECT SUNCATCHER DI GOOGLE
Il Project Suncatcher di Google consiste in una rete orbitale di satelliti alimentati a energia solare e dotati di Tensor Processing Unit, una tipologia di microprocessori progettata per eseguire rapidamente i calcoli nei modelli di intelligenza artificiale. Il primo lancio dovrebbe avvenire nel 2027, in collaborazione con l’azienda satellitare californiana Planet Labs.
ANCHE SPACEX PUNTA AI DATA CENTER NELL’ORBITA
Lo sviluppo di data center nell’orbita terrestre è uno dei temi su cui SpaceX sta puntando maggiormente con gli investitori, in vista dell’offerta pubblica iniziale prevista per quest’estate.
A questo proposito, la settimana scorsa SpaceX ha stretto un accordo con la startup di intelligenza artificiale Anthropic per concederle l’utilizzo della capacità di calcolo del “supercomputer” Colossus 1 e per lavorare insieme allo sviluppo di centri dati orbitali per diversi gigawatt di capacità.
BLUE ORIGIN DI BEZOS NON VUOLE RESTARE INDIETRO
A puntare sui data center nello spazio è anche la startup californiana Starcloud, specializzata nella loro realizzazione e messa in orbita, ma soprattutto la rivale principale di SpaceX: Blue Origin, la società aerospaziale di Jeff Bezos.
Lo scorso marzo Blue Origin ha richiesto l’autorizzazione alle autorità statunitensi per lo sviluppo di Project Sunrise, una costellazione di oltre 50.000 satelliti per l’offerta di servizi di calcolo dall’orbita terrestre, alimentati a energia solare. Il primo lancio dovrebbe avvenire nel 2027.
E META?
Anche Meta, la compagnia tecnologica proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, guarda allo spazio: il mese scorso, infatti, ha firmato un accordo con Overview Energy per alimentare dall’orbita i suoi centri dati sulla Terra.
Overview Energy sta sviluppando un sistema satellitare per raccogliere energia solare nello spazio e inviarla agli impianti fotovoltaici sulla Terra in forma di fascio di luce nel vicino infrarosso a bassa intensità: in questo modo, i pannelli solari potranno generare elettricità in maniera continuativa. Il sistema dovrebbe raggiungere la fase commerciale nel 2030 e fornire a Meta fino a 1 GW di capacità.




