Innovazione

Francia contro Google. Ecco come il governo di Parigi punterà su Qwant

di

Francia

Che cosa sta escogitando la Francia per favorire (anche con la Cdp francese) il motore franco-tedesco di ricerca Qwant a discapito di Google

Ci risiamo. A fine 2019 avevamo lasciato Google alle prese con l’ira degli editori francesi per la direttiva europea sul copyright e una multa inflitta dall’autorità francese per la concorrenza. Adesso il governo di Parigi intende rimpiazzare Big G come motore di ricerca predefinito degli uffici governativi. I computer del governo francese devono adottare il motore di ricerca Qwant come browser predefinito. Si teme infatti che Google non protegga sufficientemente la privacy dei dati.

IL MOTORE DI RICERCA QWANT

Fondato nel 2013, Qwant è un motore di ricerca crittografato franco-tedesco che funziona allo stesso modo di Google ma non salva registri e pone una forte enfasi sulla privacy degli utenti.

Qwant è una sorta di Davide contro il gigante di Mountain View con una media stimata di 21 milioni di ricerche mensili rispetto a 3,5 miliardi di Google al giorno.

Secondo il quotidiano Libération, una nota del 7 gennaio ha stabilito il passaggio a Qwant in tutti i ministeri francesi.

Qwant afferma di catturare il 4% delle ricerche su Internet in Francia, ma istituti indipendenti hanno aumentato la probabilità dell’1%.

PERCHÉ LA FRANCIA SOSTITUIRÀ GOOGLE NEGLI UFFICI GOVERNATIVI

Qwant è “l’unico (motore di ricerca) in grado di rispondere ai requisiti del governo”, ha dichiarato recentemente il ministro dell’Economia digitale Cédric O.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente parlato dell’importanza della sovranità dei dati, affermando: “Se non regoliamo Internet, corriamo il rischio di sconvolgere i fondamenti della democrazia”.

RICAPITALIZZAZIONE PER QWANT

Il cambio dovrebbe avvenire entro il 30 aprile. Secondo l’AFP, il motore di ricerca sarà anche ricapitalizzato dalla francese Caisse des Depots e dal gruppo tedesco Axel Springer, che insieme detengono il 35% di Qwant. Tuttavia, la cifra precisa non è stata divulgata.

Il denaro extra arriva dopo una serie di perdite di Qwant: 11,2 milioni di euro nel 2018 e 10 milioni di euro l’anno precedente.

LA GUERRA FRANCESE A BIG G

Altra batosta dalla Francia per Google? Prima gli editori francesi hanno ingaggiato una battaglia contro il colosso tecnologico accusandolo di aggirare la direttiva europea sul copyright entrata in vigore in Francia lo scorso 24 ottobre. Poi a fine dicembre l’autorità francese per la concorrenza ha inflitto una multa da 150 milioni di euro contro Big G per abuso di posizione dominante sul mercato della pubblicità per la ricerca online. Ora, come se non bastasse, il motore di ricerca numero uno al mondo viene spodestato dai pc dei funzionari francesi.

LA SPADA DI DAMOCLE DELLA DIGITAL TAX

Nel frattempo, sullo sfondo Francia e Stati Uniti stanno discutendo sulla tassazione delle società digitali. Martedì scorso il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha fatto sapere che i due paesi si sono concessi 15 giorni per risolvere la disputa.

Trump e Macron si stanno scontrando sulla decisione francese di imporre una tassa del 3% sulle vendite generate da aziende tecnologiche nel paese. Parigi è dell’opinione che i giganti della tecnologia paghino una tassa sulle società troppo piccola o inconsistente se non hanno una sede fisica. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno sostenuto che la digital tax discrimina le società statunitensi, come Google appunto, minacciando di imporre tariffe fino al 100% sulle importazioni francesi.

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