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Fincantieri, Iveco e non solo. Ecco le aziende che vogliono Oto Melara da Leonardo

Rheinmetall Oto Melara

Opzione congiunta di Fincantieri e Knds sull’ex Oto Melara di Leonardo? Ma ci sono altri player industriali italiani interessati. Come Iveco Defence Vehicles, partner di Oto Melara nei sistemi terrestri attraverso il Cio, secondo Banca Akros. Tutte le novità

 

Offerta congiunta Fincantieri e Knds per l’ex Oto Melara di Leonardo?

“È l’ultima indiscrezione di stampa secondo cui l’italiana Fincantieri, interessata al business navale di Oto Melara e ai siluri prodotti da Wass, e la franco tedesca Knds, interessata alle attività terrestri di Oto Melara, potrebbero presentare un’offerta congiunta per le due società che il gruppo della difesa guidato da Alessandro Profumo intende cedere” riporta oggi MF.

E Knds non sarebbe nemmeno l’unico player europeo interessato alla BU Sistemi di Difesa (Sdi) di Leonardo. Ci sono anche la tedesca Rheinmetall (come aveva riportato qua Start) e, in secondo piano, gli inglesi di Bae Systems, ha segnalato La Stampa.

Finora, Profumo ha rifiutato di commentare la possibile cessione di Oto Melara.

Oto Melara e Wass, che producono rispettivamente cannoni navali e siluri, impiegano più di 1.500 lavoratori in quattro stabilimenti italiani (La Spezia, Brescia, Livorno e Pozzuoli). Dal 2016 fanno parte entrambe della divisione Sistemi di difesa di Leonardo. Il giro d’affari della divisione è di circa 550 milioni di euro.

Nel frattempo, occhi del governo puntati sulla vicenda della Bu Sistemi Difesa di Leonardo. “L’obiettivo è lavorare al mantenimento di un presidio nazionale a aperto alla cooperazione industriale europea” ha dichiarato ieri il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

“Stiamo tenendo colloqui con Leonardo e con altri attori industriali italiani che potrebbero essere interessati” ha rivelato Guerini. Oltre a Fincantieri, secondo Banca Akros il riferimento è a Iveco Defence Vehicles, partner di Oto Melara nei sistemi terrestri attraverso il Cio.

Tutti i dettagli.

LA TRATTATIVA DI KNDS

Secondo le fonti stampa il consorzio franco-tedesco Knds ha presentato a Leonardo un’offerta per acquistare Oto Melara di circa 650 milioni di euro. Cifra che farebbe comodo in questo momento al colosso guidato da Alessandro Profumo: pari infatti all’esborso necessario per il closing dell’acquisizione del 25% della tedesca Hensoldt.

L’OFFERTA DI FINCANTIERI

Secondo Repubblica l’offerta di Knds come “più consistente” di quella di Fincantieri, e ha detto che vale fino a tre volte di più. “Ipotesi che fonti ben informate sentite da Analisi Difesa hanno smentito”, ha scritto il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani. “Knds avrebbe offerto per entrambi gli asset 650/700 milioni di euro (sulla base di un fatturato stimato per i due asset superiore a 550 milioni con una marginalità intorno al 10%, il prezzo offerto implica un multiplo oltre 10 volte, superiore a quello a cui tratta Leonardo) e Fincantieri 200 milioni in meno (450 milioni)” riporta MF.

“Fincantieri, che non ha fatto commenti, avrebbe necessità di un aumento di capitale per fare un’offerta” ha sottolineato sabato il Sole 24 Ore.

“Se c’è un tema di fondi e di investimenti” ha commentato a La Verità lo storico Giulio Sapelli, “basterebbe chiamare a raccolta Cassa depositi e prestiti ed effettuare un aumento di capitale”.

SOLUZIONE CONGIUNTA DEL GRUPPO DI TRIESTE CON IL CONSORZIO FRANCO-TEDESCO?

Ma oggi emerge una novità: si parla di offerta congiunta tra il gruppo cantieristico guidato da Giuseppe Bono e il consorzio franco-tedesco.

Fincantieri punterebbe così al business navale di Oto Melara e ai siluri prodotti da Wass, e Knds alle attività terrestri di Oto Melara.

“Una soluzione win win” rimarca MF. “Infatti, consentirebbe di mantenere un presidio nazionale sui due asset e al tempo stesso consentirebbe un maggior coinvolgimento dell’Italia nei programmi di sviluppo della difesa europea in particolare, il programma del nuovo carro europeo MGCS, con ricadute positive su Leonardo in termini di maggiori volumi nel business dell’elettronica”.

“Inoltre, una soluzione congiunta potrebbe essere ideale per Fincantieri sia per ridurre l’impegno economico richiesto, alla luce dell’obiettivo di de-leverage nei prossimi anni, sia per rafforzare un’intesa europea sulla difesa che potrebbe in futuro coinvolgere anche ThyssenKrupp Marine Systems, di cui si è spesso parlato in passato” sottolinea Milano Finanza.

IL RIFERIMENTO DEL MINISTRO GUERINI AD ALTRI ATTORI INDUSTRIALI ITALIANI

Ma sulla vicenda del futuro della divisione Sistemi di Difesa di Leonardo (Oto Melara e Wass) sono in allerta sindacati e politici.

Tanto che ieri lo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è impegnato a mantenere Oto Melara e Wass in mani italiane.

“Per noi è molto importante, perché la divisione offre prodotti di assoluta eccellenza, di fama internazionale. Il governo è molto attento; il controllo italiano su questi asset non deve svanire (…) stiamo tenendo colloqui con Leonardo e con altri attori industriali italiani che potrebbero essere interessati” ha riferito Guerini.

PER BANCA AKROS ANCHE IVECO DEFENCE VEHICLES OLTRE FINCANTIERI INTERESSATA A OTO MELARA

“Ebbene, quando Guerini parla di altri attori industriali italiani, Banca Akros tende a pensare a Fincantieri, ma anche a Cnh Industrial/Iveco Group/Iveco Defence Vehicles, partner di Oto Melara nei sistemi terrestri attraverso il Consorzio Iveco Oto Melara (CIO)” riporta MF.

Oltre a essere un soggetto italiano “Iveco Defense ha un altro punto di forza: opera in consorzio con Oto Melara per i programmi già finanziati dall’Esercito” ricordava la settimana scorsa Repubblica. Nel 1985 Oto Melara è entrata a far parte di un consorzio paritetico con l’Iveco, formando l’attuale Cio Iveco-Oto Melara, capofila dell’industria negli armamenti terrestri.

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