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Leonardo, ecco perché il governo spingerà per Oto Melara a Fincantieri

Fincantieri Navantia

Che cosa auspica il governo e cosa si dice nella maggioranza che sostiene l’esecutivo Draghi sulla cessione di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo

 

Leonardo prossima alla cessione di Oto Melara, storico produttore di cannoni e mezzi corazzati, e Wass, che costruisce siluri e droni subaquei, entrambe confluite nella divisione Sistemi di Difesa dell’ex Finmeccanica nel 2016.

Da diverse settimane si rincorrono le voci di una possibile vendita dell’ex Oto Melara a Fincantieri, per quando riguarda il settore delle produzioni navali, e ad un complesso francotedesco per la parte terrestre.

Secondo fonti stampa, già da quest’estate Fincantieri era in trattative con Leonardo per l’acquisto di Oto Melara, con l’obiettivo di dare vita a un rafforzamento di un polo industriale.

Ma la partita per l’acquisizione della divisione Sistemi di Difesa di Leonardo valica i confini nazionali e la trattativa si allarga oltre le due partecipate statali.

Anche il consorzio franco-tedesco Knds ha presentato a Leonardo un’offerta per acquistare Oto Melara.

Lo ha riportato venerdì scorso Repubblica che ha spiegato come sul piatto sia stato messo “non solo il mantenimento della piena occupazione, ma anche l’ingresso del nostro Paese nel progetto per il nuovo carro armato lanciato da Macron e Merkel”. Ovvero “l’euro-tank Mgcs, che ambisce a essere protagonista di un mercato da oltre undici miliardi di euro”.

Secondo quanto risulta al quotidiano, il presidente francese Emmanuel Macron ne ha già parlato a Mario Draghi.

Ma il consorzio Knds non è l’unico player europeo che vorrebbe mettere le mani sulla BU Sistemi di Difesa (Sdi) di Leonardo. Ci sono anche la tedesca Rheinmetall (come aveva riportato qua Start) e, in secondo piano, gli inglesi di Bae Systems, scrive oggi La Stampa.

Finora, l’ad di Leonardo Alessandro Profumo ha rifiutato di commentare la possibile cessione di Oto Melara. Nel frattempo, Repubblica ha descritto l’offerta di Knds come “più consistente” di quella di Fincantieri, e ha detto che vale fino a tre volte di più.

“Ipotesi che fonti ben informate sentite da Analisi Difesa hanno smentito”, ha scritto il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani.

“Knds avrebbe offerto per entrambi gli asset 650/700 milioni di euro (sulla base di un fatturato stimato per i due asset superiore a 550 milioni con una marginalità intorno al 10%, il prezzo offerto implica un multiplo oltre 10 volte, superiore a quello a cui tratta Leonardo) e Fincantieri 200 milioni in meno (450 milioni)” riporta oggi MF.

Fronte unito contro la vendita estera quello dei sindacati, secondo cui cedere la divisione Sdi a soggetti europei significherebbe perdere “un settore altamente strategico, tra i principali fornitori delle forze armate italiane” che impiega tra diretti e indiretti 1500 lavoratori a La Spezia.

E il governo Draghi studia anche ipotesi alternative.

La politica spinge infatti per una soluzione che consenta a un’azienda strategica come Oto Melara di restare in mani “italiane e pubbliche”.

Ieri a Sky Tg24 Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa in quota Forza Italia, si è espresso a favore della vendita a Fincantieri per “dare quella spinta che eviti ad un’azienda nazionale e strategica di finire in mano franco-tedesche”. Ferma opposizione alla vendita all’estero di Oto Melara anche da parte del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Deve restare italiana”.

Tutti i dettagli sulle posizioni dei principali partiti, da Lega al Partito Democratico, da Forza Italia a Italia Viva fino a Coraggio Italia.

LA POSIZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA MULÈ (FORZA ITALIA)

“L’Italia deve insistere per creare un polo industriale e ingegneristico di difesa pronto ad assumersi la leadership in Europa: l’occasione è dietro l’angolo con la vendita della ex Oto Melara che Fincantieri è in grado di rilevare ipotizzando anche l’intervento di Cassa depositi e prestiti”, ha rimarcato ieri il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, in un’intervista a Sky Tg24.

Mulè ha aggiunto che in questo modo “si può dare quella spinta che eviti ad un’azienda nazionale e strategica di finire in mano franco-tedesche stimolando nello stesso tempo la nascita di questo polo di interesse nazionale nel campo della difesa”.

FORZA ITALIA SPINGE PER FINCANTIERI

E proprio Forza Italia ha sostenuto la posizione espressa dal Sottosegretario alla Difesa Mulè sul dossier che riguarda Oto Melara e Wass.

“Siamo assolutamente convinti che sia prioritario preservarne l’Italianità in una prospettiva europea”, ha dichiarato Maria Tripodi capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa a Montecitorio che aggiunge: “Rimango stupita di come si possa pensare ad una cessione di un patrimonio strategico nazionale a gruppi stranieri, occorre invece agire in modo opposto e fare sinergia in primis con player industriali nazionali come Fincantieri e prevedere la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti per dare al comparto della Difesa nazionale un respiro europeo, come i tempi richiedono.

“È fortemente auspicabile che Oto Melara rimanga in mani italiane con il perfezionamento della vendita a Fincantieri e che l’azienda, allo stesso modo, non sia oggetto di una alienazione di singole business unit ad entità differenti”. Così, in una nota, il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Matteo Perego, secondo cui debbono prevalere “le logiche di salvaguardia di asset e di tecnologie strategiche nazionali, sia nella dimensione marittima che in quella terrestre, anche alla luce dell’agenda della Difesa italiana in materia di ammodernamento delle capacità terrestri”.

COSÌ COME LA LEGA

Anche “per la Lega il governo deve garantire che aziende strategiche del settore Difesa come ex Oto Melara ed ex Wass, poste in vendita da Leonardo, restino italiane e sotto controllo pubblico, attraverso l’acquisizione da parte di Fincantieri”. Lo hanno riferito fonti del Carroccio secondo cui la tutela degli interessi nazionali, specie in un settore delicato come la Difesa, “impone di escludere la cessione a gruppi industriali stranieri anche per tutelare innovazione, capacità produttive e posti di lavoro estremamente qualificati”.

PD: FAVORIRE FINCANTIERI

D’accordo anche il Pd sulla necessità di mantenere all’interno del perimetro industriale nazionale Oto Melara e Wass con Fincantieri.

“L’Italia ha messo in campo risorse importanti per l’ammodernamento della parte terrestre e riteniamo doveroso aprire subito sia un confronto politico-istituzionale che con i lavoratori affinché gli asset restino di proprietà italiana e pubblica attraverso l’acquisizione da parte di Fincantieri”, hanno detto questo sabato i deputati Alberto Pagani, capogruppo Pd della commissione Difesa della Camera, Enrico Borghi, responsabile sicurezza del Partito Democratico e il senatore dem Vito Vattuone, della commissione Difesa del Senato.

ITALIA VIVA: “SALVAGUARDARE LA SOVRANITÀ NAZIONALE”

Dello stesso avviso anche Italia Viva, con le parole Giuseppina Occhionero, capogruppo in commissione Difesa alla Camera afferma che “lo sviluppo dell’industria nazionale non può prescindere da una visione di integrazione che guardi alla ricerca anche di partners europei. Il consolidamento della forza produttiva italiana passa dalla sovranità nazionale che va necessariamente salvaguardata”.

CORAGGIO ITALIA: CREAZIONE DI UN POLO DELLA DIFESA IN LIGURIA

A favore di una trattativa esclusiva con Fincantieri per Oto Melara anche Coraggio Italia, partito del presidente della Regione Liguria Toti.

“Lo sviluppo di fondamentali partnership industriali a livello europeo, nel settore della difesa, non può passare dall’alienazione di asset strategici di altissimo livello tecnologico”. Lo dichiarano il capogruppo di Coraggio Italia alla Camera, Marco Marin, e il capo delegazione al Senato, Paolo Romani, secondo cui “nella trattativa attorno alla costituzione di un consorzio per la realizzazione del prossimo euro-tank si esplori dunque l’ipotesi di una importante partecipazione italiana creando un polo della difesa in Liguria, laddove insistono già tre cantieri di Fincantieri.”

CONCORDA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOTI

Concorda infatti Toti, uno dei fondatori di Coraggio Italia: “La cessione dell’ex Oto Melara alla Spezia da parte di Leonardo non può essere l’ennesima dismissione di un’industria strategica nazionale”, ha detto il presidente della Regione Liguria.

“Tanta tecnologia, tanto delicata, nel settore della difesa deve restare saldamente in mani italiane”, ha dichiarato ieri Toti, facendo presente che in Liguria, grazie alla presenza di tre cantieri navali di Fincantieri, “c’è la possibilità di creare uno straordinario polo della difesa legato alle competenze del territorio e indispensabile al paese”.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO GAIANI (DIRETTORE DI ANALISI DIFESA)

Infine, “dovremmo considerare quanto meno auspicabile la volontà del governo di mantenere la proprietà italiana e pubblica degli stabilimenti e delle capacità delle due aziende” ha commentato Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa. “Mantenere all’interno del perimetro industriale nazionale aziende leader come Oto e Wass significa infatti salvaguardare nel tempo capacità produttive, posti di lavoro e competitività sui mercati. È infatti di tutta evidenza che cedere le ex Oto Melara e Wass ai franco-tedeschi significa consentire ai nostri rivali europei di acquisire il know-how e le eccellenze nazionali in settori strategici col rischio che entro qualche anno gli stabilimenti italiani vengano chiusi per concentrare la produzione in Francia e Germania” ha concluso Gaiani.

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