Innovazione

F35, Fincantieri-Naval, Nato. Ecco il Guerini-pensiero sulla Difesa

di

leonardo-finmeccanica

Che cosa ha detto il ministro della Difesa, Guerini, in audizione alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato sui principali dossier come Nato, programma F35 e alleanza Fincantieri-Naval Group

Avviata la fase 2 del programma F35, il caccia di quinta generazione assemblato da Leonardo per conto di Lockheed Martin nello stabilimento Faco di Cameri (Novara), gestito da Leonardo (ex Finmeccanica). Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini (Pd), nel seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del dicastero davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, riunite a Montecitorio questa mattina. Ecco i dettagli sull’audizione.

LA PARTECIPAZIONE ITALIANA AL PROGRAMMA F35

Nell’ambito dell’esame delle mozioni concernenti l’acquisto di velivoli F35, la scorsa settimana la Camera ha approvato quella di maggioranza  che impegna il governo a continuare il programma Jsf di acquisto dei caccia Lockheed Martin, ma anche di rivederlo. Nell’attesa di capire in che modo l’esecutivo tradurrà in termini concreti quest’intenzione, sul programma si è espresso il numero uno della Difesa.

“Ritengo che la partecipazione italiana al programma F35 risponda, da un lato, a specifiche esigenze in termini di efficienza e modernità dello strumento militare nazionale e, dall’altro, rappresenti un’opportunità di crescita tecnologica ed occupazionale per l’industria nazionale di settore. Partendo da queste premesse, volendo capitalizzare gli investimenti fin qui fatti e valorizzare le opportunità offerte dal programma, ho dato avvio alla fase 2 del programma stesso” ha sottolineato il ministro Guerini.

FASE 2 CONDIZIONE FONDAMENTALE PER CAMERI

Guerini ha sottolineato di aver dato avvio alla fase 2 “confermando ciò che era già stato definito e comunicato alla Direzione di programma, nella pianificazione del 2017, e mai modificato successivamente. Peraltro — ha proseguito Guerini — la fase 2 del programma rappresenta la condizione imprescindibile per l’auspicabile salto di qualità per il sito di Cameri, al fine di renderlo pienamente complementare allo stabilimento americano di Fort Worth, che è vicino al limite di saturazione della produzione. Ciò offre indubbie opportunità di ulteriore sviluppo per Cameri, anche in relazione alla possibile adesione di nuovi partner europei al programma, su cui stiamo lavorando con grande impegno, a patto che il nostro stabilimento sia pienamente operativo con le commesse nazionali e sia sempre più in grado di lavorare, garantendo i tempi di consegna e gli standard qualitativi richiesti”.

L’IMPORTANZA DELL’ALLEANZA ATLANTICA

Nel suo intervento il ministro ha chiarito anche la posizione italiana circa la partecipazione all’Alleanza atlantica. “La Nato è uno dei pilastri della nostra sicurezza e sarà la posizione che esprimeremo anche al summit di Londra del 4 dicembre”, ha rimarcato il ministro Guerini che ha citato “il dibattito che si è sviluppato, anche sulla base delle recenti affermazioni di Macron“. Il titolare della Difesa ha precisato come “sia imprescindibile per la nostra sicurezza, in termini di strumento di dissuasione e deterrenza, fare riferimento alla Nato”.

MA IRREALISTICO BUDGET DELLA DIFESA AL 2%

Tuttavia, l’obiettivo del conseguimento del 2% nel rapporto budget della Difesa-Pil “non è realisticamente realizzabile entro il 2024”, ha affermato Guerini, nel seguito dell’audizione sulle linee guida del suo dicastero davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Guerini ha spiegato: “Oggi siamo all’1,22% per cui, per salire al 2%, occorrerebbe aumentare il budget della Difesa di circa 14 miliardi e questa cifra chiarisce il perché ho usato il termine irrealistico”.

Tuttavia, il ministro fa notare che “da quando nel 2014 l’impegno è stato assunto, non vi è stata una significativa crescita del bilancio Difesa. Il governo si sta tuttavia muovendo nella direzione di un incremento degli investimenti, nel settore della Difesa, che ci consenta di tendere, progressivamente, in maniera credibile e sostenibile, alla media degli altri Alleati europei e, al contempo, risponda all’esigenza di assicurare al Paese uno strumento militare efficiente e commisurato al ruolo che l’Italia vuole avere sulla scena internazionale. Non può passare sotto traccia che l’Italia sia il secondo contributore della Nato né tantomeno la qualità delle capacità che mettiamo a disposizione dell’Alleanza”. E qui il ministro ha evidenziato “il primo impiego operativo degli F35 nella missione di sorveglianza dei cieli in Islanda, l’Italia è stato il primo paese dell’alleanza a portare la componente area della Nato nella quinta generazione”. Anche se per una missione di sorveglianza è stato impiegato l’F35 che è un cacciabombardiere e non un caccia intercettore come l’Eurofighter.

ALLEANZA FINCANTIERI-NAVAL GROUP OPPORTUNITÀ PER GUIDA IL SETTORE NAVALE

Infine, il ministro ha risposto a una domanda sul rapporto con i francesi e la joint-venture Fincantieri e Naval Group. “Ritengo che l’alleanza tra Fincantieri e Naval Group, e i suoi potenziali sviluppi futuri, costituiscano per la Francia e per l’Italia una opportunità per guidare, nel settore navale, il processo di aggregazione dell’industria della difesa europea” — ha sostenuto Guerini — ottimizzandone l’impiego delle risorse e consentendole di competere a livello globale con maggiori opportunità di successo”. Sul piano industriale infatti, il titolare della Difesa ha evidenziato come il progetto abbia “trovato concreta applicazione con l’avvio, lo scorso giugno, di una joint venture tra Fincantieri e Naval Group, mentre il processo di acquisizione della già STX France, ora Chantiers de l’Atlantique, da parte di Fincantieri è al vaglio della Commissione europea”.

A fine ottobre infatti la Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare la proposta di acquisizione di Fincantieri alla luce del regolamento Ue sulle concentrazioni, dopo le sollecitazioni dei governi di Parigi e di Berlino.

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