Mobilità

Ecco l’organigramma di Fincantieri-Naval Group

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L’Airbus del mari può decollare.

Fincantieri e Naval Group hanno firmato l’accordo che crea una unica entità comune paritaria nel settore militare, con la volontà di diventare ancora più competitivi rispetto alla concorrenza dei costruttori navali dei Paesi emergenti.

L’intesa lancia ufficialmente la joint venture paritetica nel naviglio militare, annunciata a fine ottobre, il cui closing è previsto entro fine luglio. Ma non ci saranno scambi azionari tra le due aziende, come invece adombrato mesi fa.

ECCO L’ORGANIGRAMMA DI DELLA JV FINCANTIERI-NAVAL

Il gruppo avrà una sede a Genova e un’altra base in Francia, a Ollioules. Il presidente della jv sarà lo stesso Bono, mentre Claude Centofanti, dirigente di Naval, sarà l’ad. Nel cda a sei, siederanno, poi, anche il ceo di NG, Guillou, e il segretario generale del comitato esecutivo dell’azienda francese, Jean-Yves Battesti. Ai francesi spetterà anche la nomina, non ancora decisa, del direttore finanziario. Accanto a Bono, invece, figurano Alberto Maestrini, dg di Fincantieri, ed Enrico Bonetti, senior vice president International business unit del gruppo, che sarà il nuovo chief operational officer della jv paritetica.

CHI SARA’ IL CAPO DELLE VENDITE

Come responsabile delle vendite, ruolo espresso anche questo da Fincantieri, ci sarà invece una donna: l’ingegnere Sabrina Sanguineti, già vicepresidente per le vendite nel gruppo triestino. Quest’ultima dovrà farà squadra su tre fronti, ha scritto il Sole 24 Ore: “Ricerca e sviluppo («cinque i progetti comuni già allo studio», chiarisce Guillou), politiche di acquisti per sfruttare sinergie ed economie di scala, e, soprattutto, offerte congiunte per programmi binazionali ed export”.

I NUMERI E I PRIMI TEST

Per ora, ha sottolineato il Sole, italiani e francesi sono divisi è la gara da 1,6 miliardi indetta dalla Marina rumena per la realizzazione di quattro nuove corvette e l’ammodernamento di due fregate 22R.

LE SFIDE

Il primo test sarà l’offerta comune per i primi studi per l’ammodernamento di “mezza vita” dei cacciatorpedinieri di classe Horizon italiani (Andrea Doria e Caio Duilio) e francesi (Forbin e Chevalier Paul), costruiti nell’ambito di un programma congiunto che ha poi portato anche alla realizzazione delle fregate europee multimissione Fremm.

QUALE SARA’ L’IMPATTO PER LEONARDO-FINMECCANICA?

Quanto al ruolo di Leonardo e Thales (azionista di Naval, assistita nell’operazione sul fronte legale da Chiomenti e Gide), le due aziende, hanno chiarito ieri i ceo, rimangono fuori dalla joint venture che sarà il prime contractor delle gare future. «Spetterà al cliente decidere come procedere – hanno sottolineato Bono e Guillou -, noi privilegeremo il miglior binomio tra la nave e il sistema di combattimento (Cms). Puntiamo a offrire il miglior pacchetto al miglior prezzo».

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