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Ecco come Germania, Francia e Spagna faranno decollare il caccia Fcas

Leonardo Fcas

Germania, Francia e Spagna hanno raggiunto un accordo generale sui prossimi passi nello sviluppo del Fcas. La scorsa settimana intesa pure sul motore del caccia di sesta generazione

 

Decolla il progetto franco-tedesco-spagnolo Fcas, al cui centro c’è il caccia di sesta generazione che sostituirà l’attuale Rafale ed Eurofighter nel 2040.

Dopo mesi di frizioni, Germania, Francia e Spagna hanno raggiunto un accordo generale sui prossimi passi nello sviluppo del Fcas. Lo ha riferito una fonte della difesa tedesca oggi a Reuters, con dettagli da definire entro metà maggio.

I ministri della Difesa tedesco e francese avevano fissato infatti la scadenza a fine aprile per negoziare un accordo sul Future Combat Air System (Fcas). A inizio aprile Airbus e Dassult (aziende capofila del programma) avevano annunciato un accordo sui contratti per proseguire con la fase di dimostrazione denominata 1B. Quest’ultimi necessari affinché un dimostratore del caccia di sesta generazione possa volare nel 2026. Gli oneri finanziari si attestano intorno ai 2,5 miliardi di euro.

Berlino, Parigi e Madrid elaboreranno dunque insieme un elenco dei diritti di proprietà intellettuale del futuro jet entro la metà di maggio. Secondo la fonte di Reuters, i diritti saranno aperti all’uso da parte di tutti i partecipanti.

Nel frattempo, anche i tre produttori di motori, Safran per la Francia, Mtu Aero Engines per la Germania e ITP Aero per la Spagna hanno raggiunto un accordo di cooperazione il 29 aprile per alimentare i futuri aerei da combattimento. Un elemento centrale del programma Fcas.

Tutti i dettagli.

L’ACCORDO RAGGIUNTO DA FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA

Germania, Francia e Spagna hanno trovato la quadra sulla proprietà intellettuale del programma di difesa congiunto Fcas.

Secondo quanto riportato da Reuters, i partecipanti al programma elaboreranno insieme un elenco dei diritti di proprietà intellettuale nel futuro jet entro la metà di maggio.

(Qui l’approfondimento di Start su tutte le frizioni tra Airbus e Dassault sul Fcas).

LA QUESTIONE DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE

“Per la Germania, l’accesso illimitato ai risultati della ricerca finanziata congiuntamente è della massima importanza”, aveva dichiarato la settimana scorsa una portavoce del ministero della Difesa tedesco. “I paesi puntano a un accordo per la prossima settimana”.

E la scadenza è stata rispettata.

LA SCADENZA RISPETTATA

L’obiettivo della Germania era di presentare una proposta di finanziamento al progetto alla commissione per il bilancio del Bundestag a giugno.

I PROSSIMI PASSI

Il prossimo passo nello sviluppo del velivolo è subordinato infatti all’approvazione del Parlamento tedesco. E il tempo stringeva per trovare una soluzione condivisa per presentare una proposta in tempo per la votazione della commissione parlamentare prima delle elezioni politiche tedesche di settembre.

Secondo la tabella di marcia stabilita dai tre paesi, la prossima fase di ricerca e tecnologia (R&T 1B / 2) dovrebbe passare attraverso i processi di approvazione nazionali entro la metà dell’anno.

L’INTESA TRA MTU, SAFRAN E ITP AERO SUI MOTORI

Infine, nodo sciolto anche sulla questione spinosa del motore del caccia Ngf del programma Fcas.

La scorsa settimana, la società tedesca MTU Aero, la francese Safran e la spagnola ITP Aero (una filiale di Rolls-Royce, quest’ultima partner del Team Tempest, progetto rivale di caccia di sesta generazione britannico-italo-svedese) hanno raggiunto un accordo sullo sviluppo e la produzione dei motori del caccia di sesta generazione.

Questo accordo garantisce un’equa distribuzione del carico di lavoro tra Francia, Germania e Spagna.

Il dimostratore dell’aereo, che dovrebbe volare entro la fine del 2026, sarà equipaggiato con un motore Rafale.

IL PROGRAMMA FCAS

L’Fcas è il programma per il sistema aereo del futuro d’iniziativa franco-tedesca che comprende, oltre al caccia di nuova generazione,  nuovi droni, un sistema d’arma di nuova generazione, un nuovissimo motore a reazione, sensori avanzati e tecnologie stealth e una rete cloud. Il progetto ha ottenuto il via libera in una riunione del 2017 del Consiglio franco-tedesco dei ministeri della difesa, con una spesa da dividere equamente tra Parigi e Berlino, con le rispettive industrie capofila Dassault Aviation e Airbus. Al progetto ha aderito poi la Spagna con Indra.

Le stime del suo costo complessivo vanno da 100 miliardi di euro a un recente rapporto della Frankfurter Allgemeine Zeitung che lo colloca a 500 miliardi di euro.

Come dicevamo, la parte dimostrativa del programma Fcas è prevista per il 2026 o il 2027, con l’intero “sistema di sistemi” da mettere in campo intorno al 2040.

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