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Dove cresce di più (e di meno) Netflix

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Netflix

Netflix ha rivelato per la prima volta i dati su entrate e abbonati aggregati al di fuori degli Stati Uniti. Tutti i dettagli

Per la prima volta, il numero uno del video streaming ha comunicato i dati su entrate e abbonamenti per regioni. Ieri Netflix ha depositato informazioni dettagliate sugli abbonati per operazioni al di fuori degli Stati Uniti, come ha riportato il Wall Street Journal. I nuovi dati mostrano che il servizio di video streaming ha registrato una crescita più rapida nelle regioni al di fuori degli Stati Uniti nel periodo tra il 2017 e il 2019.

DOVE CRESCE NETFLIX

Complessivamente, Netflix ha 158,3 milioni di abbonanti a livello globale. La piattaforma di Reed Hastings mantiene dunque il primo posto sul podio tra i servizi di video streaming.

Ma dai dati depositati ieri, emerge che la crescita delle sottoscrizioni al servizio produttore di Stranger Things e The Crown è più che raddoppiata in Europa, Medio Oriente e Africa — raggruppati come unica regione — dal primo trimestre del 2017, il che rende questa regione il più grande mercato della compagnia di streaming al di fuori degli Stati Uniti e del Canada.

Gli abbonamenti della piattaforma in questa macro regione sono cresciuti del 140%, da 19,7 milioni a marzo 2017 a 47,4 milioni a settembre 2019. I ricavi in ​​quel periodo sono quasi triplicati a 4 miliardi di dollari.

Anche l’America Latina ha registrato una forte crescita: gli abbonati sono cresciuti da 15,4 milioni a 29,4 milioni durante lo stesso periodo, fattore che ha più che raddoppiato i ricavi dell’azienda dall’area a  2 miliardi di dollari. Resta infine l’Asia, mercato promettente ma rimane una piccola parte del business complessivo.

La regione Asia-Pacifico ha registrato una tripla crescita delle sottoscrizioni da 4,7 milioni a 14,5 milioni e una crescita del fatturato superiore al 100% da 116 milioni a 1 miliardo di dollari nello stesso periodo.

PROBLEMI A CASA

Le azioni Netflix sono scese del 16% da metà luglio, quando il rapporto del secondo trimestre della società ha mostrato il primo calo degli abbonati statunitensi in quasi un decennio.

La crescita delle sottoscrizioni di Netflix negli Stati Uniti è stata a lungo un segnale chiave per Wall Street e uno dei principali driver del titolo. Gli abbonati nel Nord America sono ancora in crescita, ma la piattaforma è sempre più alla ricerca di altre regioni per continuare la sua crescita quando gli affari rallentano inevitabilmente a casa.

Senza dimenticare che la piattaforma deve affrontare una maggiore concorrenza man mano che nuovi rivali in streaming arrivano online.

LA CONCORRENZA SERRATA CON APPLE TV E DISNEY +

Netflix ha anche ridotto la sua proiezione di crescita degli abbonati per il quarto trimestre del 2019. Proprio il mese scorso infatti, sia Walt Disney sia Apple hanno lanciato nuovi servizi di video streaming. Nei prossimi mesi si aggiungeranno altri due nuovi competitor. Ad aprile NBCUniversal di Comcast avvierà il suo primo servizio di streaming chiamato Peacock. A maggio invece AT&T  lancerà HboMax.

COMPLICAZIONI ALL’ORIZZONTE

“La crescita degli abbonati ha costituito finora il parametro attraverso cui Netflix ha potuto operare e continuare a investire sui contenuti, ottenendo i finanziamenti gli hanno permesso di gestire il forte indebitamento. Se da un lato dunque l’incremento degli abbonati rimane essenziale, dall’altro, nonostante le strategie sviluppate a livello internazionale, è evidente che sarà sempre più difficile mantenere lo stesso ritmo del passato, alla luce della crescente competizione”. Questa l’opinione di Augusto Preta, fondatore di ITMedia Consulting, che domani presenterà il suo XIII Rapporto dal titolo “Il Mercato Televisivo in Italia: 2019-2021 – Al centro della rivoluzione”.

VECCHIE E NUOVE STRATEGIE

Quel che è certo al momento, Netflix continua a puntare sulla produzione di contenuti originali di qualità. Anche quest’anno la società ha incrementato il suo budget di produzione, arrivando a 15 miliardi di dollari, per garantirsi sempre più l’autosufficienza rispetto alle grandi major. Allo stesso tempo tuttavia ha cominciato a estendere i rapporti di produzione e co-produzione in ambito internazionale, a partire dall’Europa. Come ha riportato Affari & Finanza, “Netflix ha concluso quindici accordi con grandi pay-tv al di fuori degli Stati Uniti: la più vicina a noi quella con Comcast Sky, che porterà la app di Netflix all’interno dello Sky Q, il set-top-box di Sky”.In questo modo la società di Reed Hastings può aggiungere ai suoi 158 milioni di utenti abbonati nel mondo “una nuova platea di altri 300 milioni di potenziali utenti. Hastings ha dunque deciso di abbandonare la strategia dello stand alone e iniziare a cercare accordi di partnership in giro per il mondo, proprio con quelli che sono stati finora i suoi principali concorrenti”.

Per conoscere i frutti di queste nuove strategie non resta che attendere i risultati del quarto trimestre e dell’intero 2019, quando Netflix riporterà anche la crescita degli abbonati per le varie regioni.

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