Innovazione

Digital tax, tutte le novità tra Usa, Francia ed Eurogruppo

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L’amministrazione Trump annuncerà ritorsioni commerciali contro la Francia in caso di riscossione della digital tax sulle società tecnologiche statunitensi da parte di Parigi

 

“Annunceremo sanzioni contro la Francia, ma sospenderemo la loro applicazione” finché la Francia rimanderà l’imposizione della digital tax sulle società tecnologiche statunitensi. Lo ha dichiarato il rappresentante Usa al Commercio (Ustr), Robert Lighthizerm secondo quanto riferisce Reuters, riferendosi alle ritorsioni Usa contro la Francia sulla web tax.

All’inizio del mese l’amministrazione Trump ha scosso i Paesi membri dell’Ue abbandonando i colloqui in seno all’Ocse per la definizione di una nuova tassa globale sulle società digitali. Ma la Francia ha avvertito che sarebbe andata avanti con una digital tax sui giganti della tecnologia quest’anno.

Per gli Stati Uniti l’imposta francese discrimina i colossi tecnologici statunitensi come Google, Facebook e Apple.

Nel frattempo è stato eletto il nuovo presidente dell’Eurogruppo, il ministro dell’Economia irlandese Paschal Donohoe, che a proposito di digital tax ha un’idea ben precisa.

Ecco tutti i dettagli.

COSA HA DETTO IL RAPPRESENTANTE USA

Durante un evento online Lighthizer ha dichiarato che gli Usa annunceranno le sanzioni ma le sospenderanno finché Parigi non inizierà a riscuotere le tasse di quest’anno.

Le azioni di ritorsione sono legate a un’indagine della Sezione 301 degli Stati Uniti sull’imposta digitale francese.

IL RITIRO DAI NEGOZIATI OCSE SULLA WEB TAX

Come dicevamo, il mese scorso gli Stati Uniti hanno abbandonato i colloqui multilaterali per raggiungere una soluzione globale sulla tassazione dei servizi digitali. La decisione ha seguito una lettera inviata ai ministri delle Finanze di Italia, Francia, Spagna e Regno Unito, pubblicata dal Financial Times. Nella missiva il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, dichiarava di sospendere i negoziati perché avevano raggiunto un “punto morto”.

DAZI IN ARRIVO PER I BENI FRANCESI

Una fonte del settore ha dichiarato a Reuters che l’Ufficio del rappresentante al commercio americano (Ustr) potrebbe imporre dazi su beni francesi per un valore di circa  500 milioni di dollari.

Dopo aver concluso che la tassa francese avrebbe danneggiato le società tecnologiche statunitensi, a dicembre l’Ustr aveva dichiarato dazi punitivi fino al 100% su 2,4 miliardi di dollari di importazioni dalla Francia, compresi beni come Champagne, borse e formaggi.

Ma a gennaio, proprio gli Stati Uniti e la Francia avevano messo in pausa la loro battaglia sulla tassazione digitale, accettando invece di partecipare ai colloqui dell’Ocse.

WEB TAX ALL’ORDINE DEL GIORNO DI G7 E G20

Secondo Reuters, si tornerà sulla questione di un’imposta globale sui colossi digitali agli incontri G7 e G20 delle prossime settimane.

COSA NE PENSA IL NEO CAPO DELL’EUROGRUPPO

Nel frattempo è stato eletto il nuovo presidente dell’Eurogruppo, il ministro dell’Economia irlandese Paschal Donohoe. Proprio la scorsa settimana, il ministro delle Finanze irlandese si era espresso in materia di digital tax. “Sono effettivamente ottimista sulla nostra capacità di fare progressi in questo ambito all’interno dell’Ocse”, aveva dichiarato Donohoe in un’intervista alla Cnbc.

“Penso che sia importante cambiare il modo in cui tassiamo le società digitali”, aveva sottolineato Donohoe. Aggiungendo tuttavia che le implicazioni di apportare modifiche in questo campo rappresentano una “vera preoccupazione”.

L’IRLANDA, APPLE E LE TASSE

Non va dimenticato infatti che l’Irlanda è stata uno dei pochi paesi a votare contro un’imposta digitale a livello Ue nel 2018. Dublino ha spinto per un accordo più ampio con altre nazioni oltre il livello europeo appoggiando i colloqui Ocse.

Sempre l’Irlanda inoltre ospita alcune grandi aziende tecnologiche statunitensi, come Apple e Amazon che hanno sede a Dublino. Proprio il prossimo 15 luglio è prevista la sentenza del tribunale dell’Ue sul ricorso del gigante della tecnologia Apple contro la multa da 13 miliardi di euro per tasse non pagate in Irlanda. Nel 2016 la Commissione europea ha multato infatti Apple per aver goduto di vantaggi fiscali illeciti accordati da Dublino.

Apple e l’Irlanda, la cui economia beneficia dell’ospitalità di numerose aziende multinazionali, hanno avviato un ricorso contro la decisione dell’Ue lo scorso settembre. “Penso che non importa quale sia la sentenza, questo caso sarà quasi certamente respinto con un appello da una parte o dall’altra alla Corte di giustizia europea”, ha commentato il vice primo ministro Leo Varadkar.

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