Innovazione

Ecco i piani di Italia, Leonardo e Polonia sul nuovo carro armato

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carro armato
Le posizione di Polonia e Italia sul progetto franco-tedesco del carro armato europeo del futuro Mgcs. I fatti commentati dall’analista militare Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa

(seconda parte dell’analisi sul progetto di carro armato europeo; la prima parte si può leggere qui)

Molto interessante è la posizione di Varsavia, la quale è alle prese con un pesante programma pluriennale di ammodernamento e potenziamento delle proprie Forze Armate, iniziativa che vede l’industria bellica polacca posta al centro di qualsiasi iniziativa.

L’Esercito di Varsavia nei prossimi anni sarà chiamato a sostituire quasi tutto l’attuale parco di carri armati in parte basato su modelli dell’epoca del Patto di Varsavia sia pure ammodernati nonché su Leopard 2 di seconda mano tedesca. I numeri previsti per la Polonia sono piuttosto consistenti perché a Varsavia la minaccia russa è assai sentita.

LE NECESSITÀ ITALIANE

Nell’ambito della Interrogazione a risposta immediata dell’Onorevole Renzo Tondo in Commissione Difesa del 2 ottobre scorso è stata data risposta scritta pubblicata il successivo 3 ottobre 2019 nell’allegato al bollettino in Commissione IV Difesa. Nella risposta si legge: ” La possibilità di aderire alla iniziativa franco-tedesca denominata Main Ground Combat System (Mgcs) è stata ampiamente valutata e più volte è stato chiesto alle controparti di accogliere l’istanza italiana in tal senso. Ad oggi, si è registrata la volontà di consentire l’ingresso nel programma da parte di terzi solo al termine della prima fase, che prevede la realizzazione di un dimostratore tecnologico non prima del 2025, se non del 2030. La fase iniziale dell’impresa – va evidenziato- è invece un momento cruciale per la definizione congiunta delle caratteristiche del nuovo carro e per consentire un coinvolgimento anche da parte del comparto industriale nazionale. Preciso, comunque, che l’opzione franco-tedesca non è l’unica valutata in termini di collaborazione europea: l’Italia, infatti, intende ricercare sinergie con altri Paesi per la realizzazione di un prototipo di carro, beneficiando dei fondi che saranno resi disponibili dalla Commissione Europea per l’anno 2020 attraverso lo European Defence Industrial Development Plan. Tale iniziativa, basata sul supporto governativo e su consorzi realizzati ad hoc da industrie europee, vedrebbe il nostro Paese in un ruolo di leader”.

L’AMMODERNAMENTO DEL CARRO ARMATO ARIETE

A fronte di tutto ciò, si ricorda che il nostro paese ha in animo di attuare il cosiddetto programma AMV o Ammodernamento di Mezza Vita dell’attuale carro armato Ariete allestito dal Consorzio Iveco-OTO Melara nella seconda metà degli anni novanta-primi anni del nuovo secolo in 200 esemplari. Tale programma, dopo anni di colpevole ritardo, è diventato inderogabile anche a causa dell’accresciuta minaccia russa e degli impegni italiani nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Il programma prevede una prima fase di studio per 35 milioni di euro che vedrà realizzati tre prototipi prelevando esemplari della linea operativa, modificandoli con un motore potenziato dagli attuali 1200-1300 cv ad oltre 1.500cv; nuova trasmissione ed impianto frenante; rifacimento della distribuzione vera nota dolente dell’attuale configurazione; eliminazione delle obsolescenze con ricorso a quanto messo a punto nel settore sensoristico per la nuova autoblindo pesante Centauro II;  sistemi protetti di trasmissione dati, impianti radio, sistemi di navigazione avanzati. Per quanto riguarda l’armamento, per il momento, rimarrà quello attuale. Altre novità prese in considerazione sono la possibilità di ricorrere a jammer (sistemi di disturbo dei segnali), nuove corazze e sistemi di protezione per resistere a IED (ordigni esplosivi improvvisati) e agli attacchi missilistici. Al momento si prevede di finanziare l’ammodernamento di 125 carri Ariete sui 200 costruiti.

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