Innovazione

Fcas, ecco come la Germania fa decollare il caccia franco-tedesco

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Fcas

Oggi il Bundestag ha approvato il primo contratto di fase 1A per il programma franco-tedesco Fcas. Ma la Francia non è così serena

Parigi tira un sospiro di sollievo. Per ora. Oggi il Bundestag ha approvato i fondi per il primo contratto di dimostrazione per il caccia di sesta generazione franco-tedesco Fcas, a cui ha aderito anche la Spagna. Dopo mesi di turbolenze politico-industriali tra Germania e Francia, i membri del comitato del bilancio del Bundestag hanno concordato di sbloccare i fondi per 77 milioni di euro per avviare la fase 1A del programma Future Combat Air System.

IL VOTO DECISIVO DEL BUNDESTAG PER LA FASE 1A

Da mesi il governo francese sollecita il governo tedesco ad entrare rapidamente nella prima fase di sviluppo, compresa la produzione di un dimostratore del velivolo.

Il ritardo tra la presentazione del modello in scala al Paris Air Show dello scorso giugno 2019 e l’assegnazione dei contratti di Fase 1A è dipesa infatti dalla normativa tedesca secondo cui qualsiasi progetto relativo alla difesa dal costo superiore ai 25 milioni di euro è soggetto a un’approvazione separata da parte del Comitato del bilancio del Bundestag.

La fase approvata oggi è fondamentale poiché un voto negativo avrebbe compromesso l’intero programma.

I CONTRATTI ASSEGNATI A FRANCIA E GERMANIA

Il contratto assegnato oggi ammonta a 155 milioni di euro in totale e finanziato equamente da Francia e Germania e copre un periodo di 18 mesi poiché il Parlamento tedesco si è rifiutato di autorizzare i fondi per l’intera fase di dimostrazione. Secondo Handelsblatt, l’intera fase dimostrativa — dal costo stimato fino a 8 miliardi di euro — sarà decisa alla fine del 2021 o addirittura del 2022.

LE AZIENDE COINVOLTE

I contratti aggiudicati da Francia e Germania sono stati estesi a Dassault Aviation, Airbus, MTU Aero Engines, Safran, Mbda e Thales.

LA FASE 1A

Come spiega la rivista specializzata Rid “la fase 1A riguarderà, in particolare, gli studi di concetto e di design del caccia pilotato, il fulcro del sistema, del Remote Carrier/gregario e dell’architettura combat cloud, mentre l’obbiettivo dell’intero programma di dimostrazione è andare in volo con un dimostratore del caccia pilotato, propulso da una variante del motore Snecma M88, attuale propulsore del RAFALE, nel 2026”.

LE REAZIONI FRANCESI

Ma il modo in cui è stato preso il voto di oggi dai deputati tedeschi lascia l’amaro in bocca a Parigi secondo quotidiano francese La Tribune. “Lo faremo perché non vogliamo danneggiare le relazioni franco-tedesche, poco prima dell’arrivo del presidente francese Emmanuel Macron questo fine settimana in Germania per la Conferenza di sicurezza di Monaco”, ha dichiarato ad Afp il relatore per il progetto in seno al comitato del bilancio, Rainer Brandl poco prima della votazione.

LE PRESSIONI DA PARIGI

Sul Fcas era intervenuta anche la titolare della Difesa francese Florence Parly. “Il destino è ora nelle mani del Bundestag, il voto dei deputati tedeschi tra pochi giorni sul proseguimento del Fcas sarà davvero di importanza decisiva e invierà un forte segnale politico sulla volontà dei nostri due paesi per costruire un’Europa della difesa”, ha dichiarato Parly in occasione dell’Assemblea parlamentare franco-tedesca a Strasburgo lo scorso 5 febbraio.

GLI INTERESSI INDUSTRIALI

Infine, i parlamentari tedeschi hanno chiesto garanzie che gli interessi delle aziende tedesche nei settori tecnologici siano meglio considerati nello sviluppo del progetto. Un nodo era già stato sciolto a dicembre, quando la società francese Safran e la società tedesca MTU hanno concordato di costituire una joint venture per costruire il motore del Fcas.

LE PROSSIME FASI

La prossima fase dello sviluppo di Fcas includerà l’implementazione della Fase 1B. Questo verrà eseguito dopo il completamento con esito positivo della Fase 1A.

Bisognerà, dunque, attendere il 2021 e le elezioni in Germania per maggiori fondi e per capire la reale dimensione degli sforzi. Da questa prima fase è esclusa la Spagna che entrerà nella successiva fase 1B. Per Dassault Aviation, azienda leader del programma, è essenziale mantenere l’obiettivo di operatività entro il 2040 con un primo dimostratore nel 2026, come previsto.

 

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