Innovazione

Amazon sparerà un ricorso contro Microsoft per il contratto Jedi del Pentagono

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Amazon Jedi

Il colosso Amazon accusa l’amministrazione statunitense di “inconfondibili pregiudizi” sul programma Jedi in favore a Microsoft.

Bezos à la guerre contro Trump. Amazon ha annunciato ieri che farà ricorso contro la decisione del Pentagono di assegnare il maxi contratto di cloud-computing a Microsoft. Le accuse mosse al Dipartimento della Difesa americano sono quelle di aver preso una “decisione faziosa e influenzata politicamente”.

AMAZON NON SI RASSEGNA

Il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos ha dichiarato giovedì di presentare un procedimento legale contro la decisione del Pentagono, accusando il presidente Donald Trump di aver manipolato la gara per danneggiare Bezos.

“Riteniamo che sia fondamentale per il nostro paese che il governo e i suoi leader eletti gestiscano gli appalti in modo obiettivo e privo di influenza politica” ha dichiarato un portavoce di Amazon Web Services (la divisione dedicata al cloud computing di Amazon). “Numerosi aspetti del processo di valutazione Jedi contenevano evidenti carenze, errori e distorsioni inconfondibili ed è importante che tali questioni siano esaminate e corrette”.

Il Pentagono ha rifiutato di commentare ciò che ha chiamato “potenziale contenzioso”.

AWB DATO PER VINCITORE PER JEDI

Il vincitore del contratto svilupperà la Joint Enterprise Defense Infrastructure (Jedi) del Dipartimento della Difesa, che revisionerà i servizi cloud dell’agenzia.  Il contratto prevede che il vincitore del contratto possa essere uno soltanto che rispetti tutti i requisiti e possieda le certificazioni richieste per gestire anche dati Top Secret. Dal momento che Aws fornisce già tali servizi alla Central Intelligence Agency per 600 milioni di dollari, molti lo consideravano anche il favorito per vincere il contratto del Dipartimento della Difesa.

CONTRATTO VINTO DA MICROSOFT

Lo scorso 25 ottobre il Pentagono ha annunciato che Microsoft ha vinto il contratto da 10 miliardi di dollari, in ritardo di quasi un anno. Il procedimento è durato più del previsto dopo diversi round di offerte, un contenzioso legale con Oracle (uno dei partecipanti) e un intervento dell’ultimo minuto da parte del presidente degli Stati Uniti.

Quest’estate Trump ha messo in dubbio il processo, avvertendo che le “grandi aziende” se ne sono lamentate. Il numero uno della Casa Bianca ha sollecitato una revisione dell’ultimo minuto da parte del segretario alla Difesa Mark Esper, facendo slittare l’assegnazione a fine ottobre.

Poco dopo l’annuncio, il Washington Post — di proprietà di Bezos — ha rivelato che un nuovo libro di un ex membro dello staff del Pentagono afferma che Trump volesse “rovinare” Amazon eliminandolo dal contratto Jedi.

TRA BEZOS E TRUMP, UNA QUERELLE FINITA

L’astio di Trump nei confronti di Amazon è ben documentato. Il presidente degli Stati Uniti è particolarmente sensibile quando si tratta del colosso tecnologico di Jeff Bezos. Tra i due non corre infatti buon sangue. Nel 2017, The Donald ha accusato Amazon di truffare il servizio postale sulle tariffe di consegna. Inoltre, l’inquilino della Casa Bianca non spreca mai occasione per “gridare” Fake News su Twitter dopo che il Washington Postpubblica attacchi al Presidente o alla sua amministrazione.

IL RICORSO DEL COLOSSO DI SEATTLE

Amazon non ha fornito ulteriori dettagli sul suo ricorso legale. Ma secondo Federal Times, ieri Andy Jassy, ​​amministratore delegato di AWS, ha comunicato al personale l’intenzione “far luce” sul processo.

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