Innovazione

Trump all’attacco su Amazon. Il Pentagono mette in stand-by l’appalto Jedi per il cloud computing

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Amazon Pentagono

Che cosa sta succedendo al Pentagono sul contratto di cloud computing.

 

Doveva essere comunicato entro la fine dell’estate. Slitta invece l’annuncio del vincitore del maxi contratto Jedi, il progetto di cloud computing del Pentagono. Ad aprile erano rimasti in lizza Amazon e Microsoft, con il primo dato come favorito ad aggiudicarsi il programma da 10 miliardi di dollari per 10 anni. Ma Trump ci avrebbe messo lo zampino. Ecco i dettagli.

LA DECISIONE DEL SEGRETARIO ALLA DIFESA

Assegnazione dell’appalto Jedi in stand-by. Mark Esper, nuovo segretario alla Difesa Usa, sta riesaminando il progetto a poche settimane dall’annuncio del vincitore. “Nessuna decisione sarà presa sul programma fino a quando non avrà completato il suo esame”, ha detto la portavoce del Dipartimento della Difesa Elissa Smith.

IL PROGETTO JEDI

Lo scorso luglio il dipartimento della Difesa americano ha aperto la gara per la realizzazione della sua Joint Enterprise Defense Infrastructure (il cosiddetto progetto Jedi), a beneficio di tutti i rami del Pentagono, tra cui lo U.S. Cyber Command e la Disa (Defense Information Systems Agency). Il progetto Jedi avrebbe trasferito la maggior parte dei dati del Pentagono sul cloud.

UN PROGRAMMA CONTROVERSO

Fin da subito è diventato uno dei programmi tecnologici più controversi del Pentagono, con azioni legali, diverse indagini e, più recentemente, l’interesse di Trump per quello che normalmente è un’assegnazione di contratto pubblico. In particolare aziende e alcuni legislatori hanno criticato la clausola del winner-take-it-all.

UN UNICO VINCITORE

Il vincitore infatti può essere uno soltanto che rispetti tutti i requisiti e possieda le certificazioni richieste per gestire anche dati Top Secret. La decisione del fornitore unico è stata assai controversa ma difesa dal Pentagono asserendo che il ritmo di gestione degli ordini di lavoro in un contratto a premi multipli potrebbe impedire al DoD di fornire rapidamente nuove funzionalità e una migliore efficacia.

I REQUISITI STRINGENTI

Da subito, Amazon e Microsoft sono stati considerati come front-runner nella corsa dal momento che avevano ottenuto in precedenza autorizzazioni di sicurezza federali di livello superiore. Le rivali Ibm e Oracle sono state escluse proprio perché non soddisfacevano i requisiti necessari per il contratto. Storia diversa per Google, che si è ritirato prima di iniziare la corsa.

GOOGLE AUTOESCLUSO

Pochi giorni prima della scadenza del termine per la domanda di gara lo scorso 12 ottobre, Google ha annunciato che non avrebbe presentato un’offerta. Il gigante di Mountain View si è ritirato in quanto il progetto avrebbe potuto entrare in conflitto con i principi aziendali per l’uso etico dell’intelligenza artificiale.

RIDACCHIANO ORACLE E IBM

Adesso la decisione di mettere in pausa l’assegnazione del contratto avrà fatto gioire Oracle e Ibm, eliminati dalla gara d’appalto. In particolare Oracle, che ha cercato in tutti i modi di aggiudicarsi il contratto.

IL PROCESSO INTENTATO DA ORACLE

A dicembre Oracle ha depositato una causa presso la Court of Federal Claims degli Stati Uniti accusando la gara viziata da conflitti di interessi e requisiti ingiusti. L’azienda californiana si è opposta alla decisione del Pentagono di assegnare il contatto a una singola azienda, piuttosto che suddividerlo tra diversi fornitori, sostenendo che tale scelta avrebbe favorito Amazon Web Services, l’unità del gruppo Amazon leader nel settore cloud.

LE ACCUSE AD AMAZON

Non solo, Oracle ha anche denunciato un possibile conflitto di interesse rispetto all’assunzione da parte di Aws di due ex dipendenti del Dipartimento della Difesa coinvolti nel processo di procurement di Jedi.

All’inizio di questo mese, tuttavia, il giudice Eric Bruggink della Corte federale statunitense ha respinto la causa di Oracle.

ARRIVATE A TRUMP

Ma le polemiche su Amazon sono giunte all’orecchio del Presidente Usa Donald Trump. “Ricevo enormi lamentele sul contratto del Pentagono e Amazon; si dice che non sia un’offerta competitiva”, ha dichiarato Trump ai giornalisti lo scorso 18 luglio. “Chiederò di dare un’occhiata molto da vicino per vedere cosa sta succedendo”. Il 22 luglio, Trump ha ritwittato una notizia di Fox News che riportava il contratto Jedi come “Il salvataggio di Bezos”.

GUERRA APERTA TRA THE DONALD E JEFF BEZOS

Il presidente Trump è particolarmente sensibile quando si tratta del colosso tecnologico di Jeff Bezos. Tra i due non corre infatti buon sangue. A dicembre, The Donald ha accusato Amazon di truffare il servizio postale sulle tariffe di consegna. L’inquilino della Casa Bianca non spreca mai occasione per “gridare” Fake News su Twitter dopo che il Washington Post, di proprietà di Jeff Bezos, pubblica attacchi al Presidente o alla sua amministrazione.

 

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