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Come e perché Alibaba è sempre più nel mirino dell’antitrust cinese

Jack Ma Ant Group

La Cina ha aperto un’indagine antitrust su Alibaba. I regolatori cinesi hanno intensificato il controllo del potente impero tecnologico costruito da Jack Ma. Che cosa sta succedendo e come le piattaforme rivali JD.com e Pinduoduo gioiscono

 

Dopo la maxi doppia Ipo di Ant in fumo e la multa antitrust per Alibaba, la vigilia di Natale porta un’indagine formale antitrust al colosso dell’e-commerce di Jack Ma.

E Alibaba crolla a Hong Kong dopo l’avvio dell’indagine da parte dell’antitrust cinese, ossia l’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato (State Administration of Market Regulation Samr).

La Cina ha avviato un’indagine per “sospette pratiche monopolistiche” su Alibaba Group Holding Ltd. Non solo. L’affiliata Ant Group Co. è stata convocata a una riunione di alto livello sulle normative finanziarie, intensificando dunque il controllo sui due pilastri dell’impero di Internet del miliardario Jack Ma.

Il titolo del colosso dell’e-commerce ha chiuso una seduta vissuta sull’ottovolante, terminando gli scambi con una perdita secca dell’8,13%, a 228,2 dollari di Hk, non lontano dai minimi intraday.

Gli investitori hanno cancellato circa il 9% di capitalizzazione.

Insomma pare proprio che Pechino abbia perso la pazienza con l’enorme potere dei suoi magnati della tecnologia, sempre più percepiti come una minaccia alla stabilità politica e finanziaria che il presidente Xi Jinping premia di più, scrive Bloomberg.

Tutti i dettagli.

LA SCURE DELL’ANTITRUST CINESE SI ABBATTE SU ALIBABA

L’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato ha dichiarato giovedì che sta indagando su Alibaba per la sua politica di “scegliere uno da due”, in cui i commercianti sono costretti a vendere esclusivamente su Alibaba e saltare le piattaforme rivali JD.com e Pinduoduo.

La decisione di mettere sotto inchiesta per pratiche monopolistiche la più grande azienda di e-commerce del Paese segna l’azione più aggressiva delle autorità di regolamentazione cinesi per mettere la briglia al crescente peso delle aziende tecnologiche cinesi.

LA POSIZIONE DI ALIBABA

Alibaba ha detto che “coopererà attivamente con le autorità di regolamentazione sulle indagini” e che le sue operazioni commerciali sono rimaste normali. Nella peggiore delle ipotesi, Alibaba potrebbe essere multata fino al 10% delle vendite dell’anno precedente, puntualizza il Financial Times.

CONVOCATA ANCHE ANT GROUP

Lo stesso giorno, Xinhua, agenzia sostenuta dallo Stato cinese, ha riferito che Ant Group, affiliato di Alibaba, è stato convocato da un gruppo di autorità finanziarie per discutere il suo lavoro di “conformità”. Ant, che gestisce il popolare e-wallet Alipay e lavora come intermediario per i servizi finanziari e i clienti, si è impegnata ad adottare misure per ridurre i rischi di debito dopo che le autorità cinesi hanno interrotto bruscamente la sua colossale offerta pubblica iniziale il mese scorso. (Qui l’approfondimento di Start su tutti i veri motivi dello stop cinese ad Ant).

IL CROLLO IN BORSA

Dopo l’annuncio di Pechino, oggi le azioni di Alibaba Group Holding Ltd sono crollate di oltre l’8% (8,13%), il più grande calo giornaliero in sei settimane.

GIRO DI VITE DI PECHINO SUI COLOSSI TECNOLOGICI

Ma l’annuncio è soprattutto l’inizio formale della repressione del Partito Comunista contro il gioiello della corona, un gioiello dal dominio tentacolare, che abbraccia tutto, dall’e-commerce alla logistica e ai social media. Un pressing che rientra nello sforzo più ampio per frenare una sfera sempre più influente, quella di Internet.

Dopo aver concesso per anni ad aziende come Alibaba e la sua rivale Tencent la libertà di crescere con poche restrizioni, negli ultimi mesi Pechino ha cambiato strada.

Una volta acclamati come motori della prosperità economica e simboli dell’abilità tecnologica del paese, Alibaba e i suoi rivali come Tencent affrontano la crescente pressione. Questi colossi tecnologici raccolgono infatti centinaia di milioni di utenti e hanno acquisito influenza su quasi ogni aspetto della vita quotidiana in Cina.

LE MULTE AD ALIBABA E TENCENT

Proprio la scorsa settimana la State Administration of Market Regulation ha dichiarato che sta multando Alibaba, China Literature sostenuta da Tencent e Shenzhen Hive Box di 500.000 yuan (76.464 dollari) ciascuna, il massimo ai sensi di una legge anti-monopolio del 2008, per non aver segnalato correttamente operazioni di fusione all’authority.

DECLINO DEL COLOSSO DELL’E-COMMERCE CINESE IN VISTA?

Il caso Alibaba è un “passo significativo” nelle normative antimonopolistiche cinesi sull’industria di Internet, si legge sul giornale ufficiale del Partito comunista cinese. Per alleviare le preoccupazioni che regolamenti più severi potrebbero dare un duro colpo al settore, il pezzo afferma che l’indagine su Alibaba “è utile per ripristinare gli ordini e promuovere uno sviluppo sano e a lungo termine dell’economia delle piattaforme”.

Ma il selloff mattutino della vigilia di Natale ha detratto molto di più dal valore di mercato dell’azienda. Come ha scritto Reuters, ciò suggerisce che gli investitori credono che l’assalto all’impero costruito da Jack Ma, che si è espanso nell’intelligenza artificiale, nel cloud computing e nei media digitali, sia appena iniziato.

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