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Ecco perché Alibaba piange in Borsa

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Il colosso dell’e-commerce cinese Alibaba festeggia a metà il Single’s Day da record, lo stop di Pechino all’Ipo di Ant fa scendere il titolo in Borsa

 

Il successo di Alibaba per il Single’s Day da 56 miliardi di dollari è oscurato dal calo del 10% delle azioni in Borsa.

Il più grande evento di shopping online al mondo, iniziato in più tappe quest’anno già dal primo novembre, fa toccare un nuovo record per il colosso dell’e-commerce cinese.

Eppure a Hong Kong il listino Alibaba perde quasi il 10% e pesa sul calo dei listini cinesi. Alibaba in Borsa ha bruciato oltre 250 miliardi di dollari, quasi 5 volte più dell’incasso delle sue vendite online.

I titoli tecnologici cinesi crollano a causa dei rischi normativi nonostante le vendite del Single’s Day. Pechino sta preparando una nuova regolamentazione per i giganti tecnologici cinesi.

Le azioni di Alibaba e del rivale JD.com sono crollate infatti dopo che Pechino ha pubblicato martedì una bozza di regole che, per la prima volta, definisce ciò che costituisce un comportamento anticoncorrenziale.

A pesare sul titolo Alibaba in Borsa, non solo quindi lo stop all’Ipo dei record di Ant, la società fintech di Alibaba, decretato dalle borse di Hong Kong e Shanghai per difetto dei requisiti la scorsa settimana. In realtà il mancato debutto e anche il crollo odierno delle azioni è legato alle intenzioni del partito comunista cinese di mettere nuove regole per eliminare le pratiche monopoliste nel comparto.

Tutti i dettagli.

IL SUCCESSO DEL SINGLE DAY

L’evento dello shopping online Single’s Day in Cina sta per battere i record nonostante la crisi del Covid-19. Mercoledì mattina Alibaba ha dichiarato che la frenesia delle vendite ha raccolto finora oltre 372 miliardi di yuan ($ 56 miliardi). Il totale include i primi 30 minuti dell’evento, insieme a un precedente periodo di tre giorni che è stato aggiunto per aumentare le vendite.

Di solito il Single’s Day registra vendite maggiori rispetto al Black Friday e al Cyber ​​Monday statunitensi messi insieme. L’evento, noto anche come Double 11, è ancorato alla festa informale e anti-San Valentino della Cina che celebra le persone single appunto.

Alibaba ha iniziato a offrire sconti per il Singles Day nel 2009 e da allora ha trasformato l’evento in una miniera d’oro dello shopping online.

TUTTI I NUMERI DELL’EDIZIONE 2020

Ordini record per il colosso dell’e-commerce cinese. Alibaba ha dichiarato giovedì che la frenesia delle vendite annuali ha nuovamente battuto i record, incassando 498,2 miliardi di yuan (circa 75 miliardi di dollari). Il totale include un precedente periodo di tre giorni che è stato aggiunto per aumentare le vendite post-pandemia.

Il risultato di quest’anno, spalmato su quattro giorni, supera, di molto, anche il record dell’anno scorso, quando gli ordini di vendita sulle piattaforme di e-commerce di Alibaba nella giornata dei single avevano raggiunto quota 268,4 miliardi di yuan, pari a 24,69 miliardi di euro, al cambio di allora. Si tratta di un aumento del 26%, ha riferito la società.

L’OMBRA DELLA QUOTAZIONE MANCATA

Ma questo successo luccica poco per Alibaba e il suo fondatore miliardario Jack Ma. La scorsa settimana, i regolatori cinesi hanno frenato infatti l’attesissima Ipo di Ant Group, l’affiliata finanziaria di Alibaba.

Ant aveva programmato la doppia Ipo a Hong Kong e Shanghai per giovedì 5 novembre dopo aver raccolto circa 37 miliardi di dollari in una vendita pubblica record di azioni. Ant avrebbe collocato sul mercato l’11% circa delle sue azioni con il business della controllata di Alibaba valutato 331 miliardi.

L’Ipo sarebbe stata la più grande di sempre, superando il record dello scorso anno del gigante del greggio Saudi Aramco, che aveva raggiunto quota 29,4 miliardi di dollari.

Ma le autorità di regolamentazione hanno bloccato la quotazione citando “problemi importanti” che potrebbero far sì che Ant “non soddisfi le condizioni di quotazione o i requisiti di divulgazione”.

LA STRETTA DEI REGOLATORI CINESI

Gli osservatori del settore ritengono che la critica pubblica di Ma nei confronti delle autorità di regolamentazione cinesi per soffocare l’innovazione possa aver avuto un ruolo.

Come ricorda la Cnn, Jack Ma, nonostante sia membro del Partito comunista cinese, ha criticato spesso pubblicamente le autorità di regolamentazione cinesi per aver soffocato l’innovazione. E per gli esperti  del settore questo atteggiamento potrebbe aver giocato un ruolo anche nel ritiro dell’Ipo.

Non solo, il governo cinese intende sottoporre le piattaforme di pagamento alle regole previste per il sistema bancario per i prestiti online. Pechino non vuole permettere a queste piattaforme di operare come delle banche e quindi vuole introdurre dei freni regolatori ai prestiti e ai depositi delle controllate di Alibaba e alle altre aziende del settore.

GIÙ IN BORSA IL TITOLO ALIBABA

Ed ecco che le azioni di Alibaba a New York sono scese di oltre il 14% da quando l’Ipo di Ant è stata ritirata. Il gruppo Alibaba è già quotato negli Stati Uniti dal 2014. L’anno scorso, il gruppo di Ma ha raccolto diversi miliardi di euro in una seconda Ipo a Hong Kong.

Martedì, le azioni quotate negli Stati Uniti di Alibaba hanno chiuso in ribasso di oltre l’8% a 266,54 dollari, cancellando oltre 60 miliardi di dollari di valore in un giorno.

A Hong Kong, le azioni di Alibaba e del rivale JD.com sono crollate ciascuna di oltre il 10% sempre martedì.

Mercoledì, il titolo Alibaba a Hong Kong  ha perso il 9,8% chiudendo a 248,40 dollari di Hong Kong. Ha compiuto un balzo giovedì sempre nella piazza di Hong Kong dove Alibaba guadagna l’1,85% e Tencent il 4,7%.

A far scivolare i listini tecnologici ci ha pensato la paura innescata dai segnali di una repressione da Pechino. Martedì, il principale regolatore del mercato cinese ha delineato le linee guida con cui intende contrastare i monopoli di Internet e salvaguardare la concorrenza.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI DI MORGAN STANLEY

“La potenziale implementazione di nuove normative antitrust è negativa per la maggior parte delle principali società Internet, in particolare nel commercio elettronico e nella consegna di cibo, sebbene la concorrenza si sia già intensificata con una riduzione del predominio del mercato tra i segmenti negli ultimi anni, il che potrebbe essere un fattore mitigante”, hanno affermato gli analisti di Morgan Stanley in una nota pubblicata mercoledì, come riporta Cnbc.

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